inter benevento

LUKAKU NON PERDONA, IL DERBY SCUDETTO CONTINUA - L'INTER RISPONDE CON UN POKER AL BENEVENTO AL SUCCESSO DEL MILAN – L’ATTACCANTE BELGA SIGLA UNA DOPPIETTA - MALDINI HA DETTO CHE "IBRA HA DIFESO I COMPAGNI AGGREDITI DA LUKAKU, SENZA MOTIVO". MAROTTA REPLICA A PAOLINO: "LE IMMAGINI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. CONOSCENDO BENISSIMO LUKAKU POSSO DIRE CHE… - E SULLO SCAMBIO TRA DZEKO E SANCHEZ: "GLI AGENTI HANNO FATTO I CONTI SENZA L’OSTE"

MAROTTA

Da fcinternews.it

 

giuseppe marotta foto mezzelani gmt3

A pochi minuti dal calcio d'inizio di Inter-Benevento e a poche ore dalla fine della sessione invernale del mercato, l'ad nerazzurro Beppe Marotta arriva ai microfoni di Dazn per presentare la partita e chiarire quelle che sono le dinamiche societarie, con finestra anche sulle dinamiche societarie e sui retaggi dell'ultimo derby di Coppa Italia:

Maldini ha detto che Ibra ha difeso i compagni aggrediti da Lukaku, qual è il punto di vista dell'Inter?

giuseppe marotta foto mezzelani gmt4

"Le immagini sono sotto gli occhi di tutti. Conoscendo benissimo Lukaku posso dire che non è aggressivo, poi lo spot non è positivo per il mondo del calcio. Noi dirigenti abbiamo l'obbligo di educare i tesserati per evitare questo genere di comportamenti. Ci guardano i nostri figli e nipoti, ogni tipo di violenza verbale va debellato perché dobbiamo essere da esempio e ciò rappresenta un aspetto negativo di questo mondo molto bello".

 

Conte ieri ha chiuso allo scambio Dzeko-Sanchez parlando però di giocatori scontenti che possono uscire, ci sono ancora margini?

paolo maldini foto mezzelani gmt043

"Gli agenti sono stati troppo audaci nel portare avanti una trattativa senza fare i conti con l'oste. Il principio che vige è che se all'interno del nostro gruppo ci sono elementi scontenti che cercano collocazioni alternative è doveroso non trattenerli. Non c'è stato alcun caso, poi le linee societarie sono state molto chiare. Questo sarà il gruppo col qualche chiuderemo la stagione".

 

 

INTER BENEVENTO

 

 

Francesco Fontana per gazzetta.it

L’Inter risponde a Milan e Juventus e contro il Benevento fa il proprio dovere con un 4-0 senza storie: i tre punti arrivano con una deviazione sfortunata (di Improta al 7’ dopo una punizione di un Eriksen brillante), il ritorno di Lautaro, in gol al 57’ dopo sei partite – tra A e Coppa Italia – a secco e la doppietta di Lukaku. Così Conte (squalificato per due turni, in panchina c’è il vice Stellini) ottiene il massimo da un match non particolarmente dispendioso a livello di energie nel quale ha potuto dare una chance dal 1’ a chi aveva bisogno di giocare. Alla fine, lassù in classifica, non cambia nulla con l’Inter che rimane a -2 dal Milan e a +4 sulla Juventus, ok nel pomeriggio contro Bologna e Sampdoria. Il Benevento, invece, resta a quota 22 al dodicesimo posto.

INTER BENEVENTO

 

 

Pronti-via e Conte passa al 7’: punizione dalla destra di Eriksen (all’altezza dei 22 metri), Improta – nel tentativo di spazzare – svirgola e con il ginocchio buca Montipò. Passano 4’ e c’è dubbio. Perisic perde palla, lancio di Depaoli per Lapadula, che va terra dopo un presunto contatto con Ranocchia: il nazionale peruviano chiede il rigore, Pasqua lascia correre (il contatto c’è, ma sembra fuori area). Il possesso è nerazzurro, anche se il Benevento – in attesa e alla ricerca del contropiede – non corre grossi rischi. Al 23’ azione insistita di Lautaro, che si crea lo spazio dopo un errore in uscita degli avversari e calcia a giro con la palla che va fuori non di molto. I minuti passano, Eriksen al 32’ impegna Montipò.

 

Il danese è in palla, con Barella è il migliore dell’Inter finora. E 2’ dopo serve Hakimi con il contagiri, ma l’esterno (di testa) colpisce fuori. Il Toro non sembra brillantissimo, tra il 35’ e il 38’ ha due chance: prima calcia fuori da ottima posizione dopo un’azione confezionata con Barella, poi in area perde l’attimo e si incarta, commettendo fallo sul diretto avversario invece che calciare. È l’ultima potenziale occasione del primo tempo: si va negli spogliatoi con Handanovic con i guanti puliti, ma con un Benevento ancora in partita.

INTER BENEVENTO

 

Si riparte senza cambi, con l’Inter subito pericolosa grazie a un Eriksen ispirato: sinistro da fuori, palla deviata che va sulla traversa, sulla ribattuta Lautaro la mette dentro ma è fuorigioco. Decisione giusta, ma la gioia è solo posticipa di qualche minuto: al 56’ palla dentro per il Toro, bravo a controllare in mezzo a due uomini e a concludere sul primo palo. L’esultanza è rabbiosa, ci sta dopo sei partite (quattro in Serie A, due in Coppa Italia) senza sussulti. La rete pesante, perché mette al sicuro il risultato con l’Inter che va in scioltezza: prima viene annullato un gol ad Hakimi (fuorigioco),

 

al 67’ Lukaku firma il tris con un piattone sinistro dopo un pasticcio in disimpegno di Montipò e l’assist (voluto?) di Lautaro. Non succede molto altro nei 23’ finali, c’è giusto il tempo per la doppietta di Romelu, bravo al 78’ a concludere su assist di Sanchez, entrato al 74’ del Toro: l’Inter può gestire e concentrarsi sulla prima semifinale di Coppa Italia contro la Juventus, il Benevento ripartire (nel prossimo turno c’è la Samp) sapendo che un 4-0 al Meazza non può incidere su quanto di buono fatto finora.

ibra lukaku

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?