marcell jacobs christian coleman

"MI PIACE ESSERE UN CAZZONE. NON RIUSCIREI A FARE LA FACCIA TRUCE SOLO PERCHÉ LO SPRINTER, DA COPIONE, DEVE FARE UN PO' IL BULLO"- MARCELL JACOBS È A CACCIA DI UNA NUOVA MEDAGLIA AI MONDIALI INDOOR DI BELGRADO, DOVE DOVRÀ VEDERSELA CON CHRISTIAN COLEMAN, PADRONE DEL RECORD DEI 60 METRI -"NESSUNO È IMBATTIBILE. I 60 METRI SONO IL SUO REGNO, IO CERCHERÒ DI STARGLI PIÙ VICINO POSSIBILE ALMENO FINO AI 35 METRI E LÌ PERDERÒ PER FORZA QUALCOSA DA LUI" 

Giulia Zonca per “La Stampa”

 

marcell jacobs

Marcell Jacobs cammina sulla pista di Belgrado con lo sguardo a terra: «È strana, ti fa rimbalzare, ti fa schizzare in alto le ginocchia e resti sul posto invece di avanzare». Si riparte da qui, da una superficie da domare, dai Mondiali indoor, a caccia di sensazioni e medaglie nel nuovo confronto globale dopo l'estasi olimpica. Si riparte da Belgrado che vorrebbe dedicargli una strada, almeno così gli fanno sapere «sommerso da complimenti che proprio non mi aspettavo».

 

marcell jacobs

Noi lo consideriamo l'italiano che ha stravolto la velocità, ma in Europa è lo sprinter che batte gli americani e in Serbia è una nota di merito significativa. Stavolta la sfida con gli Usa è quasi inedita perché è vero che lui e Christian Coleman, padrone del record dei 60 metri, si sono già incontrati, però prima della stagione di grazia dell'azzurro.

 

marcell jacobs

Quando Jacobs ha iniziato ad abbassare il cronometro l'altro, campione del mondo, era squalificato. Fuori 9 mesi per aver saltato tre controlli antidoping e ora dentro convinto che con lui in pista a Tokyo sarebbe andata diversamente. Non c'è risposta, solo futuro.

 

Marcell, prima sfida con Coleman dai Mondiali del 2019. Lui è diventato più amichevole ora che la ritrova da campione olimpico?

 «No, no, no, è rimasto super composto nella sua super posizione con la sua super espressione, ma mi ha salutato e non l'ho mai visto dire ciao a nessuno».

 

christian coleman

Un passo avanti.

«Io gli avevo mandato un messaggio via social con i complimenti per il 6"45 che ha fatto quest' anno e lui ha risposto "Grazie fratello, lo stesso vale per te", quindi siamo a due passi avanti. Rispetto alla sua studiata distanza, ovvio».

 

Distanza che lei continua a non tenere.

«Io sono me stesso, mi piace essere... cazzone anche se forse è la parola sbagliata e non spiega davvero il concetto: mi diverto, sono qui a fare quello che mi entusiasma. Dovrei sfoggiare una faccia truce per sembrare più grande grosso e cattivo? Vivo queste gare con piacere, con gusto e gioia, non riuscirei a fingere di essere arrabbiato solo perché lo sprinter da copione deve fare un po' il bullo».

marcell jacobs

 

Forse è una posa che a lei non dà energia.

«Me la toglie perché è fintissima e ci dovrei pensare per comportarmi in quel modo, correre è il mio sogno da bambino, posso solo sorridere e continuare a salutare con enfasi tutti i miei rivali perché sto alle giostre».

 

Tempi alla mano Coleman è battibile?

«Nessuno è imbattibile. I 60 metri sono il suo regno, io cercherò di stargli più vicino possibile almeno fino ai 35 metri e lì perderò per forza qualcosa da lui, ma se riesco a non mollarlo poi inizia la mia parte forte. Sui 100 ho un margine per l'accelerata, qui no. Il sogno è stargli avanti un millesimo, stargli oltre in qualche modo».

 

marcell jacobs

Ha aggiustato la partenza dopo la falsa nell'ultima gara, proprio su questa pista?

«Sono dell'idea che deve succedere tutto quello che può succedere prima del grande appuntamento, così hai già vissuto l'esperienza. Ora sono tranquillo».

 

L'ultima prova generale sui blocchi come è andata?

«Altra falsa. No, scherzo: volevano a tutti i costi farci andare con lo sparo, io ero concentrato sui dettagli miei così ho continuato a partire in controtempo. Poi ho rivisto tutto nei video e ancora c'è bisogno di limare delle imperfezioni, ma mi pare di averla quasi capita sta pista».

 

E ha capito come si vive da campione olimpico?

«I piedi da terrà non li ho mai staccati».

 

marcell jacobs

Torniamo a quando li staccava, per saltare in lungo. Di quella fase della carriera che cosa si è tenuto?

«Anche allora il punto forte era la velocità, lì contava solo l'accelerata, lo start non esisteva. Quando è servito, all'inizio mi sono mantenuto fedele alla scuola italiana solo che non era adatta a me. Con il mio allenatore Paolo Camossi abbiamo aggiunto altro, costruito sul mio fisico. Ed eccoci qui. A cercare di andare ancora più forte».

 

marcell jacobs 6

L'anno scorso dalla vittoria agli Euroindoor è stato tutto un crescendo. Ora che sensazioni ha?

«Mi piacerebbe ripetere lo stesso percorso, però ogni stagione è diversa. Io ho la mia consapevolezza e sono in pace. Sentivo di più la pressione prima, quando dovevo dimostrare a me stesso di valere».

 

È molto luccicante. Gioielli post olimpici?

«Mi sono regalato un bracciale, un orologio che brilla e una collana e... basta, ho fatto il bravo. Sono appassionato di queste cose, si devono vedere se no non ha senso, mi sono tenuto ancora basso. Per adesso».

marcell jacobs 5MARCELL JACOBSMARCELL JACOBSmarcell jacobs 4marcell jacobschristian colemanMARCELL JACOBSmarcell jacobs 4img 8043marcell jacobs 1tortu baker colemanmarcell jacobs 2marcell jacobs 3

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…