fabio caressa

E ORA CARESSA COSA FARA’? "IL NAPOLISTA": "LA SCONFITTA DI SKY È FIGLIA DI UNA STRATEGIA AZIENDALE DI RIDIMENSIONAMENTO, IL CALCIO ITALIANO NON PORTA RICAVI ALL’ALTEZZA DEI COSTI. GLI AMERICANI DI COMCAST TAGLIERANNO POSTI DI LAVORO E SPESE (RISPARMIANO DUE MILIARDI E MEZZO IN TRE ANNI) PUNTANDO A CLIENTI COL DOPPIO ABBONAMENTO. E’ ANCHE LA FINE DI UN’EGEMONIA POLITICO-GIORNALISTICA..."

Massimiliano Gallo per ilnapolista.it

 

caressa

È certamente una giornata storica per il calcio italiano. Sky ha perso l’esclusiva dei diritti tv della Serie A. Un colpo quasi ferale per un’emittente che in Italia ha fatto del calcio il proprio core business. La Serie A se l’è aggiudicata Dazn che è sbarcata da noi tre stagioni fa, con un esordio non proprio felice dal punto di vista tecnologico. E che adesso, alla quarta stagione, avrà sulle spalle la responsabilità di trasmettere in esclusiva ogni giornata sette partite su dieci. Più altre tre in co-esclusiva. 840 milioni a stagione, per tre stagioni. Una cifra totale di due miliardi e mezzo di euro.

 

Sono tanti gli aspetti che andrebbero sviscerati. A noi preme concentrarci soprattutto su uno di essi: la sconfitta di Sky. Che a nostro avviso è fondamentalmente figlio di una strategia aziendale di lungo corso. È l’ennesima tappa di un progetto di ridimensionamento che parte da lontano e che ha accelerato nel 2018 col passaggio di proprietà da Murdoch agli statunitensi di ComCast leader tra gli operatori via cavo negli Stati Uniti.

 

algoritmo di caressa

 

Come avviene in ogni azienda, di qualsiasi dimensione essa sia, la prima cosa che si fa, ancor prima dell’acquisizione, è guardarne i conti. Il colosso statunitense ha approfondito quelli dell’ex gruppo di Murdoch e ha avviato un piano che possiamo definire di ridimensionamento o se volete di ridefinizione del target. L’investimento nel calcio non ha dato i frutti sperati. E spiegheremo il perché.

 

 

ibarra

È importante però ricordare che l’avventura di Sky Italia è nata subito fortemente menomata. Fondata nel 2003, venne poi acquisita da Murdoch nel 2006. Furono effettuati investimenti molto importanti a livello strutturale e anche a livello giornalistico, soprattutto per la parte calcistica, si è lavorato molto alla costruzione di un polo che potesse diventare trainante nell’informazione italiana. E in realtà così è stato.

 

Il primo duro colpo alla strategia di crescita di Sky è arrivato nel 2008 con la grande crisi internazionale nata dai mutui subprime. La crisi che, per capirci, negli Stati Uniti spazzò via Lehman Brothers. Col senno di poi, fu quello l’inciampo che ha poi determinato quel che è accaduto nel successivo decennio fino a i nostri giorni. Basti ricordare che nel corso del tempo, Sky Italia ha lasciato le sedi di Roma e ha trasferito le proprie redazioni, fatti salvi i corrispondenti, a Milano. Un progressivo arretramento.

 

caressa capello sarri

A fronte di investimenti importanti, gli abbonati a Sky Italia non hanno mai sfondato – se non per un paio di mesi nel 2008 – quota cinque milioni. Il progetto, che puntava a conquistare nuove fette di mercato, è rimasto invece confinato in una porzione che non possiamo definire nicchia ma nemmeno popolare. Per capirci, è rimasta una grandezza imparagonabile a quella della Rai o di Mediaset. E che, soprattutto, non è riuscita più a espandersi. Anche se, come detto ad esempio per il Mondiale del 2006, Sky Sport è stata in grado di affermarsi come punto di riferimento dell’informazione calcistica italiana. Di orientare il pensiero. Come si usa dire in comunicazione politica, di dettare l’agenda.

 

Anche perché la struttura giornalistica si è nel corso degli anni avvalsa di giornalisti molto preparati e soprattutto di opinionisti autorevoli. Non ha lesinato sulla fama degli ex calciatori che oggi ricoprono il ruolo di cosiddetta seconda voce. È indubbio che il parterre in studio di Sky Calcio sia robusto ed è altrettanto naturale che la preparazione e la capacità di influenzare abbiano un costo. Senza dimenticare lo sforzo profuso, ad esempio con la presenza di due bordocampisti, per offrire all’abbonato un servizio il più esaustivo possibile.

 

fabio caressa

Costi che, però – senza dimenticare l’emergenza pirateria – non hanno portato, dal punto di vista contabile, lo stesso successo ottenuto dal punto di vista giornalistico. Se rispetto alla Rai, Sky Sport resta ancora oggi una struttura agile, non si può dire altrettanto rispetto a nuove realtà che recentemente si sono affacciate sul mercato. La struttura ha costi che non può più consentirsi, figlie di scelte aziendali passate improntate al gigantismo. Costi che non sono però riusciti a garantire un ritorno adeguato. E che hanno, con ogni probabilità, indotto i vertici di ComCast a una sconfitta che non è stata vissuta come un fulmine a ciel sereno. È figlia di una scelta strategica dei vertici.

 

Tanto per rendere l’idea, non è paragonabile l’audience della più seguita partita su Sky con un banale ottavo di finale di Coppa Italia sulla Rai.

 

ComCast ha messo in preventivo di perdere una fetta di abbonati, magari tra il milione e il milione e mezzo di abbonati a Sky Calcio. Ma ha ancora la Champions, ha la Premier League, ha la Bundesliga, oltre al tennis, il basket, lo sci, il golf. Resta un punto di riferimento per qualsiasi appassionato di sport, di calcio ma non solo.

 

diritti tv 3

Come detto all’inizio, cambia il target. Non si punta più all’abbonato che vuole guardare la Serie A, ma all’appassionato in grado di sostenere il doppio abbonamento: uno per il campionato e uno per la Champions, il calcio internazionale e il resto. Viene abbandonato colui il quale è interessato esclusivamente al calcio italiano: identikit che corrisponderà alla figura di chi, grazie a Dazn, potrà spendere decisamente di meno per guardare la propria squadra del cuore e lo farà scaricando una app.

 

A ComCast avranno fatto i loro conti. Risparmiano due miliardi e mezzo in tre anni, e risparmiano una montagna di costi perché giocoforza la struttura giornalistica sarà ridimensionata senza il campionato italiano in esclusiva. È quel che i vertici di ComCast hanno studiato in questi anni. Vertici che hanno ovviamente messo in preventivo anche l’addio a una fetta di abbonati quantificabile tra il milione e il milione e mezzo.

 

Poi si vedrà quel che avverrà, se ci sarà un accordo con Dazn per la trasmissione sul satellite. Ma la sconfitta di Sky è figlia di una precisa strategia. La Serie A non porta benefici all’altezza dei costi. È probabilmente anche la fine di un’egemonia politico-giornalistica, almeno per quel che riguarda il calcio italiano, ma di certo questo non è un tema che ha preoccupato più di tanto gli uomini chiamati a decidere nelle stanze che contano di ComCast.

diritti tv serie a

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...