sinner

“SINNER STARÀ AL TENNIS ITALIANO COME ALBERTO TOMBA ALLO SCI” – IL MIRACOLO A PARIGI NON C’E’ STATO MA L’ALTOATESINO CONTRO NADAL HA DIMOSTRATO DI AVERE IL CARATTERE, LA PERSONALITÀ, L'ALLURE DEL FUORICLASSE – IL COACH PIATTI: “DEVE IMPARARE A GESTIRE MEGLIO I MOMENTI CHIAVE DELLA PARTITA. DEVE MIGLIORARE E TANTO IL SERVIZIO, E LAVORARE SUI CAMBI DI RITMO ALL'INTERNO DELLO SCAMBIO. CI ARRIVERÀ”. L'OBIETTIVO PER IL 2021 SONO GRANDI TORNEI: SLAM E MASTERS 1000…

 

Stefano Semeraro per “la Stampa”

 

sinner

Il miracolo a Parigi non c'è stato, nella soirée inedita e gelida di questo strano Roland Garros autunnale Jannik Sinner non è riuscito a infilzare il Mostro - in senso etimologico: straordinario - Rafa Nadal, e conquistarsi una semifinale che sarebbe stata di magnitudo 10, ma ha aperto comunque una finestra sul futuro suo e del tennis italiano. E il paesaggio incanta.

 

Per due set il ragazzo meraviglioso ha tenuto testa al padrone della terra (battuta), dimostrando di avere il carattere, la personalità, l'allure del fuoriclasse, del maestro nascente. Gli è mancata una manciata di esperienza: a 19 anni non è peccato mortale.

 

E forse davanti alla chance di sgambettare la leggenda Nadal il braccio ha tremato anche a lui, altoatesino solo apparentemente glaciale, quando si è fatto strappare il servizio sul 6-5 in suo favore nel primo set, e sul 4-4 nel secondo. «Se Jannik avesse vinto quel primo set mi sarebbe piaciuto vedere cosa si sarebbe inventato Rafa», dice Riccardo Piatti, il coach che sussurra al fenomeno.

sinner nadal

 

Di strada da fare ce n'è ancora, Jannik può lavorare su tutti i colpi (il dritto, lo smash, il servizio), abituarsi a frequentare di più la rete, curare ancora meglio la condizione atletica, imparare a «risparmiare energie in campo e a gestire meglio i momenti chiave della partita», come predica Piatti. Ma la stoffa c'è, eccome. L'obiettivo per il 2021 sono grandi tornei: Slam e Masters 1000, il campo di gioco che conta di più.

 

Guardoni specializzati e campioni del passato gli hanno già incollato addosso un futuro da top 10 («forse anche meglio», azzarda Corrado Barazzutti) e infilato in tasca almeno uno Slam. «Per me può vincere molto», suggerisce sibillino Piatti. «Forse ancora più di quanto pensiate». Per quest' anno però in semifinale ci saranno i soliti noti Nadal, opposto a Schwartzman, e Djokovic, che ha sconfitto Carreno Busta e affronterà il giovane Tsitsipas. Il paradiso di Jannik, ancora per un anno, può attendere.

sinner nadal

 

2 – «VI RACCONTO JANNIK È GIÀ VICINO A NADAL E VINCERÀ UNO SLAM»

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

Non è vero che solo gli opposti si attraggono, lo fanno anche gli uguali. «La prima volta lo vidi a un torneo giovanile di Milano. Un bambino tutto rosso che veniva a rete, comandava il punto, lo perdeva e ripartiva con la stessa determinazione, come nulla fosse. Uno spettacolo. Non sapevo neanche come si chiamasse. Perse facile contro un ragazzo più grande di lui.

 

Quando un paio d'anni dopo me lo portarono a Bordighera, mi ricordai di lui, e mi chiesi come si poteva fare per adottarlo, tennisticamente, si intende». A Riccardo Piatti è bastato essere se stesso. Una creatura mono pensiero, così si definisce. Uno che ha in testa una sola cosa, il tennis. Da vivere, pensare e respirare. Nient' altro, al netto degli affetti familiari. Come il suo protetto Jannik Sinner, che dopo aver tenuto testa per due set a Sua Maestà Rafael Nadal, ha smesso di essere un segreto custodito neppure troppo bene, per diventare il prescelto, o qualcosa del genere. Non solo del tennis italiano.

 

sinner

 «Quella partita ci insegna che ormai è vicino come qualità, ma ancora lontano come conduzione della partita nei momenti importanti. Una cosa normale per un ragazzo che ha giocato pochissimi match a questo livello». Un noto giornalista americano ha detto che per noi Sinner starà al tennis come Alberto Tomba allo sci.

 

L'uomo che plasmerà la più grande speranza dello sport italiano recente ha gli strumenti per gestire tanto ben di Dio. Nato a Rovenna sul lago di Como, figlio di un imprenditore tessile, buon secondo categoria, ben presto lasciò perdere gli studi in Giurisprudenza. Alla fine degli anni 80 creò il primo team privato d'Italia con un manipolo di giovani scartati dalla Federazione. Caratti e Furlan ci diedero belle soddisfazioni. Si prese cura di un ragazzo croato in fuga dalla guerra: Ljubicic arrivò al n.3 del mondo.

jannick sinner foto mezzelani gmt075

 

Allenò per qualche mese un adolescente di 17 anni, che si chiamava Novak Djokovic e lo reclamava a tempo pieno. Ma a quel tempo Riccardo stava seguendo Bolelli e non gli sembrò giusto lasciarlo. Con lui, Raonic è arrivato in finale a Wimbledon. Ogni tanto qualche auto di lusso ferma davanti alla sua accademia nel ponente ligure. Ne scendono nomi illustri come Djokovic, Coric, Goffin, Sharapova, che vengono dal meccanico dei campioni per farsi dare una sistemata a un colpo che non sentono bene.

 

La prima regola di un grande coach è quella di non sopravvalutare il suo contributo. «Jannik deve spendere meno energie nervose, pensare poco e giocare. Deve migliorare e tanto il servizio, e lavorare sui cambi di ritmo all'interno dello scambio. Ci arriverà. Il mio compito è aiutarlo a tirare fuori il suo massimo. Io non devo dargli niente, devo solo fargli capire quello che lui ha già dentro di sé».

 

jannick sinner foto mezzelani gmt074

In pubblico, Sinner chiama Piatti «il mio maestro», con un riflesso condizionato da bambino, che induce tenerezza. «Invece la verità è che mi aiuta tanto - interviene il ragazzo altoatesino -. Mi fa vedere cose che a me sfuggono. Mi conosce, sa che sono un agonista, a me piace vincere. La sua esperienza mi aiuta a fare meno errori. E dopo Nadal, ho capito che posso farcela, e che da qui in avanti avrò sempre le mie opportunità».

 

Tra i due c'è una unione di intenti che non è solo tecnica. Piatti, che oggi ha 62 anni, scelse il tennis come atto di fede. Era appagato della stima generale e felice nel suo ben frequentato rifugio ligure, quando gli è caduto dal cielo questo bambino rosso, che ha la sua stessa pulsione ideale. Alla domanda se contano di più i soldi o il piacere dell'insegnamento, risponde con sincerità. «Non ho mai vinto uno Slam, e ci terrei. Quindi, per arrivarci devo stare in campo, con Jannik». Ci proveranno insieme. E noi lo sappiamo bene, che possono riuscirci.

jannik sinner sciatore da bambino jannick sinner foto mezzelani gmt080jannik sinner da bambinojannik sinner 1Jannik Sinner Roger Federerjannik sinnerjannick sinner foto mezzelani gmt072jannick sinner foto mezzelani gmt068jannik sinner da bambino 1sinnersinner 56sinner 78i genitori di jannik sinnerjannick sinner foto mezzelani gmt067sinnersinnersinnerfiorello sinnerfiorello sinnerfiorello sinnerjannick sinner foto mezzelani gmt070jannick sinner foto mezzelani gmt066jannick sinner foto mezzelani gmt069jannick sinner foto mezzelani gmt071jannick sinner foto mezzelani gmt081

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…