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NEL NOME DEL PADEL, IL GIOCO CHE PIACE ALLA GENTE CHE (SI) PIACE – PER PIETRANGELI E’ "IL TRIONFO DELLE PIPPE", IN REALTA’ E’ LO SPORT CHE NEGLI ULTIMI ANNI HA FATTO ALZARE IL CULO DAL DIVANO AGLI ITALIANI E ALLE ITALIANE – 37MILA TESSERATI, 800MILA AMATORI (IL 40% DONNE) E GRANDI RISULTATI ANCHE PER ORTOPEDICI E FISIOTERAPISTI: SENZA UN MINIMO DI ALLENAMENTO FARSI MALE È UN ATTIMO - L'ITALIANO PIÙ ILLUSTRE DEL PADEL? NON UN GIOCATORE, MA IL CAPO ASSOLUTO DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE, LUIGI CARRARO…

Lorenzo Longhi per “Avvenire”

italia major premier padel foto mezzelani gmt019

 

Là dove c'era l'erba ora c'è non una città, ma una cittadella fatta di campi da dieci metri per venti, divisi da una rete da tennis e delimitati da pareti lisce (spesso vetro temperato trasparente) e rete metallica in alto.

 

Diversi centri sportivi e svariati circoli in numerose città sono cambiati così: si sono evoluti nel nome del padel, sfruttando anche lo stop della pandemia per modificare le proprie strutture e ripartire con un'orda trasversale di praticanti, antidoto alla crisi che attanaglia invece gli altri sport.

PIETRANGELI

 

Da un lustro a questa parte ci giocano tutti, perché «anche quelli scarsi si divertono» per dirla con Nicola Pietrangeli che, in una diretta Rai, così ha spiegato una sua battuta icastica ma innocente - «il padel è il trionfo delle pippe» - eppure perfetta per capire dove si debba ricercare il motivo del successo di uno sport nel quale oggi addirittura la domanda supera l'offerta, se è vero che in alcune città i campi vanno prenotati con settimane di anticipo.

 

A livello amatoriale, infatti, il padel non richiede eccelse capacità tecnico-atletiche.

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Non servono le qualità fisiche necessarie a un tennista, non è necessario presidiare aree né sottoporsi a scatti improvvisi come nel calcetto, è più facile tessere relazioni sociali rispetto all'antiquato squash: due giocatori in coppia si dividono i cento metri quadrati dei due lati del campo, le racchette fanno anche simpatia perché riportano ai racchettoni da spiaggia, il resto sono servizi, risposte, rimbalzi, net.

 

E app per prenotazione campi e ricerca di compagni di squadra, piattaforme le quali, dopo la ripartenza, hanno assecondato il boom di uno sport che, in Europa, ha il maggior numero di praticanti in Spagna. E in Italia il 40% è rappresentato da donne.

 

Un censimento effettuato da Italy Major, torneo agonistico del nuovo circuito Premier Padel (per dire: tra i finanziatori c'è anche Qatar Sports Investment), e datato a fine aprile, ha dato i numeri dei tesserati: si tratta di 37 mila persone, circa 25 mila con tessera agonistica e 12 mila con tessera non agonistica.

 

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Il padel è oggi una vera e propria assicurazione per la Fit, la Federtennis, i cui associati crescono principalmente grazie a questo gioco capace di attirare anche individui che mai avevano preso in mano una racchetta.

 

Se poi si va oltre e si ragiona sul numero di persone che regolarmente giocano a padel, senza alcuna tessera, le stime parlano di oltre 800 mila amatori, una cifra che potrebbe arrivare al milione se si considerassero nel novero anche coloro che vi giocano saltuariamente, senza alcuna regolarità.

 

Se i campi hanno abbondantemente superato quota 4 mila e continuano a sorgerne di nuovi (Lazio, Lombardia e Sicilia sono sul podio per numero di strutture), significa che il fenomeno è in continua crescita.

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Sebbene la Federazione Italiana Gioco Padel sia nata nel 1991 a Bologna (il riconoscimento da parte del Coni e l'inserimento del settore all'interno della Fit risalgono al 2008), i numeri che il padel ha oggi non si devono prettamente all'azione federale, ma all'essere diventato uno sport cool grazie alla pratica di diversi personaggi famosi.

Come è accaduto per alcuni marchi della moda, il traino è arrivato dai testimonial: ex calciatori, attori, cantanti, modelle, star e influencer vari, tutti giocano a padel e inondano i social di immagini e video delle loro performance.

 

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Va da sé che, assecondando lo spirito di questi tempi, se oggi non giochi allo sport che fa impazzire i Gianluca Vacchi (che non perde intervista per dire che vi dedica quattro ore al giorno) e i Totti, le Miriam Leone e le Vicky Varga o il poker della Bobotv, sei tagliato fuori. Come in una pubblicità di una vettura anni Ottanta, il padel piace alla gente che piace.

 

Il traino genera un giro economico vorticoso, al punto che diversi circoli sostituiscono i campi da tennis con quelli da padel (in uno dei primi se ne possono ricavare facilmente due dei secondi) più che raddoppiando gli incassi, al punto che un circolo con 4-5 campi può registrare tra i 3 e i 5 mila euro di prenotazioni al mese.

 

I quotidiani sportivi pubblicano pagine pubbliredazionali dedicate allo sport, i tornei si moltiplicano, il "vacchismo" spinge forte, la facilità e la trasversalità del gioco pure: il ferro è caldissimo e lo si sta battendo, plasmandolo alla bisogna. Calamitando così tanti praticanti, il padel ha un potere ambiguo: da un lato porta migliaia di persone ad alzarsi finalmente dalla poltrona riportandole all'attività sportiva, e questo è un bene in termini di salute, dall'altro è una manna per ortopedici e fisioterapisti, perché senza un minimo di allenamento farsi male è un attimo.

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Problemi ai legamenti, dolori alle articolazioni, sovraccarico muscolare, epicondilite (il gomito del tennista): succede, se si presta scarsa attenzione ai movimenti, se non ci si riscalda, se si è "arrugginiti". E non accade di rado. Sin qui amatori e dilettanti, ma esiste anche una platea di professionisti ma che di padel vivono.

 

Oggi a livello di World Tour dominano gli spagnoli: nel 2020 e nel 2021 tra gli uomini si è confermata campione la coppia formata da Alejandro Galan Romo e Juan Lebron Chincoa (che vinse anche nel 2019 insieme a Francisco Navarro Compan), mentre tra le donne le regine sono Gemma Triay Pons, Lucia Sainz Pelegri e Alejandra Salazar Bengoechea. Nell'albo d'oro della manifestazione spiccano i plurivincitori l'argentino Fernando Belasteguin, il brasiliano Pablo de Lima e le spagnole Maria Pilar Sanchez e Marta Marrero.

 

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Due i circuiti più ricchi: il World Padel Tour e l'Apt Padel Tour, i cui montepremi vanno dai 92 mila euro degli Open ai 105 mila dei Master Final e dai 90 mila per gli Open ai 140 mila dei Gran Master. L'italiano più illustre? Non un giocatore, ma il vertice assoluto della federazione internazionale: Luigi Carraro, presidente della Federazione Internazionale Padel. Dirigere federazioni, evidentemente, è il mestiere di famiglia.

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