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LO RICONOSCETE? - L'EX GIOCATORE DI SERIE A OGGI HA 45 ANNI, SI TIENE ANCORA IN FORMA CON LE MEZZE MARATONE ED È TORNATO NEL SUO PAESE, ANCHE SE VUOLE RIENTRARE IN ITALIA PER DARE UNA MANO ALLA SUA VECCHIA SQUADRA CADUTA IN DISGRAZIA - LA MORTE DELLA MAMMA, IL LAVORO IN UN SUPERMERCATO, LO SCANDALO CHE LO TRAVOLSE E… - FOTO

Simone Lo Giudice per www.ilposticipo.it

 

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L'arte di perdere non è semplice da imparare. Per apprenderla servono coraggio e pazienza. Quando si raggiunge l'obiettivo però tutto cambia e indietro non si torna più. Così è stato per Luciano Siqueira de Oliveira, più semplicemente Luciano, l'ex bambino di Rio de Janeiro diventato bruscamente uomo all'età di sei anni, il giorno in cui ha perso la sua mamma.

 

luciano 5

Vita in salita e maniche da rimboccare in fretta. Con il padre e con i fratelli si è fatto forza, in un supermercato e in una fabbrica ha sudato per procurarsi da mangiare, per strada ha rincorso un pallone e un sogno.

 

Nel 2002 poi l'ex freccia del Chievo si è tolta il peso del falso nome Eriberto ed è stata finalmente felice. Fermarsi, prendere fiato, prepararsi per un nuovo scatto: così è stato ed è ancora oggi per Luciano, che pensa ad una nuova ripartenza.

 

luciano 9

Luciano, lei è tornato in Brasile: perché ha lasciato l'Italia?

Sono felice, anche se non mi aspettavo di tornare. Voglio provare a fare l'allenatore, al Chievo non è stato possibile per tutto quello che è successo. Vorrei insegnare calcio ai ragazzini, per i grandi c'è tempo.

 

La mia famiglia era qui in Brasile, io ero da solo in Italia. Ho trovato un accordo per partire prima della fine dell'ultimo campionato di Serie B. Vivo tra Rio de Janeiro e Florianopolis, città di origine di mia moglie.

 

Com'è nata la sua passione per il calcio?

È iniziato tutto da bambino. Ho iniziato quando avevo sei anni, mi piaceva giocare per strada. Crescendo ho cominciato a capire meglio questo mondo, mi è piaciuto sempre di più. Purtroppo mi sono successe brutte cose in famiglia.

 

luciano 4

Ho perso la mamma quando avevo sei anni, sono cresciuto con i miei fratelli e con il mio papà, poi è mancato anche lui. Mi dividevo tra pallone e lavoro. Sono stato in una fabbrica e in un supermercato. Ho fatto di tutto per sopravvivere. Il calcio ha cambiato la mia vita. Devo ringraziare Dio per questa possibilità: senza il suo aiuto non ce l'avrei mai fatta.

 

Lei è stato allenato da Scolari al Palmeiras: che cosa ricorda del mister?

È un grandissimo, è stato fondamentale nella mia carriera. Al Palmeiras mi ha portato dalla Primavera alla prima squadra. Mi ha supportato come se fossi suo figlio. Andavo a mille all'ora, davo il massimo per Scolari anche se entravo in campo solamente per cinque minuti. Così ho guadagnato il suo rispetto.

 

luciano con julio cesar

Qualcuno le aveva mai parlato dell'Italia?

Quando ero in Brasile guardavo sempre il campionato italiano. All'età di 12-13 anni ho promesso a mio fratello che un giorno mi avrebbe visto giocare in televisione. All'inizio pensava che fossi pazzo. Quando è successo per la prima volta mi ha chiamato per dirmi che avevo avuto ragione.

 

Che cosa ricorda del suo arrivo a Bologna?

È stata una tappa fondamentale della mia carriera. La società ha creduto in me da subito. Oreste Cinquini era venuto in Brasile per negoziare col Palmeiras. Sono arrivato in Italia nel luglio del 1998. C'era Mazzone: il mister è stato importantissimo, mi ha dato fiducia, è stato un padre per me.

 

luciano 2

Che cosa aveva di speciale il Chievo di Delneri?

Se il Bologna mi ha portato in A, il Chievo mi ha fatto capire che cosa significa giocare a calcio in Italia. Al primo anno in rossoblù ho fatto benissimo, al secondo ho giocato poco, ero ragazzo e ho commesso degli errori. Volevo giocare così ho chiesto al mio procuratore di cercarmi una nuova squadra.

 

Al Chievo ho trovato una famiglia e mi sono rilanciato. Nel 2000-01 ho giocato il campionato più bello della mia vita. C'eravamo io e Christian Manfredini, le due frecce. In panchina c'era Gigi Delneri, un grande allenatore e papà di quel Chievo. Poi è scoppiato lo scandalo legato al mio nome ed è cambiato tutto.

 

luciano 7

Chi l'ha spinta a mentire sul suo nome e sulla sua età?

Una persona mi ha fatto un po' di proposte. Ero ragazzino e volevo provare a giocare a calcio. Qualcuno mi ha spinto a provarci. Alla fine però non potevo più tornare indietro. È stato difficile essere Eriberto.

 

Oggi si è lasciato alle spalle Eriberto?

Non ci penso più. È una cosa che mi ha portato in Italia, un giorno però ho capito che non potevo andare avanti. Ho rinunciato a tanti soldi per tornare alla mia vita normale. Volevo giocare col mio vero nome. Sono felice della scelta che ho fatto.

 

luciano 3

Oggi posso dire di aver giocato nel campionato più bello del mondo: la Serie A dal 1998 al 2006 era fantastica. Allora per uno straniero essere in Italia non era semplice. Ogni domenica c'era una partita difficile: contro una grande o contro una piccola non c'era differenza. Quando affrontavamo Juve, Inter o Milan non avevamo niente da perdere. Il mio Chievo giocava senza pensieri.

 

Con lo scandalo del falso nome è saltato il suo passaggio alla Lazio: è un rimpianto?

Potevo andarci con il nome di Eriberto, però non ce l'ho fatta perché volevo tornare ad essere quello che ero. Sono contento lo stesso. L'anno dopo sono passato all'Inter: sono stato a Milano solo per sei mesi, ma ho realizzato il sogno di giocare per una grande squadra in Italia. Per un calciatore è il massimo.

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Che cosa non ha funzionato all'Inter?

Tante cose... Sono arrivato nel luglio 2003. Dovevo giocare nel 4-4-2. Dopo cinque giornate però Cuper è stato esonerato e al suo posto è arrivato Zaccheroni che schierava la squadra col 3-5-2. Nella mia stessa posizione c'era Javier Zanetti, una bandiera del club e un giocatore fortissimo. Per me è stato difficile.

 

Che cosa ricorda di Juve-Inter 1-3 del novembre 2003?

Ero in panchina, Julio Cruz aveva segnato una doppietta. Ricordo una partita bellissima, uno dei momenti più belli vissuti con l'Inter. Nel gennaio 2004 poi sono tornato al Chievo: ero di nuovo a casa. Purtroppo mi sono rotto i legamenti il sabato prima di Pasqua: è stata un'annata da dimenticare.

 

luciano 2

Nell'estate 2006 è scoppiato lo scandalo Calciopoli: che cosa ha significato per voi?

Ci ha permesso di giocare i preliminari di Champions League contro il Levski Sofia, una squadra sulla carta alla nostra portata. Purtroppo siamo usciti, ma è stata una bella esperienza. Siamo stati eliminati anche dalla Coppa Uefa e a fine stagione siamo addirittura retrocessi in Serie B. Fa male ripensarci.

 

luciano 11

Lei è stato allenato da Stefano Pioli al Chievo nel 2010-11: che mister ha conosciuto?

È uno dei migliori con cui ho lavorato. Mi ha allenato per poco tempo, ma è stato un grande. Mi piaceva il suo modo di gestire lo spogliatoio, di parlare con i giocatori. Era molto preparato, ora lo è di più. Col Milan sta facendo cose pazzesche. Pioli fa giocare bene la squadra e non ha paura di puntare sui giovani.

 

luciano 10

Qual è stata la sua notte più bella con il Chievo? Quella più brutta invece?

La più bella quella del dicembre 2001 a San Siro quando abbiamo battuto 2-1 l'Inter di Ronaldo e Vieri. Ricordo i gol di Corradi e Marazzina. Abbiamo messo sotto giocatori fortissimi sul loro campo. La scorsa estate invece è stato brutto leggere tutto quello che è uscito e vedere una storia di novant'anni finire così. Spero che Sergio Pellissier riesca a portare il nuovo Chievo tra i professionisti, dove merita di stare.

 

Pellissier l'ha chiamata per giocare nella Clivense?

Ho fatto la seconda dose del vaccino anti-Covid, aspetto di essere protetto per tornare in Italia. Sergio mi ha chiamato per giocare quando è partito il nuovo progetto. Siamo le anime del vecchio Chievo.

 

luciano e la moglie

Lei ha dato l'addio da calciatore al Chievo nel 2013: poi ha gestito un residence?

Sì, nel 2014 sono tornato in Brasile e ci sono rimasto per due anni e mezzo. Possiedo ancora quel residence. La gente si ferma per qualche settimana, a volte per un mese. C'è il mare a due passi. È un posto perfetto per trascorrere un bel periodo di vacanza.

 

Lei è ancora in gran forma: come si allena?

In Brasile sto disputando il campionato amatori. Faccio anche le mezze maratone: ho corso la 10 km in un'ora e diciannove minuti. Ringrazio i ragazzi della KM Sport: corriamo insieme in Italia. Voglio giocare ancora. Mia moglie si arrabbia con me perché non voglio smettere, ma finché sto bene è giusto provarci.

 

luciano 3

Ha anche altre passioni oltre al calcio?

Mio suocero mi chiede spesso di andare a pescare insieme, ma non ci vado mai. Mi piace mangiare pesce, pescare mi interessa meno. Preferisco guardare le partite di calcio: è la mia passione più grande.

 

Quando tornerà in Italia?

Credo a gennaio. Voglio aiutare il nuovo Chievo. Quello vecchio ha perso anche Rinaldo Danese, per tutti Macola, lo storico accompagnatore della squadra, un pezzo importante per la storia del club. Sono stato male quando l'ho saputo, era una persona per bene. Il nuovo Chievo ripartirà anche per Macola.

luciano 1

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