giannis antetokounmpo bucks 2

I MIGLIORI GIANNIS (ANTETOKOUNMPO) DELLA NOSTRA VITA – I MILWAUKEE BUCKS, TRASCINATI DAL MOSTRUOSO FUORICLASSE GRECO DI ORIGINI NIGERIANE, VINCONO IL TITOLO NBA DOPO 50 ANNI - I "SUNS" DI CHRIS PAUL SI ARRENDONO - RIPETUTA L’IMPRESA DI JABBAR: ANTETOKOUNMPO È IL PORTABANDIERA DI UNA LEGIONE STRANIERA SEMPRE PIÙ NUMEROSA E SEMPRE PIÙ DECISIVA NELLA NBA. (CON GIANNIS VINCE ANCHE IL FRATELLO THANASIS E PORTA A TRE I TITOLI FAMILIARI PERCHÉ IL TERZO FRATELLO, KOSTAS, AVEVA VINTO L’ANNO SCORSO CON I LAKERS) - VIDEO

 

 

Flavio Vanetti per corriere.it

 

 

Cinquanta punti e 13 rimbalzi nella partita che si è rivelata decisiva. Un’altra prova mostruosa, da vera divinità del basket. E adesso è campione Nba, a 26 anni di età. Non gli bastava sapere che lo considerano un fenomeno con margini di crescita illimitati (tre anni fa Shaquille O’Neal decise di “cedergli” il suo soprannome storico di Superman) e nemmeno gli erano sufficienti i due titoli di miglior giocatore della lega professionistica.

MILWAUKEE BUCKS

 

No, a Giannis Antetokounmpo, fuoriclasse greco di origini nigeriane, importava solo arrivare al vertice del basket professionistico. Gli interessava anche per regolare, bonariamente, una questione familiare: Kostas, il terzo fratello, pur giocando poco e finendo spesso dirottato alla formazione satellite nella lega di sviluppo, era nel roster dei Lakers campioni nel 2020. Piaccia o meno, il primo ad alzare il Larry O’Brien Trophy era stato lui.

 

Adesso Giannis ce l’ha fatta e la chiesa è stata rimessa al centro del villaggio: i Milwaukee Bucks, dove peraltro ha giocato e vinto pure il fratello maggiore Thanasis (solo un buon panchinaro, ma alla fine la curiosità è che tre Antetokounmpo su quattro – manca solo il minore, Alex, che milita in Spagna – sono campioni Nba), hanno rimontato lo 0-2 iniziale nella serie con Phoenix e hanno chiuso The Finals sul 4-2 grazie alla decisiva vittoria per 105-98 in gara-6.

GIANNIS ANTETOKOUNMPO BUCKS 8

 

Per i Suns e per il loro leader Chris Paul, che a 36 anni sognava finalmente di vincere il titolo, è una delusione profonda: avevano in mano l’inerzia della finale e se la sono fatta scippare. Tra l’altro Giannis aveva cominciato la serie con i tormenti di una prima partita ancora condizionata dall’infortunio al ginocchio sinistro rimediato nella quinta sfida della finale Est contro Atlanta.

 

Ma poi si è messo in marcia e, tanto per gradire, ha sparato subito una prestazione da 40 punti e una da 41 (con una messe di rimbalzi). In gara 4 è stato autore di una stoppata decisiva - per tutti l’azione che ha dato una svolta alla serie - e nella quinta partita assieme a Jrue Holiday ha sbancato Phoenix portando i Bucks sul 3-2. In gara 6 il capolavoro. Una forza della natura prestata al basket e adesso al servizio di Milwaukee, che conquista il secondo anello della sua storia dopo quello del 1971.

GIANNIS ANTETOKOUNMPO BUCKS 4

 

Anche 50 anni fa c’era un uomo che dettava legge a centro area: Ferdinand Lew Alcindor, da poco diventato Kareem Abdul Jabbar. Oggi quella dominanza – pur con tutte le differenze e gli aggiornamenti del caso – s’è trasferita ad Antetokounmpo, paladino di una legione straniera sempre più numerosa e sempre più decisiva nella Nba.

 

Giannis Antetokounmpo non è da solo i Milwaukee Bucks, che a suo fianco hanno aggiunto Jrue Holiday (scelta azzeccatissima quella caduta sull’ex di New Orleans) per completare una sorta di Santa Trinità assieme a Khris Middleton, dal 2013 altro punto di forza dei Cervi del Wisconsin. Ma di questa Trinità del basket l’elemento centrale è indiscutibilmente lui, l’uomo che lo scorso dicembre ha firmato un contratto da 228 milioni di dollari in cinque anni – tanti soldi e un chiaro atto di fiducia sui Bucks –, il ragazzo la cui vita (assieme a quella dei fratelli) sarà raccontata da un film live action (titolo: Greek Freak, il soprannome di Giannis) prodotto dalla Walt Disney Studios e diretto dal regista nigeriano Akim Omotoso.

 

La Nba del terzo millennio è perennemente a caccia degli “unicorni”. Un animale mitologico, inesistente nella realtà. E’ una definizione simpatica per indicare una ricerca difficile: i cestisti-unicorni sono quelli lunghissimi che sanno fare di tutto. Giannis, 26 anni, nato nel segno del Sagittario, 211 centimetri per 110 chili di muscoli scolpiti nel marmo (come dimostra una foto in cui esibisce i suoi clamorosi pettorali), è l’unicorno degli unicorni, anche se per completare il bagaglio tecnico gli manca ancora una reale pericolosità dalla grande distanza (ed è sul tiro da tre che Antetokounmpo sta investendo da almeno un anno a questa parte).

 

Ma il resto è qualcosa di semplicemente straordinario, dai balzi spaventosi, all’uso perfetto delle gambe a mo’ di compasso, all’apertura di braccia da... aereo (estese, arrivano a 222 centimetri, mentre ogni mano è lunga 26 centimetri), alla falcata che ricorda quella di Julius Erving.

 

giannis antetokounmpo dei milwuakee bucks

Tanti tifano per Giannis - inciso: la sua canotta numero 34 sta spopolando nel merchandising Nba e a Milwaukee parecchi accostano Antetokunmpo proprio al mito di Kareem Abdul Jabbar - e lo fanno con ancora più piacere ripensando al suo punto d’inizio. La famiglia, infatti, sbarcò dalla Nigeria nel 1992: Charles e Veronica Adetokunbo, scappavano dal loro Paese; una volta giunti in Grecia, come prima cosa si videro grecizzato il cognome. Come seconda cosa si resero conto, loro e i cinque figli, che l’accoglienza era tutt’altro che cordiale, anche a causa del crescente odio razziale. Per vent’anni hanno vissuto nella semi-clandestinità. Il padre lavorava nei cantieri, ma con paghe talmente basse che non sempre riusciva a sfamare la famiglia. La madre si arrangiava invece come baby sitter e i figli davano una mano in qualche modo, sia con lavori manuali e di fatica sia facendo i “vucumprà” ambulanti, girando a vendere merce taroccata di griffe famose per i quartieri più problematici e periferici della capitale.

 

A cominciare dal loro, Sepolia, dove c’era sempre il rischio che qualcuno li denunciasse, determinando l’automatico rimpatrio in Nigeria. Giannis e la sua famiglia hanno dovuto correre in salita ed è per questo che è ancora più ammirevole sia il suo non dimenticare il passato, sia l’attenzione che riserva ai fratelli, sia il valore che dà a ogni cosa. Un giorno un compagno gli regalò un paio di scarpe Gucci. Antetokounmpo si ricordò di quando vendeva quelle false, per cui rimproverò il collega di aver speso troppo e promise di conservarle al meglio, mettendole solo nelle grandi occasioni.

 

GIANNIS ANTETOKOUNMPO BUCKS 2

Ma ci sono altri aneddoti relativi alla sua transizione dalla povertà a un benessere ormai segnato da fiumi di dollari. Uno dei più comici: nella sala che i Bucks mettono a disposizione dei giocatori per mangiare (cosa che fanno tutti i club Nba peraltro), Giannis era solito presentarsi con alcune buste per accumulare più cibo possibile; nella sua vita nessuno gli aveva mai regalato nulla. Un’altra volta, uscito dall’ufficio dove aveva trasferito dei soldi in Grecia alla famiglia, si rese conto di non aver avanzato nemmeno un dollaro per pagare il taxi e andare alla partita.

 

Temendo la sfuriata del coach, si mise a correre a più non posso finché la sua velocità e le sue falcate “disumane” furono notate da una coppia che pretese di farlo salire sull’auto per portarlo in tempo al palazzetto. Il basket è stato l’occasione di svolta per gli Antetokounmpo, anche se all’inizio Thanasis e Giannis non giocavano nemmeno assieme perché potevano permettersi solo un paio di scarpe in due (ed è anche per questo che Giannis una volta rimproverò l’allora compagno di squadra Caron Butler che stava buttando via un paio di sneaker usate ma ancora sfruttabili).

 

KAREEM ABDUL JABBAR

Peraltro, l’esplosione fisica dei due fratelli ha semplificato il cammino e quando Giannis è arrivato a 211 centimetri è come se avesse pescato un jolly: in un basket ormai privo di ruoli definiti e definibili, infatti, la statura è un fattore determinante. Antetokounmpo ci aggiunge un’etica del lavoro senza pari: si racconta ad esempio che spesso dopo una sconfitta dei Bucks - e poco in porta se il team è reduce da una trasferta - se ne va in palestra ad allenarsi per i fatti suoi.

 

Ci si domanda, vedendolo attaccare il canestro, difendere, stoppare, prendere rimbalzi, saltare a livelli riservati a pochi, come il suo talento possa essergli valso - pur da prima scelta - solo la chiamata come numero 15 del draft 2013. Risposta semplice: all’epoca non lo conosceva quasi nessuno, perché Giannis aveva giocato giusto una stagione nell’A2 greca al Filathlitikos (il Cai Saragozza nel 2012 gli aveva fatto firmare un contratto quadriennale, poi reso vano dall’escape verso i professionisti). E’ chiaro che, con il senno di poi, oggi sarebbe senza discussione la prima scelta assoluta nel draft. Ma il tempo è galantuomo e nel caso di Giannis Antetokounmpo occorreva aspettare solo un po’: The Greek Freak (o se preferite The Human Alphabet, l’altro suosoprannome) era un predestinato in missione e ora la sua bandiera è ben piantata sulla vetta della Nba.

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…