STROPPA, TI STRAPPO LE OSSA – IL TECNICO CHE HA GUIDATO IL MONZA ALLA STORICA PROMOZIONE IN SERIE A, GIOVANNI STROPPA, RICORDA COSA GLI DISSE ADRIANO GALLIANI UN MESE FA: “SE MANCHI LA A TI SPACCO. MA POI AGGIUNSE CHE COMUNQUE NON MI AVREBBE ESONERATO. LÌ CAPII CHE CE L'AVREMMO FATTA” – E SU BERLUSCONI, CONTRARIO ALLA COSTRUZIONE DAL BASSO, RIVELA: “IL PRESIDENTE A VOLTE VIENE A PARLARMI E…”

Stefano Arosio per “il Giornale”

 

 

Il segno l'aveva già lasciato nella primavera 1988, quando con il Monza conquistò la promozione in B e una Coppa Italia di serie C. Due stagioni dopo sarebbe tornato al Milan di Berlusconi e Galliani, che l'aveva formato nelle giovanili. In rossonero, 7 trofei, tra cui una Coppa dei Campioni e due Intercontinentali (una con gol).

 

GALLIANI STROPPA

Fino al ritorno a Monza, la scorsa estate. Giovanni Stroppa, 33 anni dopo, quel segno l'ha trasformato in un solco: c'è stato un Monza prima di lui e uno che, 110 anni dopo la fondazione, ora si appresta a vivere la sua prima serie A.

 

Mister, le attenzioni ora sono tutte al futuro. Facciamo però prima un passo indietro. Appena arrivato, le fu subito chiesta la A?

«Avvertii subito una grande considerazione. Il Monza arrivava da una semifinale playoff, era implicito che la volontà fosse quella».

 

Un'idea della squadra se l'era già fatta? Seguiva il Monza?

«Seguivo i biancorossi in D e in C, venivo anche allo stadio. È una squadra a cui sono sempre stato affezionato, quando allenavo a Foggia o Crotone cercavo di andarla a seguire, quando mi era possibile».

 

Saranno stati anche i suoi trascorsi, ma tra lei e la piazza s' è creata subito empatia. Lo ha avvertito?

«Certo. Qui ho amici, ma la stima penso che uno la conquisti nella vita. E io avevo vinto dei campionati e dato anche una sorta di garanzia di ciò che potevo esprimere. Alla fine, è il campo che decide».

il tecnico del monza giovanni stroppa

 

E il campo le ha dato ragione...

«Le cose devono concatenarsi, non si vince con le figurine. Si diventa forti con il lavoro sul campo e il lavoro di tutti. Poi, naturalmente, con i giocatori. All'inizio ci sono state difficoltà oggettive, assenze importanti, allenatore nuovo, squadra da rimettere a posto: non era detto che potesse riuscire tutto bene».

 

Se il Monza non fosse andato in A, lei sarebbe rimasto?

«Un mese fa Galliani mi ha chiamato dicendomi: Se non andiamo in A ti spacco le ossa, però sarai il nostro allenatore anche in B. Questo mi ha gratificato. Dentro di me ho sentito che avrei vinto comunque, per il percorso lavorativo compiuto e per la valorizzazione dei ragazzi».

 

Eppure questo gruppo a volte ha lasciato presumere qualche difetto caratteriale. Mancanza di un leader in campo?

giovanni stroppa con adriano galliani

«Abbiamo avuto tre momenti topici: la costruzione della squadra senza giocatori importanti, con l'esigenza di far giocare chi non era pronto. Poi dicembre, quando avevamo raggiunto una consapevolezza tecnica ripagata dai risultati. Non c'era bisogno di un leader individuale, perché eravamo in grandissima fiducia. Infine è arrivato il Covid, che ci ha fermato per un mese e abbiamo dovuto ricominciare daccapo».

 

Ma il discorso caratteriale?

«A volte abbiamo dimostrato qualche difficoltà. Ma abbiamo fatto anche grandi rimonte e siamo la squadra che fa più gol negli ultimi 15 minuti: questo è sinonimo di forza».

 

giovanni stroppa 2

Proprio dopo il 4-1 a Frosinone, il sogno di A diretta è sembrato sfumare. È stato il momento più difficile, prima del ko di Perugia all'ultima?

«Sul volo di ritorno ero seduto accanto a Galliani. A un certo punto, si è alzato e ha radunato tutti sul fondo dell'aereo e ha detto chiaramente: Sta andando tutto bene. È stato un discorso di positività reale, perché eravamo in crescendo. Ci ha dato grande tranquillità».

 

Questo è il passato, ma ora il futuro. Se il presidente Berlusconi dovesse regalarle qualche nome ingombrante, è pronto a gestirlo?

«Se è un nome che aiuta il gruppo a fare il salto di qualità, ben venga. Che ne arrivino anche due o tre. Conta solo la professionalità».

giovanni stroppa 1

 

Berlusconi in stagione ha avuto parole di elogio per Colpani, che però poco dopo è andato un po' in calando. È stato il peso dell'investitura del patron?

«Io ho sempre cercato di stimolarlo a portare a casa i numeri: nessuno gli può togliere la bellezza estetica del suo modo di giocare, ma deve fare assist e gol».

 

Di Gregorio (il portiere, ndr), invece, sembra avere recepito l'input del patron: niente costruzioni dal basso, meglio mandare la palla verso gli attaccanti...

«Il presidente a volte viene a parlarmi. Mettere la palla lunga non significa buttarla via, tant' è che dopo Alessandria mi disse che avremmo dovuto cercare di più il fraseggio. Il concetto è che se la difesa ti concede l'uno contro uno e quando una squadra ti pressa alta è normale che sia così hai possibilità di fare male verticalizzando».

 

Il Monza del prossimo anno che squadra sarà?

galliani berlusconigalliani berlusconiGALLIANI BERLUSCONI 13galliani galliani berlusconigalliani

«Una base bisogna tenerla, poi non so cosa succederà».

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…