de giorgi italvolley

“SCHERZANDO HO DETTO CHE DOVREI RASSEGNARE LE DIMISSIONI: PARTIRE COSÌ BENE NON È SEMPLICE" – L’ARTEFICE DELLA VITTORIA AGLI EUROPEI DELL’ITALVOLLEY, IL MITOLOGICO FEFE’ DE GIORGI (UNO DELLA GENERAZIONE DEI FENOMENI DI VELASCO) RACCONTA COME SIA RIUSCITO IN UN MESE A PORTARE LA SQUADRA A VINCERE UN TITOLO CONTINENTALE: “NON SO COSA NON SIA ANDATO BENE A TOKYO, NESSUNA MAGIA. SOLO IDEE E LAVORO…” - IN 6 ANNI CHECCO BLENGINI E' RIUSCITO A CONQUISTARE SOLO UN ARGENTO AI GIOCHI OLIMPICI DI RIO. A DE GIORGI E' BASTATO UN MESE E MEZZO PER RIPORTARE L'ITALVOLLEY ALLA VITTORIA - VIDEO

Da sport.sky.it

 

fefè de giorgi

La magia non esiste, ci sono idee e lavoro. Oggettivamente abbiamo fatto qualcosa di straordinario in tempi molto stretti, dietro però c'è stato un percorso in cui abbiamo avuto le idee molto chiare. Il lavoro fatto e la capacità del gruppo di calarsi immediatamente in una opportunità importante ha accelerato il processo di crescita, i ragazzi hanno dimostrato ampiamente le loro capacità". Commenta così il successo agli Europei dell'Italvolley maschile il commissario tecnico azzurro Ferdinando De Giorgi, ospite a 'Radio anch'io Sport' su Rai Radio1.

 

 

 

"Non era facile fare 9 vittorie su 9 in un Europeo, considerando un girone duro come il nostro. Noi siamo andati con la squadra più giovane dell'Europeo per iniziare un altro percorso, la squadra di Velasco aveva un'altra struttura, ma molte cose di quel periodo ce le portiamo dietro. Per me rappresentare l'Italia prima da giocatore e poi da allenatore è un grande onore -prosegue De Giorgi-. Per lo sport di squadra quanto fatto funziona, anche perché ci sono tecnici e staff capaci, che organizzano squadre ad alto livello. E poi si è creato un ambiente in cui i giovani si possono esprimere. C'è dietro tanta preparazione, voglia di fare e tanta qualità dei giovani. Al di là della vittoria, fa tutto parte di un percorso per costruire qualcosa di importante. Siamo solo all'inizio, i ragazzi hanno bisogno di crescere".

 

 

italia slovenia

 

La vittoria degli Europei è arrivata dopo la delusione alle Olimpiadi. "Non so cosa non sia andato bene a Tokyo -conclude De Giorgi-. Io sono stato chiamato subito dopo i Giochi e ho cercato di gestire un post Olimpiade un po' strano, fatto un anno dopo, a gestire un cambio generazionale sempre un po' difficile, ma che ho visto anche come una opportunità. Scherzando ho detto al presidente (della Federvolley, ndr) che a questo punto dovrei rassegnare le dimissioni: partire così bene non è semplice". E adesso, avanti al prossimo obiettivo: i Mondiali in Russia nel 2022.

 

 

 

ITALVOLLEY

Angelo Di Marino per La Stampa

 

italia slovenia

Italia è campione d’Europa per la settima volta. I ragazzi terribili di Fefè De Giorgi, otto gli esordienti, entrano nella storia battendo al tie break la Slovenia nella finale giocata a Katowice, in Polonia. Come le donne anche gli uomini della pallavolo sono sul tetto d’Europa e proprio come le ragazze di Mazzanti hanno cancellato la brutta figura rimediata alle Olimpiadi di Tokyo.

 

Merito di autentici talenti come Giannelli, Michieletto, Romanò, Pinali, Giannelli, Pinali, Lavia, Galassi, Ricci guidati da un campione come De Giorgi, uno della generazione dei fenomeni che tutto vinse in maglia azzurra, che ha preso la squadra dopo i Giochi e in un mese l’ha portata a vincere un titolo continentale impensabile fino a qualche settimana fa. «È stato molto difficile battere questa Slovenia - dice in lacrime capitan Giannelli a fine gara - ma ho sempre creduto nelle capacità e nell’orgoglio della mia squadra».

europei di pallavolo italia slovenia

 

Parte subito forte la Slovenia di Giuliani che con Ropret alla battuta stacca gli azzurri (2-0). Due lunghezze di vantaggio che diventano una costante nella fase iniziale del match. L’Italia è lì, un po’ meno dinamica del solito ma quadrata in difesa. Gli sloveni servono prevalentemente su Michieletto, il bomber che ormai tutti temono e che è meglio tener lontano dalla rete. Entra meglio la battuta alla Slovenia, ne sbaglia due di fila invece proprio Michieletto permettendo agli avversari di allungare (15-10). De Giorgi lo richiama in panchina, entra Recine per rimescolare le carte. Lavia sale in cattedra con tre veloci capaci di spaccare la difesa slovena (16-13).

 

italia slovenia

Pinali prima sbaglia la battuta, poi chiude il punto che tiene a -3 l’Italia (17-14) nella fase cruciale della prima frazione. Con Michieletto di nuovo in campo, Lavia continua a fare da martello da posizione centrale. Sbaglia però, serve un time out all’Italia per schiarirsi le idee (19-14). La fase difensiva viene meno e gli azzurri vanno sotto di 7 (21-14), anche a causa di una discutibile decisione arbitrale su una presunta infrazione azzurra. Continuano gli errori in battuta, sbaglia anche Galassi così come Ropret subito dopo. Batte Giannelli, Urnaut incrocia da sinistra ma mette fuori come conferma anche il challenge (22-17). E’ Giuliani stavolta a chiamare il time out e alla ripresa Pinali accorcia ancora le distanze (22-19). Urnaut sbaglia, turno di battuta vincente di Michieletto con tanto di ace (23-22). Fiato sul collo, time out Slovenia. Proprio Michieletto sbaglia la battuta, regalando il set ball agli avversari. Ace di Alen Sket, entrato giusto per battere e chiudere il primo set (25-22) in mezz’ora esatta.

italia slovenia

 

Seconda frazione e Italia obbligata a rincorrere e, soprattutto, a ritrovare la fresca disinvoltura che ha caratterizzato l’intero cammino azzurro in questi Europei. Giannelli, Michieletto e Lavia ristabiliscono l’ordine (1-4). Tre lunghezze di vantaggio che però non bastano per drenare la rimonta della Slovenia che sale in battuta e a muro fino a pareggiare (6-6) con una conclusione di Tine Urnaut. Giannelli dirige il traffico e concretizza sotto rete riportando avanti l’Italia (6-8). E’ necessario ritrovare il ritmo giusto e la profondità nelle conclusioni da parte degli azzurri, colpiti da Ropret dopo un lunghissimo scambio (7-8).

 

Gli azzurri non sono particolarmente precisi in attacco anche nei movimenti: Pinali invade il campo degli avversari e concede il pari (9-9). De Giorgi chiama time out dopo l’ennesima amnesia azzurra: il coach chiede ai suoi ragazzi di divertirsi e non di preoccuparsi. Manca il sorriso e questo penalizza anche braccia e gambe in questa finale nella quale agli azzurri sentono per la prima volta la pressione. Galassi sotto rete e Pinali, prima in battuta e poi con una schiacciata imprendibile, riportano finalmente avanti l’Italia (13-15). Lavia chiude il punto del più 3 al momento giusto: 13-16. Time out Giuliani che chiede ai suoi concentrazione.

 

italia slovenia

Adesso le parti sembrano invertite. A un Daniele Lavia protagonista (15-18), risponde ancora il trascinatore Urnaut che non molla mai. Time out Italia, De Giorgi disegna la strategia per il rush finale della frazione. Mentre Michieletto inventa il muro perfetto e Galassi la battuta peggiore (17-19), Lavia annulla il tentativo di riavvicinamento portato da Urnaut. Anzani alza il muro ma non basta: Sket e Kozamernik fraseggiano che è un piacere e si riportano sotto (20-21). Il tifo dagli spalti diventa tutto per gli azzurri, anche i polacchi padroni di casa gridano “Italia, Italia”. Serve anche questo in una finalissima. Michieletto capitalizza (20-23), Lavia conquista il set point che Giulio Pinali mette subito a frutto: set azzurro (20-25 in 31’) e uno pari.

 

Nella terza frazione l’inizio è come al solito sul filo dell’equilibrio con Giannelli ispirato e Michieletto implacabile. C’è Jan Klobucar a complicare i piani degli azzurri con le sue conclusioni sotto rete un po’ sbilenche: un paio vanno fuori, la terza di fila invece vale il pari (5-5). L’attacco dell’Italia funziona meglio rispetto ai primi due set ma gli azzurri non riescono a prendere il largo. Gli sloveni capiscono che c’è qualcosa che non va nel muro azzurro e si portano avanti (9-7) con Klemen Cebulj. Le due lunghezze di vantaggio permettono alla Slovenia di trovare la velocità di crociera. De Giorgi ferma tutto e chiama il time out (11-8).

 

italia slovenia michieletto

C’è da lottare e l’Italia lotta, proprio come gli sloveni che sono messi meglio in difesa e attaccano bene anche dalla seconda linea. Il turno di battuta di Alen Pajenk è decisivo per precisione e concretezza: 17-12 e cinque sotto per gli azzurri che manco se ne accorgono. Urge time out che arriva puntuale come il discorsetto di Fefè De Giorgi. E’ quello di Giulio Pinali il turno migliore di battuta, Piccinelli si fa in quattro in difesa e Lavia ritrova il braccio giusto: tutti sintomi di ripresa (18-15).

 

Lenta ma costante. Grande muro di Anzani (20-19) e time out Slovenia stavolta. Prologo al pareggio firmato con un ace da Simone Giannelli, il capitano giusto al posto giusto (20-20). Peccato che gli azzurri sbattano contro un monumentale Toncek Stern che praticamente da solo chiude il set (25-20 in 30’) e riporta avanti 2-1 la Slovenia.

 

italia slovenia

La quarta frazione inizia senza particolari strappi e continua con le due squadre punto a punto. C’è Romanò in campo e proprio lui firma l’aggancio (6-6) agli sloveni che nel frattempo tentavano la fuga in avanti. E’ la precisione al servizio però che fa la differenza. L’esempio è Gregor Ropret con due battute vincenti in pochi secondi, Galassi invece sbaglia al salto (9-7). Serve più precisione anche in ricezione anche perché il mancino Romanò sembra in buona serata. La Slovenia in difesa non sbaglia un colpo, recupera palloni che sembrano impossibili e riesce così a sfruttare anche la seconda fase. Gli azzurri hanno più numeri, i loro avversari più esperienza. Due pesi diversi, un unico risultato da raggiungere: la vittoria. Si accende la luce in battuta per gli azzurri, Lavia inanella due servizi vincenti e l’Italia allunga fino a più quattro (16-20) dopo una veloce di Anzani che poco dopo concede la replica. Cebulj si mette sulle spalle tutti i suoi compagni e dimezza il distacco (19-21). Esce Galassi, al suo posto Ricci che azzecca subito un muro vincente che vale il punto numero ventidue degli azzurri, proprio il 22 che porta sulle spalle. Invasione Slovenia, tre lunghezze avanti Italia e time out Giuliani. Ace di Yuri Romanò e quattro set ball per gli azzurri. Ultimo punto che diventa un giallo con invasione degli sloveni e challenge che consegna il 2-2 all’Italia (quarto set 20-25 in 29’).

italia slovenia

 

Tie break, dunque. Partenza sprint della Slovenia (3-0) ma Yuri Romanò decide che così non va e sfila dalla manica tre punti di fila agguantando da solo il pareggio. Qualcosa inizia a sbagliarla anche la Slovenia, Alessandro Michieletto chiude a muro e porta l’Italia in vantaggio (5-6). Sale di giri finalmente il motore degli azzurri, Michieletto ha l’occhio della tigre ma la Slovenia resta lì perché centellina le ultime forze con grande esperienza. Al cambio di campo è avnti l’Italia (7-8) con Michieletto ancora a punto e a sbracciarsi con i suoi compagni come a incitarli a far presto per sfruttare l’onda giusta. Doppio vantaggio azzurro con Lavia che imbuca sopra le teste degli sloveni che chiamano il time out. Il secondo ace personale di Ale Michieletto è il sigillo all’allungo degli azzurri (7-10).

 

europei di pallavolo italia slovenia 3

Arriva subito anche la terza battuta vincente del bomber azzurro e i punti di vantaggio diventano quattro (7-11). Giuliani chiama un altro time out, capisce che i suoi giocatori sono in ginocchio. Fuori di un soffio la battuta di Michieletto che sembrava ancora ace, battuta alla Slovenia ma Lavia si riprende quello che è giusto (8-12). Michieletto implacabile apre la stagione dei match point. La chiuderebbe Simone Giannelli ma Maria Rodriguez, arbitro a terra, vede un’infrazione che non c’è. De Giorgi evita di chiamare il challenge, sicuro ormai di vincere. Sbaglia la battuta Cebulj ed è trionfo per l’Italia che vince gli Europei, proprio come le ragazze di Mazzanti. Non era mai successo. E’ la storia.

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