falcao

LA ROMA, DE ROSSI, ITALIA-BRASILE DEL 1982: IL DIVINO FALCAO VUOTA IL SACCO (MA NON DICE NULLA SUL RIGORE CHE NON TIRO’ CONTRO IL LIVERPOOL IN FINALE DI COPPA DEI CAMPIONI) -  "COL BRASILE DOVEVAMO VINCERE IL MONDIALE 82. MA NON ABBIAMO VOLUTO SNATURARCI COME CI CHIESE TELÉ SANTANA E L'ABBIAMO PAGATA. ZICO DISSE: NON POTEVAMO FARCI NULLA. SE AVESSIMO SEGNATO CINQUE GOL, L'ITALIA NE AVREBBE FATTI SEI" - IL RAPPORTO CON DI BARTOLOMEI E QUELLA VOLTA CON DE ROSSI...

Stefano Carina per il Messaggero - Estratti

 

(...)

 

PAULO ROBERTO FALCAO

La prima cosa della quale le farebbe piacere parlare?

«Agostino (Di Bartolomei, ndr). Nei giorni scorsi è stato l'anniversario dei 30 anni della sua morte. Per me è un ricordo sempre doloroso. Il nostro legame era così forte che tempo fa scrissi un libro "Storie di calcio" e gli dedicai un intero capitolo titolandolo "L'imperatore del centrocampo".

 

La prima volta che lo vidi, mi fece questa impressione. Con quel fare apparentemente scontroso, i capelli pettinati in avanti, somigliava a Caligola e nello spogliatoio in tanti iniziammo a chiamarlo così.

 

Centrocampista tecnico, lancio lungo, intelligente in campo e fuori. Era un ragazzo molto serio, strappargli un sorriso non era facile ma sapeva anche scherzare. E poi, aveva una generosità fuori dal comune».

 

Può raccontare qualche aneddoto?

pele' e falcao al gilda

«Quando arrivai mi fece un po' da Cicerone. Io non conoscevo nulla di Roma e lui mi portò in giro a pranzo, per negozi, dimostrandosi sempre molto disponibile. Tanti anni fa incontrai in una festa la moglie e il figlio Luca. Mi sembra fosse la ricorrenza degli 80 anni della Roma, ma potrei sbagliare.

 

Per me era un amico, non riesco ancora a capacitarmi come possa essere accaduto. Con i ragazzi di quella Roma, anche se ci siamo persi inevitabilmente di vista, è capitato di riparlarne. Soprattutto con Bruno (Conti, ndr) e Righetti. Ho rivisto tempo fa anche Pruzzo e Turone in occasione di un docufilm sul famoso gol di Ramon annullato nell'1981 che ci privò dello scudetto. Quando penso a loro c'è sempre tanto affetto».

falcao mandolesi

 

Oggi è una Roma diversa rispetto alla sua. Ma la guida un ragazzo di 40 anni che lei dovrebbe conoscere bene.

«Sì, Daniele. Sono molto contento per lui. Ancora sorrido quando penso che proprio per gli 80 anni della Roma ci ritrovammo a giocare vicini in un'esibizione. C'erano Totti, Cafu, Bruno, Pruzzo... Così prima del fischio d'inizio gli chiedo: "Come giochiamo?". E lui, un po' imbarazzato, mi risponde: "Me lo dica lei" (ride)».

 

(...)

 

Ha avuto modo di vedere la Roma sotto la gestione di De Rossi?

«Sì, in tv non mi sono perso la gara con il Brighton, le due con il Milan e la prima con il Leverkusen in Europa League. Le prime tre veramente giocate bene, quella con i tedeschi un po' meno. Daniele è giovane, conosce la città, può lavorare più tranquillo rispetto ad altri.

falcao laura melidoni

 

Sono felice che la società gli abbia dato fiducia. Ora però va messo nelle condizioni migliori. L'importante è che gli sia dato del tempo, anche se le cose inizialmente non dovessero andare come si spera».

 

(...)

«Dovevamo vincere nell'82. Ma il calcio non è una questione di giustizia, è un gioco. Non abbiamo voluto snaturarci come ci chiese Telé Santana e l'abbiamo pagata. Pensi che Socrates aveva persino smesso di fumare. La nostra consolazione rimane che di quella squadra si parla ancora».

Difficile il contrario. Lei, Zico, Leandro, Junior, Eder, Cerezo, Socrates, Paulinho Isidoro...

«Eravamo fortissimi. Lo sa che mi disse una volta Zico? Paulo non potevamo farci nulla. Se avessimo segnato cinque gol, l'Italia ne avrebbe fatti sei».

 

Tornando alla Roma, le piace Dybala? E lo confermerebbe nella nuova squadra che sta nascendo?

PAULO ROBERTO FALCAO

«Per dare un'opinione devi vedere un calciatore giocare 7-8 partite di seguito, cosa che a me non accade purtroppo. Tecnicamente non si discute, si conosce, non è più un ragazzino. Ha un sinistro che funziona. Ma le valutazioni quando sei un dirigente sono molteplici e io preferisco restare un semplice tifoso».

 

Cosa farà Paulo da grande?

«So che è difficile ma mi piacerebbe tornare ad allenare».

 

In Brasile o in Europa?

«Va bene anche qui. Il treno fuori dal mio paese è passato tanto tempo fa. Potevo allenare la Roma due volte. Quella in cui ci andai più vicino fu con Viola. C'eravamo messi seduti a parlare con il mio commercialista ed eravamo d'accordo per un biennale.

ancelotti falcao

 

Poi il presidente si sentì male proprio in quella settimana e morì poco dopo. L'altra occasione arrivò con il presidente Sensi ma fu soltanto una chiacchierata allo stadio, senza seguito. Sarebbe stato bello, Roma rimarrà sempre nel mio cuore».

falcao giocatore senza palla 27 maggio 1998ancelotti falcaoFALCAO ANCELOTTI MARADONAFALCAOitalia brasile 1982 falcao contiCONTI LIEDHOLM FALCAOFALCAO ROSSIfalcao bonvissuto 1falcaofranco tancredi superchi falcaofalcaoviola falcao liedholmfalcaogoal di notte falcaofalcao andreotti violatotti falcaogiuseppe falcao 1totti falcao 1lamberto giorgi falcaomaradona falcaoandreotti falcao violaFALCAO DURANTE LA FINALE DI COPPA CAMPIONI CONTRO IL LIVERPOOLFALCAO E BRUNO CONTILIEDHOLM - CONTI - DINO VIOLA - FALCAOUN GIOVANE ROBERTO FALCAOFALCAOFALCAOATTRICE BIANCO ROSSO VERDONE CHE DISSE NO A FALCAOpele falcao

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”