insigne de laurentiis

SCENEGGIATE NAPOLETANE - LORENZO INSIGNE E DE LAURENTIIS HANNO SMESSO DI PARLARSI NEL 2019, QUANDO HANNO FIRMATO L'ULTIMO RINNOVO - IL CAPITANO DEL NAPOLI SAREBBE GIA' ANDATO VIA SE FOSSERO ARRIVATE OFFERTE INTERESSANTI (FU PER QUESTO CHE SI SEPARO' DA MINO RAIOLA?) - IL CALCIATORE HA IL CONTRATTO IN SCADENZA NEL 2022 E CHIEDE PIU' SOLDI PER RESTARE, AURELIONE INVECE VUOLE SFORBICIARGLI LO STIPENDIO - SPALLETTI FARA' DA MEDIATORE? 

1 - LA VARIABILE LUCIANO SUL MISTERO DELL’ESTATE 

Antonio Giordano per il "Corriere dello Sport"

 

AURELIO DE LAURENTIIS E LORENZO INSIGNE

Dopo aver accompagnato Francesco Totti sino all’uscio, scoprendosi - suo malgrado - (quasi) protagonista d’una serie televisiva, ed aver osservato l’addio di Icardi, Luciano Spalletti, che con la tempistica dei divorzi celebri deve avere un’allergia oppure ne è magicamente attratto, rischia di celebrare anche la separazione di Lorenzo Insigne dal Napoli. I monumenti, grandi o piccoli che siano, cadono proprio dinnanzi ai suoi piedi.

 

E per evitare che il terzo indizio faccia di lui - e immeritatamente - un «tagliatore di teste», si può procedere con il riassunto delle stagioni precedenti, quelle che (probabilmente) hanno aperto un solco tra il Napoli ed Insigne, anzi tra Adl e lo scugnizzo, inutili, per mancanza di occasioni, a celebrare una separazione di fatto avviata nella notte dell’ammutinamento, forse prima.

spalletti de laurentiis

 

Ma il passato conviene rievocarlo, persino a futura memoria, affinché le ricostruzioni, le più plastiche, non rientrino nel manierismo. Il Napoli e Insigne hanno smesso di dirsi qualcosa proprio nel momento in cui c’è stato l’ultimo rinnovo, e nella penombra, da una parte e anche dall’altra, s’è sempre nascosta una sottile tentazione di staccarsi: sarebbe successo già nel 2019, e Lozano divenne la preparazione all’eredità sulla fascia, se un magnate o un amante del «tiraggiro» si fosse presentato da Adl.

 

AURELIO DE LAURENTIIS E LORENZO INSIGNE

Ma il sismografo non registrò scosse percettibili e fu anche per questo - plausibile motivazione - che tra Mino Raiola e il «monello del gol» s’arrivò a uno strappo definitivo. Come insegnano «Giorgio e il Vescovo», Insigne e il Napoli sono ormai separati di fatto da un bel po’, tacciono o si inviano messaggi subliminali, abbracciano - come è anche giusto che sia - strategie chiaramente esatte e contrarie, per assecondare i rispettivi interessi. 

 

Ma intanto lo scenario è cambiato, perché il «capitano» è pure diventato un protagonista indiscutibile del successo dell’Italia agli Europei, è stato eletto - da sempre - con l’assegnazione di Mancini della «10» uomo-simbolo di quella squadra che ha diffuso allegria e rappresenta pur sempre, piaccia o no, e rappresenta l’icona della napoletanità senza se e pure senza ma.

 

spalletti de laurentiis

Questa storia dei 30 milioni, che sa tanto di 30 danari, è in qualche modo risolvibile. Luciano Spalletti, esprimendosi sull’«aziendalismo», tesi che gli fa onore, ha sussurrato la propria posizione, che appartiene al ruolo stesso di chi sta al fianco del proprio presidente, condividendone scelte e filosofia. Però Insigne, accidenti, capita sul suo percorso, dopo Totti e Icardi e stavolta, potendo, pur intuendo il disagio che proverebbe, sarebbe indicativo sentirgli dire altro, per esempio se abbia immaginato un Napoli senza Insigne, o se gli è stato anche prospettato. Così, per sperare de capì prima...!

 

AURELIO DE LAURENTIIS E LORENZO INSIGNE

2 - DE LAURENTIIS IMITA INSIGNE IN CONFERENZA STAMPA: SVELATA LA REAZIONE DEL CAPITANO DEL NAPOLI!

Da https://www.spazionapoli.it

 

Il giornalista Gianluca Vigliotti è intervenuto nel corso di 'Radio Goal' su Radio Kiss Kiss Napoli, rivelando un retroscena tra Insigne e De Laurentiis. Ecco quanto evidenziato:

"Il presidente De Laurentiis ieri ha fatto l'imitazione di Insigne in conferenza stampa, non doveva proprio farlo il giorno prima della partita con la Spagna. Disse di essere orgoglioso delle sue prestazioni con l’Italia e ora ironizza imitando la sua voce. De Laurentiis non doveva proprio permettersi. Assurdo abbia commesso un errore simile. Ho saputo che Lorenzo dal ritiro della Nazionale ci è rimasto veramente malissimo, non se l'aspettava una cosa del genere. Il suo entourage lo stesso, ci sono rimasti male per le parole del patron".

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?