calcio covid

OK DEFINITIVO DELLA FIGC PER IL PROTOCOLLO “SALVA CAMPIONATI”: CON 9 POSITIVI SU 25 SCATTA LO STOP - PER ACCERTARE LE CONDIZIONI SANITARIE DI UNA SQUADRA, NON SI RICORRERÀ PIÙ AL CALCOLO DEI RAGAZZI DELLA PRIMAVERA OPPURE DEI GIOCATORI IN ESUBERO, MA SOLO QUELLI NEL “GRUPPO ATLETI”- I POSITIVI SARANNO “MESSI IN ISOLAMENTO, MONITORATI E CONTROLLATI”, MENTRE I CONTATTI AD ALTO RISCHIO DOVRANNO SOTTOPORSI A UN TEST ANTIGENICO OGNI GIORNO PER ALMENO CINQUE GIORNI...

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Benedetto Saccà per "il Messaggero"

 

Ogni tessera è scivolata al proprio posto. E anche il calcio adesso può, finalmente, poggiare sui muri maestri di un sistema di regole che certo eviteranno il crollo totale della grande casa durante le ondate del Covid. Innanzi tutto va detto che da ora una squadra sarà fermata in via pressoché automatica se avrà nove (o più) calciatori positivi in contemporanea. 

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Poi bisogna sapere che i nove contagiati saranno conteggiati nel perimetro di una lista di 25 giocatori vale a dire il 35% del così denominato «gruppo atleti», che non collima esattamente con l'estensione della rosa ma quasi. Insomma. Dopo il parere favorevole del ministero della Salute, dopo le indicazioni della conferenza Stato-Regioni e dopo l'avallo del Cts, la Figc ha recepito il protocollo e ha restituito un ordine normativo. 

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Così le Aziende sanitarie locali potranno allineare le proprie deliberazioni a direttive esatte; e non si assisterà più allo strabismo decisionale delle Asl (e al vuoto legislativo) che ha contraddistinto le settimane passate. Adesso tutto e ogni cosa sarà chiaro e distinto: se una squadra avrà fino a otto positivi potrà scendere in campo; se ne avrà nove o più, sarà bloccata e la partita sarà rinviata. Oggettivo. 

 

CALCIO COVID

Il protocollo varrà per le competizioni professionistiche (Serie A, B e C) e per i massimi campionati dilettantistici. Si diceva della lista dei 25 giocatori. Ecco, non collimerà esattamente con la rosa: piuttosto, seguendo il criterio utilizzato dalle leghe per le liste ufficiali, ciascun club dovrà indicare alla lega di appartenenza, tramite posta certificata, un elenco il famoso «gruppo atleti» da cui saranno sottratti i nomi degli eventuali positivi. 

 

In sintesi, per accertare le condizioni sanitarie di una squadra, non si ricorrerà più al calcolo dei ragazzi della Primavera oppure, tanto per intendersi, dei giocatori in esubero. Tra l'altro è utile segnalare che la lista è pure modificabile «nel rispetto dei regolamenti e con le modalità stabilite da ciascuna Lega». 

 

LA CIRCOLARE 

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E non basta. Nella circolare numero 750 del ministero della Salute, firmata da Giovanni Rezza, è spiegato che i positivi di una squadra saranno «messi in isolamento, monitorati e controllati nei termini e con le modalità previste dalla normativa». I contatti ad alto rischio (e cioè le persone del gruppo atleti esposte all'interno del gruppo) dovranno sottoporsi a un test antigenico ogni giorno per almeno cinque giorni e sono obbligate a indossare la mascherina Ffp2. 

STADI VUOTI COVID

 

E il protocollo si applicherà indipendentemente dallo stato vaccinale. Si dovrà comunque compiere almeno un tampone quattro ore prima della gara. Quanti ai contatti a basso rischio (cioè chi entra in contatto con la squadra in modo non continuativo), si applicano le misure previste dalle indicazioni ministeriali, anche in relazione allo stato vaccinale. 

 

Il quadro legato al Covid in Serie A al momento è in continua mutazione: le squadre che più rischiano di essere fermate sono l'Udinese con nove positivi (epperò va chiarita la lista dei 25), la Salernitana con sette e il Cagliari con sei. Un quadro serio. 

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