pantani madonna di campiglio

“PANTANI VOLEVA SAPERE CHI LO AVESSE FREGATO, PRIMA DI MORIRE AVEVA CAPITO TUTTO” - PARLA MANUELA RONCHI, MANAGER, PORTAVOCE E OMBRA DEL "PIRATA" NEI SUOI ULTIMI 5 ANNI DI VITA – "MARCO E’ MORTO QUEL GIORNO A MADONNA DI CAMPIGLIO. ERA STATO UN GIRO STRANO: AVEVA PARLATO CONTRO LA... - LA DIPENDENZA DALLA COCA? GLI DISSERO CHE NELLA DROGA AVREBBE TROVATO RISPOSTE" – IL LIBRO

Estratto dell'articolo di Cosimo Cito per “la Repubblica”

 

marco pantani madonna di campiglio

Manuela Ronchi è stata ed è la manager di molti personaggi dello spettacolo e dello sport, da Gianmarco Pozzecco a Max Biaggi. Ma soprattutto, per il grande pubblico, è la donna con gli occhiali azzurri che fu consigliera, manager, portavoce e ombra di Marco Pantani nei suoi ultimi cinque anni di vita. Con "Le relazioni non sono pericolose" (Gribaudo editore), da oggi in libreria, Ronchi racconta i mille incontri della sua carriera e i giorni bellissimi e dolorosi di quella storia che ancora oggi è un fitto, potentissimo mistero.

 

Nello studio della sua Action Agency, all' interno di un palazzo Liberty nel centro di Milano, Ronchi ricorda, evoca, si commuove. Nel capitolo dedicato a Marco, lo racconta come "un omino minuto", ma "magnetico, con un carisma fuori dal comune".

 

marco pantani

«Sin dal nostro primo incontro, a Cesenatico, si stabilì un contatto speciale. A lui serviva una persona che gestisse i suoi diritti d' immagine. Aveva appena vinto Giro e Tour 1998, era lo sportivo più amato d' Italia. Nel ciclismo non c' erano donne, e ancora oggi sono pochissime. Lui si fidò di me».

 

Nel 1999, la mattina di Madonna di Campiglio, quando Pantani fu trovato con l' ematocrito oltre i limiti consentiti, lei era là.

«Era la penultima tappa di un Giro già vinto, avevo preparato i completini del Pirata, ma non c' era un' aria di festa. Era stato un Giro strano, sin dalla partenza. Marco aveva parlato contro la sovrapposizione dei controlli antidoping dell' Unione ciclistica internazionale e del Coni. In quel momento partì una caccia alle streghe. Fui io a consigliare a Marco di uscire dal portone principale dell' hotel Touring, il Pirata doveva affrontare i giornalisti, non scappare. Quel giorno, e non a Rimini cinque anni dopo, Marco è morto».

MANUELA RONCHI E MARCO PANTANI

 

Nel libro racconta anche dell' inizio della dipendenza di Marco dalla cocaina: come andò?

«Successe pochi mesi dopo Campiglio. Qualcuno gli aveva raccontato che la cocaina aiuta a guardare oltre, ad aprire una finestra sulle cose e a vedere la verità. Lui cercava di scoprire chi l' avesse fregato al Giro del '99».

 

manuela ronchi cover

Quando è morto, Marco sapeva tutta la verità?

«Io credo di sì. Non grazie alla cocaina, naturalmente. Ma era arrivato a un grado di consapevolezza di quei fatti, aveva chiuso un cerchio dentro di sé».

 

Lei si è occupata anche dei suoi rapporti con la stampa: come vedeva i giornalisti?

«Ero io a fargli una sorta di rassegna stampa, al mattino, gli piacevano i modi gentili ma anche energici di Gianni Mura. Era innamorato del soprannome Pantadattilo. Gli sembrava rispecchiasse la sua natura. Aveva un' anima romantica, in quelle cronache si ritrovava. Gran parte della stampa gli voltò le spalle troppo presto però».

 

pantani, 10 anni dalla morte del pirata 7pantani, 10 anni dalla morte del pirata 15pantani, 10 anni dalla morte del pirata 3pantani, 10 anni dalla morte del pirata 16manuela ronchipantani, 10 anni dalla morte del pirata 12pantani, 10 anni dalla morte del pirata 14PANTANI FILM 1pantani, 10 anni dalla morte del pirata 2PANTANI FILMPANTANI FILMpantanipantani, 10 anni dalla morte del pirata 9Marco PantaniMARCO PANTANI VINCE IL TOUR DE FRANCEpantani, 10 anni dalla morte del pirata 6

(...)

pantani, 10 anni dalla morte del pirata 8Pantani mollicaPANTANI TOURla stanza di marco pantani in hotella stanza di marco pantani in hotelmarco pantani marco pantani marco pantani bagnomarco pantani cadaverePANTANIPANTANIpantaniArmstrong Pantani 2Speciale Marco Pantani Pantanigianni bugno francesco moser marco pantani e cesare romiti 1998

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...