selvaggia zazzroni mihajlovic

SELVAGGIA IN DIFESA DI ZAZZARONI: "FATICA A TRATTARE CON CINISMO ANCHE UN TANGO FATTO MALE. LO INSULTANO PER AVER SCRITTO DELLA MALATTIA DI MIHAJLOVIC. MA L’EDITORIALE DI IVAN NON HA NESSUN RIFERIMENTO SPECIFICO ALLA "LEUCEMIA", NESSUN DETTAGLIO MORBOSO O IRRISPETTOSO DELLA PRIVACY DI SINISA…" – SCANZI CONTRO 'ZAZZA': “SINISA, HAI DETTO CHE C'È GENTE CHE HA BARATTATO 20 ANNI DI AMICIZIA PER UN TITOLO URLATO E QUALCHE COPIA IN PIÙ. IO MI SON VERGOGNATO PER LORO”

 

Selvaggia Lucarelli per il “Fatto quotidiano”

 

selvaggia lucarelli

Conosco Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, perché ci divertiamo a vestire i panni di giurati a Ballando con le stelle e saperlo in una polemica incentrata sulla parola "cinismo" mi fa impressione.

 

Perché Zazzaroni fatica a trattare con cinismo anche un tango fatto male e perché è tra le poche persone che risolve le cose alzando il telefono e senza mai cercare le scorciatoie della nota vocale e del messaggio su Whatsapp.

 

La vicenda "Sinisa Mihajlovic" e la valanga di insulti che hanno travolto il direttore del Corriere dello Sport cancellano perfino quel residuo di fiducia rimasto nell' implacabile tribunale dei social in cui anche Gigino89 di professione elettrauto può discettare di deontologia professionale, trattamento dei dati sensibili e giornalismo.

 

zazzaroni

I fatti: Mihajlovic, allenatore del Bologna, la settimana scorsa non era partito con la squadra per il ritiro a Castelrotto. Si parlava di febbre, ma poi il suo arrivo era slittato ancora e le informazioni si erano diradate. I giornalisti sportivi a quel punto fanno il loro mestiere. Alzano il telefono, chiamano dirigenti, compagni di squadra, medici e chiunque possa dare un nome a quella febbre e una risposta alla curiosità dei tifosi e dei lettori.

mihajlovic

La parola "leucemia", purtroppo, inizia a fare il giro delle redazioni. Viene pronunciata a bassa voce, col rispetto dovuto all' uomo e alla sua malattia. Zazzaroni, venerdì scorso, è tra i giornalisti che sa.

 

La sua fonte non è Sinisa, suo amico da tanti anni, perché Sinisa non risponde ai suoi messaggi e comunque i due non si sentono da un mese. Il giorno dopo, questo anche si sa, Mihajlovic terrà una conferenza stampa per rivelare il mostro da combattere. A quel punto succede quello che scatenerà le ire del tribunale social composto (anche) da tanti giornalisti che ci terranno a fare sapere quanto per loro il giornalismo affondi le radici nell' umanità, prima ancora che nella necessità di dare una notizia. Come no.

 

Zazzaroni, sabato, scrive un editoriale: Forza Sinisa. Dice che il Guerriero supererà la battaglia. Che si fermerà qualche giorno, giusto il tempo di superare lo scoglio e vincere. Fine.

 

ivan zazzaroni (1)

Tutto qui. Nessun riferimento specifico alla "leucemia". Un messaggio affettuoso, che allude a un problema di salute, ma per nulla morboso o irrispettoso della privacy di Sinisa, tanto più che se decidi di dare spiegazioni attraverso una conferenza stampa anziché tramite uno scarno comunicato vuol dire che ci vuoi mettere la faccia. Che la tua malattia non è tabù.

 

Nessuno trova una nota stonata nell' editoriale di Zazzaroni. Sinisa però fa la sua conferenza stampa, pronuncia la parola "leucemia" con commovente fierezza e poi aggiunge che qualcuno ha rivelato la sua malattia per vendere qualche copia in più, rovinando un' amicizia di 20 anni.

MIHAJLOVIC

 

Non immagina, Sinisa, quello che scatenerà con queste parole sulla testa di Zazzaroni.

Parole legittime, perché nessuno può decidere per lui il tatto e il riserbo di cui ha bisogno. Ma da fuori si potrebbe tentare di rimanere lucidi. E invece no. Orde di hater insultano Zazzaroni per giorni, dandogli del "cinico" che ha tradito l' amico per vendere copie, come se poi "vendere copie" fosse l' equivalente di spacciare eroina ai bambini.

selvaggia lucarelli 2

Giornalisti traboccanti umanità gli danno lezioni, rispolverando perfino il concetto di "deontologia" professionale.

 

La stessa applicata quando si sono divulgati dettagli sulla malattia di Sergio Marchionne che non ha mai parlato, di Schumacher la cui famiglia chiede privacy da sempre, del "morbo" di papa Ratzinger, del recente toto-malattia di Angela Merkel con diagnosi da bar sul suo tremore in un valzer morboso di dettagli e supposizioni, che è da sempre la parte più ingrata e sì, cinica, del lavoro di giornalista.

mihajlovic

 

L' aggravante, per Zazzaroni, sarebbe un' amicizia ventennale con Sinisa. Quel Forza Sinisa sarebbe il suo alto tradimento. E sì, tutti quelli migliori di lui glielo fanno notare, tra un insulto e un clic per sbirciare il video del suv che travolge i due bambini in Sicilia.

 

CARO SINISA

Dal profilo Facebook di Andrea Scanzi

 

Caro Sinisa, se non ho letto male comincerai oggi le tue cure. Probabilmente non mi conosci, e se mi conoscessi forse non ti piacerei. E magari viceversa. Abbiamo ideali e apprendistati diversi. Eppure ti ho sempre stimato, perché ti ho sempre trovato vero e mai ipocrita. Men che meno retorico. 

 

Di te conoscevo la grinta, quel mancino che inventava traiettorie mistiche e divine. Gli spigoli. I saliscendi in panchina. E la tua ritrosia per Suso, che ti è valsa qualche mio vaffanculo (ma forse poi avevi ragione tu). Tutto questo, ora, appare così lontano. Lontano e inutile. Ma lo impariamo sempre troppo tardi, quel che è davvero importante e quello che non lo è. 

ivan zazzaroni (2)

 

selvaggia lucarelli

Hai sempre avuto fama e storia da duro. Ebbene, credo che non ci sia prova di forza maggiore dell'avere il coraggio di piangere in pubblico. Sabato sei stato così bello ed enorme, nel mostrarti nudo e fiero alla mitraglia, che mi son quasi vergognato del mio essere così piccolo. Hai detto che non erano lacrime di paura, ma ti garantisco che sarebbero state belle anche se composte da quella materia lì. Hai ricordato che la vita non ti ha regalato nulla, e questa sarà solo un'altra battaglia. E hai pure aggiunto che c'è gente che ha barattato vent'anni di amicizia per un titolo urlato e qualche copia in più, e in tutta onestà mi son vergognato per loro.

 

Hai poi ripetuto che non vedevi l'ora di scendere in campo contro quest'avversaria così carogna. Non ne dubito. Falle il culo, come tu sai fare, con tutta la forza e tutte le lacrime che hai dentro. Se prima ti stimavo, dopo quella conferenza di pura vertigine umana ti voglio bene. Io come tanti. Praticamente tutti.

 

Grazie, dal cuore, per tutta questa tua forza travestita da fragilità - e viceversa. Anche se ne avresti fatto a meno, hai finito con l'essere un esempio. E gli esempi, no, non perdono mai.

ANDREA SCANZI

Ti aspetto. Ti aspettiamo.

mihajlovic

 

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