LUIS ENRIQUE, SICURO CHE “IL MAGO” LUIS ALBERTO NON SAREBBE SERVITO? UNA SPAGNA FISCHIATISSIMA NON VA OLTRE IL PARI CON LA POLONIA. IN GOL MORATA, CHE HA SEGNATO 4 DEGLI ULTIMI CINQUE GOL DELLA SPAGNA AGLI EUROPEI. POI MORENO CALCIA SUL PALO IL RIGORE DEL 2-1 E LO JUVENTINO SPARA FUORI A PORTA VUOTA. IN MEZZO IL PAREGGIO DI LEWANDOWSKI E UN PALO DI SWIDERSKI CHE RENDONO MEGLIO IL SENSO DI PRECARIETÀ DELLA SQUADRA DI LUIS ENRIQUE CHE ORA RISCHIA CON LA SLOVACCHIA – VIDEO

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Da gazzetta.it

 

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La Spagna non si è persa, ma nemmeno si è trovata. Contro la Polonia è un altro pareggio, 1-1. A Siviglia i fischi finali condensano in pochi secondi i sentimenti di tutti coloro che tifano per gli iberici. Segna Morata (sospiro di sollievo), ma lo juventino spara fuori la ribattuta del rigore sbagliato da Moreno. In mezzo ai due eventi ci sono il pareggio di Lewandowski e un palo di Swiderski che rendono meglio il senso di precarietà della squadra di Luis Enrique.

 

Nel match della seconda giornata del gruppo E degli Europei, Alvaro Morata ritrova il gol in nazionale contro la Polonia. L'attaccante della Spagna era stato fortemente criticato dopo la sfida con la Svezia

 

LA PARTITA

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La Spagna ha bisogno di rassicurazioni più spirituali che di classifica. Eppure le prime sono legate alle seconde. Quando la gara inizia e la Polonia stuzzica da lontano con Klich sembra così di rivedere la stessa squadra impacciata contro la Svezia. Con il passare dei minuti cresce il dominio e il sentimento di controllo spagnolo. Eppure a parte un tiro di Olmo è solo intensità senza qualità quello che mette in mostra la squadra di Luis Enrique. Nei primi venti minuti ci sarebbe anche da rivedere un paio di interventi dubbi (Morata su Zielinski e Bednarek su Moreno), eppure il Var italiano (Irrati, l’arbitro è Orsato) sorvola sugli episodi che evidentemente vengono spiegati negli auricolari del direttore di gara di Schio.

 

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PRIMO SQUILLO E GOL—   Il primo vero squillo è il gol: tiro-cross di Moreno, Morata gira dietro a Bereszynski così velocemente che lo anticipa e insacca. Giallatini alza la bandierina, ma dal Var rimettono tutto in regola. L’attaccante della Juventus spegna così le polemiche nate dopo gli errori clamorosi contro la Svezia. L’abbraccio con Luis Enrique vale più di qualsiasi spiegazione. La partita potrebbe diventare semplice se la Spagna tenesse la testa polacca sotto il pelo dell’acqua. Invece il piano spagnolo dura dieci minuti e senza peraltro produrre grandi ricordi.

 

Quando Lewandowski e compagni si accorgono che sono ancora dentro alla partita, iniziano a crederci. Ed è Swiderski più che il capitano a crederci. Il numero 11 calcia due volte da lontano. La prima spara alto, la seconda colpisce il palo. Sulla respinta Lewandowski spara ma trova ancora Unai Simon (che aveva sfiorato il tiro di Swiderski spostandolo sul palo). Il tramonto del primo tempo dipinge un tiro di Moreno che accarezza l’esterno della rete.

 

MORATA MORATA

RIPRESA DI TENSIONE—   Che la Spagna non sia benedetta lo si capisce anche in avvio di ripresa. Parte comandando le operazioni, ma dopo 9’ un colpo di testa di Lewandowski su un pallone crossato senza grandi progetti pesca l’angolo basso e regala il pareggio a Paulo Sousa. La Polonia non ti resta negli occhi per come gioca, ma ti resta attaccata ai calzettoni nel risultato. Tre minuti e la Spagna potrebbe scrollarsela. Orsato viene richiamato da Irrati a vedere un pestone di Moder su Moreno. Per l’arbitro di Schio è rigore: palo di Moreno, poi Morata sulla ribattuta spara fuori. Un disastro insomma, con la Spagna che resta inchiodata sul pareggio e a quella sensazione di non riuscire a mettere a terra tutto il potenziale della squadra.

 

polonia spagna polonia spagna

luis alberto luis alberto

Gli ultimi venti minuti non ingrossano i rimpianti per nessuno. Solo un colpo di testa di Ferran Torres solletica la difesa polacca. Finisce 1-1 con la Spagna fischiata e ancora senza successi. Non è ancora finita la corsa della squadra di Luis Enrique che però deve aggiustare tante cose in pochi giorni. Fa festa la Polonia: il pareggio è come una vittoria. E nell’ultima giornata (Svezia-Polonia e Spagna-Slovacchia) “basterebbe” vincere a entrambe per passare come prima (Luis Enrique) e seconda (Paulo Sousa).

 

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