altobelli

SCARPINI A “SPILLO” (ALTOBELLI): “IL CALCIO FEMMINILE DI SERIE A NON POTRÀ MAI RAGGIUNGERE I LIVELLI DI QUELLO MASCHILE. IO LO SEGUO, STA CRESCENDO MA IL CALCIO DELLE DONNE NON PUÒ ESSERE PARAGONATO A QUELLO DEGLI UOMINI PERCHÉ LA FISICITÀ È DIVERSA. LE PARTITE SONO MENO SPETTACOLARI” – UN ALTRO CAMPIONE DEL MONDO ’82, FULVIO COLLOVATI, AVEVA DETTO: “QUANDO SENTO PARLARE UNA DONNA DI TATTICA, MI SI RIVOLTA LO STOMACO”

Carlo Piano per “la Verità”

ALTOBELLI

 

Sara Gama, Barbara Bonansea, Cristiana Girelli. Fino a qualche settimana fa i loro nomi erano familiari soltanto agli addetti ai lavori e ai pochi appassionati di calcio femminile del nostro Paese. Oggi, dopo il buon percorso della nazionale italiana ai Mondiali appena conclusi in Francia, sono le atlete del momento. Forse perché siamo diventati un popolo senza più eroi e che ha bisogno di eroine, forse per la retorica, talvolta sicuramente eccessiva, che ha celebrato le loro imprese.

 

Comunque le azzurre sono riuscite non solo a centrare la qualificazione al torneo iridato dopo 20 anni dall' ultima partecipazione, ma anche a raggiungere i quarti di finale. Le loro partite, trasmesse in diretta da Rai 1, sono state seguite da una media di 3 milioni di spettatori.

 

Con il boom, registrato in occasione della terza partita del girone, contro la nazionale del Brasile: ben 7,3 milioni di italiani incollati davanti alla televisione.

Neanche gli uomini di Roberto Mancini sono riusciti ad arrivare a tanto. Abbiamo chiesto cosa ne pensa a un mito del nostro calcio, da tutti conosciuto come Spillo. All' anagrafe

mourinho altobelli putin

 

Alessandro Altobelli, campione del mondo nel 1982 e mai dimenticata bandiera dell' Inter: «È innegabile che le donne stiano crescendo moltissimo. Forse il calcio femminile non arriverà mai ai livelli tecnici di quello maschile, ma potrà diventare davvero molto interessante».

 

Nelle ultime settimane la nazionale femminile è stata applaudita da milioni di italiani. Se lo meritano?

«Questo di sicuro, lo dice un attento osservatore e tifoso di calcio, sia maschile sia femminile. È da un po' che seguo le donne, abito a Brescia e ho potuto ammirare la squadra locale, che è stata una delle prime a vincere campionati e Champions, fornendo anche tanti talenti alla nazionale. Nel nostro Paese questo sport non ha ancora raggiunto la vetta, ma siamo sulla buona strada per creare un campionato professionistico, come ha anche detto il presidente della Federazione, Gabriele Gravina».

barbara bonansea

 

Intanto le squadre di club stanno già aumentando...

«Sa di chi è il merito? Della gestione dell' ex presidente della Ficg, Carlo Tavecchio. Sotto il suo mandato tutti i club di serie A si sono dotati di una squadra femminile e questo oggi permette a tante ragazze di cimentarsi con il calcio. Ecco perché il successo in questi Mondiali è il frutto di un lavoro che viene da lontano».

 

Quali sono le squadre che in Francia l' hanno sorpresa di più?

«Ero all' inaugurazione e sono stato ben impressionato dalle padrone di casa della Francia. Successivamente ho assistito a molte partite e ho visto molto bene gli Stati Uniti, che fanno calcio femminile da sempre. Ma mi sono piaciute anche l' Olanda, che ha vinto ai quarti contro l' Italia, e pure la Svezia».

 

Come le è sembrata la nostra nazionale?

ALTOBELLI

«Secondo me una bellissima sorpresa. Ho parlato con moltissima gente in queste settimane, e tutti sono soddisfatti del lavoro fatto. Sia dall' allenatore sia dalla Federazione. Questo percorso in Francia può rappresentare il trampolino di lancio per diventare ancora più competitivi».

 

Quale giocatrice fra le italiane le è piaciuta di più?

«È sempre brutto fare nomi, credo che al di là delle individualità abbia sorpreso l' ottimo gioco di squadra espresso dalla nazionale. Ma se proprio devo scegliere direi che mi è piaciuta moltissimo la numero 11, Barbara Bonansea. Così come il capitano, Sara Gama. Secondo me entrambe giocano un ottimo calcio».

 

C' è invece qualche squadra che in questo mondiale l' ha delusa?

«Personalmente mi aspettavo di più dal Brasile, perché ha sempre avuto ottime individualità. E anche dalla Nigeria, perché sulla carta era molto forte.

barbara bonansea

In generale pensavo che avrebbero fatto meglio le nazionali che, nei loro Paesi, hanno la possibilità di lavorare di più con le donne».

 

Secondo lei, dopo questo exploit, il calcio femminile in Italia è pronto per raggiungere quello maschile?

«Possiamo sicuramente arrivare a ottimi livelli, anche se ritengo difficile raggiungere gli uomini. Quello che è certo, è che adesso tante ragazze cominceranno a giocare a calcio, perché questo sport non è più un tabù per le donne».

 

Quindi secondo lei non esistono più pregiudizi?

milena bertolini 8

«Direi di no. Anche i genitori sono più tranquilli, perché si sono resi conto che l' ambiente è sano, che ci sono organizzazione e grande rispetto».

Ma lo spettacolo che danno gli uomini è superiore

«Ho seguito diverse squadre femminili, sia in serie A sia in B. Il loro calcio non può essere paragonato a quello degli uomini perché la fisicità è diversa. Le squadre maschili sono più spettacolari perché più fisiche, gli atleti sono chiaramente più forti. Ma il livello delle ragazze sta crescendo di continuo e i miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti».

 

Dal punto di vista mediatico, invece, il calcio femminile è esploso.

ALTOBELLI

«I Mondiali di Francia sono stati trasmessi in diretta dalle tv nazionali, per la prima volta nella storia anche dalla Rai. Questo è già un traguardo incredibile. Sono sicuro che il prossimo anno ci sarà molto più interesse ad aggiudicarsi i diritti di coppe e campionati. E il merito è anche del percorso delle azzurre».

 

Perché finora le calciatrici erano rimaste nell' ombra? Perché per emergere sono stati necessari questi Mondiali?

milena bertolini 13

«Il problema è che per sfondare, nel calcio, occorrono persone interessate a investire denaro e mettere a disposizione gli impianti. Questo, fino a questo momento, è stato il limite maggiore che non ha permesso al calcio femminile di emergere. Oggi, dopo questa avventura, l' attenzione è cresciuta moltissimo. Tutti sono interessati a dare una mano. Bisogna anche ammettere che, fino a qualche anno fa, non eravamo pronti per questo boom. Oggi lo siamo».

 

Cosa manca, ancora, al calcio femminile per diventare grande?

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«Sicuramente la base. Il successo di uno sport dipende moltissimo da quante persone lo praticano. In Italia gli uomini che giocano a calcio sono milioni, le donne circa 500.000. Ma proprio grazie a questo Mondiale i numeri sono destinati a crescere. Le squadre femminili sono diventate più credibili e quindi attirano l' interesse di potenziali atlete».

 

Le cose stanno già andando in questa direzione?

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«Assolutamente sì. L' esempio di queste atlete sta spingendo tantissime donne verso il calcio. Basti pensare che le scuole calcio stanno registrando un aumento del 40% di iscrizioni proprio da parte di bambine e ragazzine. Si può dire che il tabù sia definitivamente crollato. Non è un caso che lo scorso marzo la squadra femminile della Juventus abbia sfidato la Fiorentina nello stadio del club, l' Allianz Stadium, di fronte a 39.0000 spettatori. Un primato che dice molto».

 

ALTOBELLI

Si può quindi ipotizzare una serie A femminile uguale a quella maschile?

«Il calcio femminile di serie A non potrà mai raggiungere i livelli di quello maschile. Ma questo non vuol dire che non possa diventare interessante e non possa continuare a crescere. In Francia, durante i Mondiali, gli stadi sono stati sempre pieni e questo rappresenta un segnale importante».

 

Cosa succede, invece, all' estero? Le donne sono più valorizzate?

«Fuori dall' Italia ci sono realtà nelle quali il calcio maschile e quello femminile sono alla pari. Per esempio gli Stati Uniti, la Svezia e il Brasile. Lì quando si guarda una partita non si pensa al sesso degli atleti, ma allo spettacolo. Non esistono differenze, c' è solo la passione. E la passione non deve avere alcun limite».

milena bertolini 3

 

Ha accennato all' importanza della base. Dopo questi Mondiali le cose cambieranno?

«Penso di sì, come dimostra il boom di iscrizioni alle scuole calcio da parte delle ragazze. Il movimento sta già crescendo e va ulteriormente incoraggiato.

Perché il calcio è uno sport bello e salutare. Anche per le donne, per tutti».

 

Possono aumentare anche gli investimenti in questo settore?

ALTOBELLI 4

«Me lo auguro. L' obiettivo più importante è arrivare il prima possibile al professionismo, perché adesso le donne giocano a livello dilettantistico. La differenza è abissale, anche sul piano dei compensi. Il passaggio al professionismo porterà a una crescita enorme. Ma adesso occorrono strutture, squadre, investimenti in favore della base, a partire dalla Federazione. Serve che i Comuni mettano i loro impianti a disposizione del calcio femminile, oltre che di quello maschile. E, naturalmente, ci vogliono istruttori qualificati in grado di far crescere queste atlete».

 

Nel frattempo però calciatrici e arbitri donne sono ancora bersaglio di commenti poco lusinghieri...

«Questo purtroppo accade anche nel calcio maschile, chi si mette in gioco può essere vittima di queste situazioni. Come si dice nella tradizione popolare, la mamma degli imbecilli è sempre incinta».

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