italia spagna 19

E’ UN’ITALIA DA BATTAGLIA – DOTTO: "BASTA CON L’EQUIVOCO DEL BEL GIOCO. BELLI SIAMO FINCHÉ LA POCHEZZA ALTRUI CI CONSENTE DI ESSERLO MA, APPENA LA FACCENDA SI FA DURA, NOI TORNIAMO QUELLI DI SEMPRE. LA SPAGNA CI HA NASCOSTO LA PALLA MA L'ABBIAMO FATTA FRANCA ANCHE STAVOLTA. IL NOSTRO CALCIO DI TRINCEA, QUELLO CHE CI SALVA E CI DISTINGUE E QUALCHE VOLTA VINCE, DA SEMPRE…” - 

Giancarlo Dotto per il "Corriere dello Sport"

 

italia spagna

I rigori non sono crudeli. Di più, sono la brutale necessità di chiudere con una soluzione accettabile storie che altrimenti non avrebbero fine. Ci premiano i rigori. Ci premia Gigio, il più forte portiere al mondo. Ci premia il l’Infallibile dal dischetto, Jorginho, un brasiliano che canta l’inno di Mameli meglio di qualunque ragazzo nato tra Bolzano e Pantelleria. Assurda la calma con cui calcia il rigore decisivo, dopo il solito saltarello a darsi il tempo. Ci premia l’assurdità crudele del calcio. Viva l’assurdo.

 

Ci hanno fatto un mazzo tanto, Busquets e compagni, ma in finale andiamo noi. Dominati in lungo e in largo, annichiliti per lunghi tratti, tecnicamente, fisicamente e tatticamente, ma in finale andiamo noi. Non si sa come, ma andiamo noi. Con qualche rossore, ma andiamo noi. Stremati, ma andiamo noi. L’esultanza di Gianluca Vialli, alla fine di tutto, sotto la tribuna che scoppia d’azzurro, è la nostra. Aspettando di sapere se sarà Inghilterra o Danimarca, Harry Kane o il fantasma attivo di Eriksen.

italia spagna 19

 

L’abbiamo fatta franca anche stavolta. Questo conta. La storia di sempre. La pistola di Indiana Jones e il colpo secco a bruciapelo che stronca gli inutili arabeschi dello spadaccino. È l’Italia, bellezze. Basta con l’equivoco del bel gioco. Belli siamo finché la pochezza altrui ci consente di esserlo ma, appena la faccenda si fa dura, noi torniamo quelli di sempre. Il nostro calcio di trincea, quello che ci salva e ci distingue e qualche volta vince, da sempre. Il gruppo che si trasforma in una bestia da combattimento, non molla, un portiere che para le mosche oltre che i rigori, l’applicazione feroce e sprazzi isolati di talento. Questa volta è Chiesa. È sempre Chiesa. Il nostro talento più smagliante, inverosimilmente e masochisticamente tenuto in panchina nelle partite iniziali. 

prima pagina sport es

 

L’altra magnifica notizia è che da oggi Luis Enrique tiferà Italia. Lo ha promesso e, uomo d’onore, lo farà, anche se dovrà prima ingoiare il rospo, quanto amaro lo sa solo lui, di una partita che avrebbe dovuto più volte stravincere nel tempo a disposizione. Esito per lui infausto, specchio feroce dell’astratta bellezza del calcio che l’asturiano insegue con incrollabile fede. Si beccherà anche stavolta tanti complimenti e un pugno di cenere, chi sa se rimpiangendo l’assurda scelta di lasciare Sergio Ramos a casa.

 

prima pagina mundo deportivo

Perché i giovani sono belli, sono virtuosi, ma non vincono competizioni come queste. Guarda caso, a salvarlo provvisoriamente, Luis Enrique, a dieci minuti dalla fine, è Morata, il cecchino che aveva tenuto in panchina per sbizzarrire ai massimi livelli il suo calcio flou, senza ruoli e senza identità riconoscibili, a cominciare dal falso 9. Un monumentale Dani Olmo, capace di surfare come pochi sull’erba, almeno fino a quando non falla il rigore decisivo. Lui e poi Morata. Che si ricorda, buon per noi, della moglie italiana che lo aspetta a casa con il mattarello. 

prima pagina marca

 

Assurdo tutto, anche il cocktail di emozioni. Rumore, tanto rumore avrebbe cantato Raffaella. Rumore, quello bello di una volta a Wembley che sale dalla pancia dei sessantamila che se ne infischiano della variante delta su editto di Boris Johnson, che la regina sia con lui. La gente a mucchi, mascherine addio, abbracci e baci si sprecano. Passato e passioni che tornano con l’unica ambizione, quella di vivere. Negare per un anno e mezzo alle folle di essere folla e, nella folla, poter vivere 90 minuti di follia è stata una crudeltà di cui capiremo l’enormità solo quando più non ci saremo. 

 

Pochi minuti e il rumore diventava terrore. Tanta emozione, se la paura è emozione. Ci vuole un tasso di patriottismo e forse anche di alcolismo notevole per negare l’evidenza e cioè che la Spagna, per novanta minuti e tutto il primo tempo supplementare, ci ha nascosto la palla, oggetto indispensabile anche nel calcio futuristico di oggi.

italia spagna

 

Non ci abbiamo capito nulla, in campo e in panchina e, senza capirci nulla, abbiamo fatto quello che sappiamo fare meglio da sempre, difenderci. Chiellini e Bonucci in testa, fin lì storditi dalle talentuose zanzare iberiche. Le furie di Luis Enrique non erano rosse stavolta ma bianche e pure leggiadre, tenute insieme dal mastice dei vecchi. Il compasso ispirato di Busquets, la personalità di Jordi Alba e Azpilicueta. Per nostra fortuna e l’intercessione di qualche Beata Vergine con una scarsa propensione a praticare il concetto un po’ volgare che la palla, alla fine, va buttata in rete.

italia spagnagiancarlo dotto in versione tricolore foto di baccoluis enriqueitalia spagna

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…