thomas ceccon

"SONO STUPITO? SÌ E NO, IN SEMIFINALE MI ERO TENUTO NEGLI ULTIMI 15 METRI. BASTAVA RIPETERSI E TIRARE FINO ALLA FINE" - THOMAS CECCON DOPO LA VITTORIA NEI 100 METRI DORSO CON RECORD DEL MONDO: "OGGI NON AVEVO RIVALI, HO FATTO SOLO QUELLO CHE MI VIENE MEGLIO, NUOTARE" - GLI ALLENAMENTI A VERONA, NELLA STESSA PALESTRA DI FEDERICA PELLEGRINI: "LA VEDEVO TUTTI I GIORNI SPACCARSI LA SCHIENA A 30 ANNI"

Arianna Ravelli per il “Corriere della Sera”

 

thomas ceccon

Il guascone è rimasto senza parole, lo sregolato ha lasciato spazio al genio, il baffuto ha i giorni contati. Quando pensi di aver inquadrato Thomas Ceccon, lui ti stupisce e fa vedere un altro stile. Nostro signore della polivalenza, 21 anni da Schio, qui per stupirvi: se domenica sembrava aver sacrificato qualcosa al suo desiderio di gareggiare in tante discipline (semifinale dei 100 dorso nuotata in leggerezza in 52''12, dopo venti minuti ancora in acqua per la finale dei 50 farfalla con la medaglia che sfuma per pochi centesimi, ma i complimenti degli americani), ieri ha fatto vedere che la strada è quella giusta.

 

THOMAS CECCON

Una strada tutta sua, da spavaldo-timido, che si è appena lasciato con la fidanzata, ha idee solidissime («Niente vestiti firmati, i soldi li userò per comprare casa») ma apprezza il premio in Nft, l'opera d'arte digitale, che dice non lascerà mai il suo allenatore ma che è attirato da un'esperienza negli Usa.

 

Ceccon. Oro nei 100 dorso, la gara che adesso sente più sua («La conosco a memoria»), con record del mondo: 51''60. «E mi sa che siamo tipo in 4-5 italiani a esserci riusciti». Per la verità Thomas tra gli uomini siete solo tu e Giorgio Lamberti, poi ci sono state le ladies Calligaris, Filippi, Pellegrini e un anno fa qui a Budapest nei 50 rana Benny Pilato, che è in un angolo che piange per te e cerca di restare concentrata sulla sua gara.

 

THOMAS CECCON

È un'Italia che emoziona e si emoziona, si gasa a vicenda, giovane, unita, senza prime donne, guidata dal capitano Paltrinieri che oggi si butta negli 800. Tete Martinenghi, oro nei 100 rana che oggi proverà la doppietta nei 50, aspetta dieci minuti bagnato che Ceccon arrivi per potergli saltare addosso. In un angolo della sala conferenze c'è l'amico Nicolas Burdisso, ex compagno di malefatte in Nazionale (quando erano più piccoli li hanno separati perché facevano troppo casino) che ride quando Thomas si incespica in inglese.

THOMAS CECCON

 

Il meno contento di tutti sembra lui («Mah, forse perché non c'erano i russi in gara, o forse non ho ancora realizzato)», ma con Ceccon niente è come sembra, a Tokyo sembrava fare il gradasso e poi invece ha rivelato di avere avuto «mooolta paura sui blocchi, una cosa che non avevo mai provato. Qui com' è andata? Insomma...».

 

Thomas Ceccon 3

Mancavano i russi Rylov e Kolesnikov, oro e argento ai Giochi, d'accordo, ma perché a nessuno venisse il dubbio che la vittoria valesse di meno, Thomas ci ha messo anche il record. «Non è stato facile in realtà vincere, l'americano Murphy è andato veloce.Ma il record è tanta roba. Se sono stupito? Sì e no, in semifinale sapevo che mi ero tenuto negli ultimi 15 metri. Bastava ripetersi e tirare fino alla fine, oggi non avevo rivali», dice come fosse una cosa qualunque, senza mezza lacrimuccia, qualche nota dell'inno accennata sul podio, e poi piegato dagli spasmi e dalla stanchezza che lo fanno accucciare in zona mista. «Ho fatto solo quello che mi viene meglio, nuotare».

 

Thomas Ceccon 5

Il nuotatore Thomas nasce per colpa dei capelli lunghi del fratello Efrem, mamma Gioia ex pattinatrice e papà Loris ex calciatore volevano che i figli facessero sport sin da piccoli: «Giocavamo anche a tennis, ma mio fratello con i capelli lunghi aveva troppo caldo, così abbiamo continuato in piscina». Il progetto Ceccon nasce invece qualche anno fa quando ha lasciato Schio con il suo allenatore Alberto Burlina e si è trasferito a Verona, nella stessa palestra di Federica Pellegrini.

 

Thomas Ceccon 8

«La vedevo tutti i giorni spaccarsi la schiena a 30 anni». E poi è stato protetto, innanzitutto da se stesso. «Lo abbiamo seguito quando faceva il ribelle - racconta Burlina - noi, la famiglia, la Federazione, bastava accompagnarlo, il talento c'era». E quindi perché limitarlo a una disciplina? «Abbiamo da sempre provato a fargli fare tante gare e tante volte ci è andata male». Non hanno mollato e sono arrivati al record del mondo.

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