vincenzo spadafora giovanni malago'

QUESTA RIFORMA NON S'HA DA FARE. IL CONI BOCCIA IL TESTO DELLA LEGGE DELEGA SULLO SPORT DI SPADAFORA E ALZA LE BARRICATE CON UN DOCUMENTO CHE SI CONCLUDE CON UN PERENTORIO “IL CONSIGLIO NAZIONALE È PRONTO AD OGNI FORMA D'AZIONE" - "L'INTERVENTO SUI MANDATI? CREA SITUAZIONI DI DISPARITA'..." - MALAGO’ CHIEDE L'APPLICAZIONE DELLA CARTA OLIMPICA, IL RADDOPPIO DEI FINANZIAMENTI PER LO SPORT DI BASE NEL PROSSIMO TRIENNIO (DA 410 A 820 MILIONI CIRCA) E L'ASSUNZIONE DI…

Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

Matteo De Santis per La Stampa

 

giovanni malagò foto mezzelani gmt008

Questa riforma non s' ha da fare. Il Coni boccia il testo della legge delega sullo sport del ministro Spadafora e alza le barricate con un documento, approvato a larghissima maggioranza (astenuti solo gli enti di promozione sportiva e Barelli e Binaghi, presidenti di Federtennis e Federnuoto), che si conclude con un perentorio «il Consiglio Nazionale è pronto ad ogni forma d' azione».

 

Cinque pagine, lette ieri dal presidente Giovanni Malagò, per smontare l' attuale bozza e avanzare richieste per «assicurare il rispetto e l' applicazione della Carta Olimpica, facendo riferimento all' autonomia, alle funzioni e alle responsabilità del Coni»: raddoppio dei finanziamenti per lo sport di base nel prossimo triennio (da 410 a 820 milioni circa), garanzia di una pianta organica non inferiore alle 238 unità - come attestato dal Ministero della Funzione Pubblica - e di una dotazione di beni mobili, immobili e strumentali, risoluzione del problema delle palestre scolastiche e assunzione di 12 mila laureati in scienze motorie.

 

giovanni malagò foto mezzelani gmt009

Del Testo Unico, così com' è, al mondo dello sport non piace nulla. Così come non piace al Cio che lo ritiene non conforme alla Carta Olimpica: comunicazione già inoltrata a Spadafora, lo scorso 11 settembre, da una lettera firmata da James Macleod, direttore delle relazioni istituzionali e dei rapporti con i comitati olimpici.

 

«Questa è una legge inapplicabile - l' affondo di Gianni Petrucci, numero uno della Federbasket, durante il Consiglio Nazionale - che soffoca lo sport e non è condivisa né da chi la propone, né dall' opposizione». Mobilitazione generale sì, ma senza tracimare nello sciopero. «Non fa parte della mia cultura», assicura Malagò, comunque speranzoso che si possa «trovare una sintesi». Spadafora, però, non sembra ancora incline a una mediazione. «Ho massimo rispetto per il Coni - la replica del ministro - ma sono costretto a spegnere le speranze di chi si augura che la legge sia su un binario morto: la riforma non si fermerà».

vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 082giovanni malago foto mezzelani gmt005vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 075

 

giovanni malago foto mezzelani gmt006vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 076vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 081vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 087vincenzo spadafora incartato foto mezzelani gmt 078giovanni malagò foto mezzelani gmt001giovanni malago foto mezzelani gmt004giovanni malago foto mezzelani gmt007giovanni malagò foto mezzelani gmt003giovanni malagò foto mezzelani gmt002

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...