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LO STRANO CASO DI GABIGOL, DA PIPPONE A EROE – DOPO LA DOPPIETTA DECISIVA CHE HA REGALATO LA LIBERTADORES AL FLAMENGO, L’ATTACCANTE BRASILIANO IN PRESTITO DALL’ INTER ORA VALE 40 MILIONI DI EURO, CINQUE VOLTE IN PIÙ RISPETTO ALLA SOMMA CHE IL CLUB NERAZZURRO VERSÒ NELLE CASSE DEL SANTOS – QUANDO FRANCK DE BOER DISSE: “DICEVANO CHE ERA UN GIOCATORE FANTASTICO. ALL'INTER SI E' PRESENTATO CON UN BODYGUARD E DUE SOCIAL MEDIA MANAGER E NON HA FATTO NULLA” – VIDEO

Jacopo D' Orsi per “la Stampa”

 

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Lo strano caso di Gabriel Barbosa Almeida, in arte Gabigol. Star in Brasile, mica un dettaglio se si parla di calcio, dopo aver regalato la Coppa Libertadores al Flamengo in coda a una stagione da 40 gol e 11 assist in 54 partite. Ma eroe di un solo mondo, perché nell' altro, il nostro, la vecchia Europa culla del football, continua fino a prova contraria a essere considerato un bidone, deriso perfino dal suo ex allenatore, come un Truman fuori dal suo show.

 

«All' Inter lo chiamavamo Gabi-no-gol - ha reso l' idea ieri Frank de Boer, a sua volta non certo indimenticabile guida dell' Inter 2016/17 -: non avevo sentito molto di lui, ma dicevano che era un giocatore fantastico. Si è presentato con due social manager al suo fianco e una guardia del corpo, ma non ha fatto nulla». E resta un mistero, questo attaccante brasiliano di 23 anni, per noi che in Italia l' abbiamo visto segnare una sola volta (10 partite, 111 minuti) con Pioli in panchina, a Bologna, dove si era sbloccato anche Ronaldo il Fenomeno.

 

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Da querela ogni altro accostamento. Da scarto a plusvalenza Nel 2016 il fresco campione olimpico Gabigol costò all' Inter 30 milioni, acquisto discusso non solo tecnicamente: al Santos finì appena il 40% (12 milioni), il resto in tasca al giocatore (altri 12, da aggiungere ai 6 netti d' ingaggio a stagione) e al fondo Doyen Sports, più laute commissioni agli agenti. Bagno di sangue finanziario, pozzo apparentemente senza fondo: invece, adesso che il ragazzo è sbocciato, Suning potrebbe addirittura ricavarne una plusvalenza e qualcuno magari chiedersi se non sia il caso di dargli un' altra chance, ricordando la prematura bocciatura di Coutinho per il quale qualche anno più tardi il Barcellona ha tirato fuori qualcosa come 150 milioni.

 

Di certo, come a proposito di Icardi che brilla nell' esilio di Parigi, l' ad Beppe Marotta fiuta l' affare e i 22 milioni offerti dal Flamengo per il riscatto al termine del prestito (fine anno) potrebbero non bastare più, non solo perché sulle tracce di Gabigol ci sono anche il Valladolid di Ronaldo (ancora lui) e il Crystal Palace. Il nuovo prezzo si aggira tra i 35 e i 40 milioni.

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Doppietta al River (89' e 92') In questi giorni di festa trasversale, il club è di Rio ma ha tifosi in tutto il Paese come e più della Juve in Italia, scommettiamo che in Brasile nessuno dubiti che li valga fino all' ultimo centesimo. Come Zico, artefice nel 1981 dell' altra Libertadores e dell' Intercontinentale strappata al Liverpool, stessa sfida che s' intravede fra un mese a Doha, ha scritto la storia del Flamengo, pochi mesi dopo il rogo costato la vita a dieci ragazzi delle giovanili, ribaltando a Lima il River campione in carica tra l' 89' e il 92' come fosse uno Sheringham&Solskjaer (Manchester United-Bayern 1999, do you remember?) in un solo attaccante.

 

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«Adesso dovranno pagarmi il triplo», ha scherzato l' uomo del destino con la coppa in mano. Due volte di fila capocanonniere del campionato brasiliano (l' altra con il Santos), re dei bomber (9 gol in 12 partite) nella Champions del Sudamerica. Sembra una barzelletta, vista da Milano. Ma è tutto vero: «È un momento storico per il club e tutti i brasiliani - ha aggiunto -, potrei dire molte cose ma prima voglio ringraziare Dio e la mia famiglia». Ringrazia anche l' Inter, con rispetto.

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