nicola pietrangeli

"PER RENDERE IL TENNIS PIÙ UMANO BISOGNEREBBE ABOLIRE LA SECONDA PALLA DI SERVIZIO" – DRITTI, ROVESCI E SPARATE DI NICOLA PIETRANGELI, 91 ANNI – IL PADRE BECCHINO, IL DISPETTO A LACOSTE, LA PARTITA A LOS ANGELES CON ANTHONY QUINN CONTRO ION TIRIAC E ILIE NASTASE, L’AMORE PER LICIA COLO’ - LE CAVIGLIE FRAGILI DI BERRETTINI, COBOLLI CHE HA FATTO BENE A GIOCARE A PALLONE E IL CONSIGLIO A SINNER – IL DOCUMENTARIO PRODOTTO DA GABRIELLA CARLUCCI

Estratto dell'articolo di Francesco Giorgianni per CHI

 

nicola pietrangeli

Nicola Pietrangeli a 91 non teme rivali. Istrionico, affascinante e con la battuta pronta. Nicola è sempre “Nick”, la leggenda del tennis e, in questa occasione, ha festeggiato il compleanno al Circolo Tennis Bologna, struttura sportiva che risale al 1902, prima di assistere al primo turno di Coppa Davis vinto dall’Italia 2 a 1 sul Brasile (la squadra capitanata da Filippo Volandri ha poi battuto anche Belgio e Olanda, accedendo così ai quarti di finale in programma dal 19 al 24 novembre a Malaga, in Spagna).

 

Il torneo dell’insalatiera è un po’ casa sua visto che detiene il record assoluto degli incontri giocati come “davisman”: 164 presenze (110 in singolare e 54 in doppio) e 120 vittorie (78 in singolare e 42 in doppio). Accanto a lui, con una torta di mele creata ad hoc, la Nicola’s Apple Cake (di @manucakedesigner), c’è Gabriella Carlucci, grande appassionata di tennis e produttrice del documentario Nicola vs. Pietrangeli sulla vita del campione diretto da Antonio Centomani (su RaiPlay).

 

nicola pietrangeli

Domanda. Pietrangeli, le è piaciuto il documentario?

Risposta. «Posso dire che quello che si vede è tutto vero, sfido chiunque a smentirmi. Ho vissuto un’epoca bellissima. Poi mi ha fatto piacere, perché sa, in Italia, oggi i vecchi vengono dimenticati, ed è un peccato. In merito a questo gli americani hanno qualcosa da insegnarci... E, diciamolo, tanto alla terza età ci arrivano tutti prima o poi. Io, da parte mia, sono tranquillo perché non ho mai fatto male a nessuno e di me non si può parlare male».

 

D. E allora facciamo un salto indietro nel tempo quando era bambino...

nicola pietrangeli

R. «Mio padre (Giulio, ndr) era figlio di un Paperone di Tunisi ed era un po’ il playboy della situazione. Mia madre (Anne De Yorgainge, ndr) era di origine russa. Da bambino ho vissuto la guerra e a Tunisi le bombe arrivavano perché gli aerei bombardavano la città di Biserta.

 

Tre bombe finirono in giardino a pochi metri da noi. Fu così che gli italiani benestanti vennero espulsi dal Paese e andarono in Italia. Io e mia madre arrivammo con una nave francese a Marsiglia. Da Marsiglia siamo andati a Ventimiglia e da lì raggiungemmo Roma. Potete immaginare le strade com’erano conciate...

 

Mio padre, nel frattempo, aveva trovato lavoro come becchino e aveva il compito di recuperare i cadaveri dei soldati francesi. Il cimitero militare francese l’aveva fatto lui... Poi per diversi anni ha trattato il marchio Lacoste, ma non l’ha saputo sfruttare. I negozianti venivano a cercarlo a casa. Le magliette costavano 2.800 lire e io gli dicevo: “Ma metti 100 lire in piu!”. Ma niente. A quei tempi erano di moda Lacoste e Fred Perry».

 

nicola pietrangeli

D. Ma lei all’epoca non vestiva forse Fred Perry?

R. «Per dispetto a Lacoste».

 

D. Da ragazzo giocava a calcio, ma poi arriva il tennis.

R. «Sì, giocavo nei ragazzi della Lazio e un giorno la squadra mi dà in prestito alla Ternana. Qualche tempo prima tuttavia ero andato in trasferta con il Tennis Club Parioli a Napoli e mi sono detto: “Beh, sono arrivato a Napoli, forse arrivo a Milano”. E lì ho preso la mia strada».

 

D. Ma, grazie anche al calcio, aveva gambe forti e un fisico solido. Questo l’ha aiutata nel giocare a tennis?

R. «Non ho mai avuto un crampo in vita mia. Qualche giorno fa ho conosciuto il giovane tennista Flavio Cobolli e gli ho detto: “Hai fatto bene giocare a pallone”. Sinner non conta perché è su un altro pianeta, ma Matteo Berrettini ha le caviglie più fragili. Oggi comunque i giocatori hanno fisici incredibili. Forse per rendere questo sport più umano bisognerebbe abolire la seconda palla di servizio e anche il gioco sarebbe ancora più interessante».

 

D. Quali sono state le vittorie che l’hanno resa più felice?

nicola pietrangeli foto mezzelani gmt272

R. «Quando ho vinto il Roland Garros per la seconda volta (nel 1960, ndr) e quando ho battuto Rod Laver a Torino nel 1961».

 

D. Com’era giocare contro il grande Rod Laver?

R. «Uomo simpaticissimo. A Torino aveva vinto il primo set, ma poi ha fatto quattro game in tre set. Lui dice sempre: “Meno male che contro Nicola ho giocato soltanto una volta sulla terra battuta”. Le altre volte, tranne una, avevo sempre perso al quinto set. Contro di lui, posso dire che me la giocavo».

 

D. Le donne in tribuna la guardavano e l’ammiravano. Ma qual è stata la donna che le è rimasta nel cuore?

R. «A parte mia moglie (Susanna Artero, ndr), che mi ha dato tre figli (Marco, Giorgio e Filippo, ndr), è stata Licia Colò. Abbiamo vissuto insieme, ed è stata la prima volta che avevo una casa. Stavamo a Casal Palocco, un po’ fuori Roma e passavamo le serate davanti al nostro bellissimo caminetto, magari a guardare un film... Eravamo una bella coppia».

 

D. I paparazzi vi seguivano?

pietrangeli panatta

R. «Io i fotografi li ho sempre rispettati... A Roma c’era il più famoso tra i paparazzi, Rino Barillari, che quando ci vedeva ci diceva: “A voi la foto non la faccio perché si vede che state bene insieme.

Che foto ve devo fa’?”».

 

D. Il jet set l’ha vista protagonista ed era amico di tanti divi. Come li ricorda?

R. «Omar Sharif, Charlton Heston, Marcello Mastroianni, per me erano veri amici non semplici conoscenti. Tutti avevano il campo da tennis in casa e volevano giocare con me. In coppia con Anthony Quinn a Los Angeles giocai contro Ion Tiriac e Ilie Nastase, che, all’epoca, erano la coppia numero 2 del mondo. E Tony mi disse: “Vedi abbiamo perso perché non giochi bene”. Allora pregai gli avversari di farci vincere almeno un set, e Tony disse. “Lo vedi che se giochi bene vinciamo?”».

PANATTA NICOLA PIETRANGELI

 

D. Era molto legato anche a Ranieri III di Monaco.

R. «Sono quei personaggi da romanzo che si leggono nei libri. Giocavamo insieme a golf e ho conosciuto il suo lato privato, diverso dall’immagine pubblica. Ancora adesso nel Principato sono di casa».

 

D. Lea Pericoli, un’altra leggenda del tennis, è una sua grande amica. Che cosa vi lega?

R. «Cinquant’anni di amicizia, insieme abbiamo viaggiato molto. Insieme siamo stati persino sulle Ande. E pensi, mai nemmeno un bacio tra noi».

NICOLA PIETRANGELI 45

 

D. Qual è il futuro del tennis italiano?

R. «Meglio di così. Siamo la nazione numero uno, per i progressi che ha fatto la Federazione e per i risultati ottenuti».

 

D. Se dovesse dare un consiglio a Jannik Sinner, che le ha fatto gli auguri per il suo compleanno, che cosa gli direbbe?

R. «Continua così. Suggerisco piuttosto agli spettatori di osservarlo, ma anche di ascoltarlo. Ma avete per caso sentito che i suoi colpi risuonano più forte di quelli degli altri giocatori?».

NICOLA PIETRANGELI

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...