jannik sinner

THE SINNER TAKES IT ALL: “SONO UN PREDESTINATO E DIVENTERÒ IL NUMERO 1 DEL MONDO” – IL TENNISTA A 18 ANNI È IL PIÙ GIOVANE ITALIANO IN UNA SEMIFINALE ATP E NEI PRIMI 100 DEL MONDO: NON HO PAURA A ESPORMI. E NON È PRESUNZIONE – DEVO MIGLIORARE IN TUTTI I COLPI: SERVIZIO E DIRITTO DI PIÙ – E POI PARLA DI COACH PIATTI, BERRETTINI, FEDERER – “NÉ TEDESCO, NÉ ITALIANO. SONO IO E BASTA” – VIDEO

 

https://video.sky.it/sport/tennis/video-sinner-johnson-roma/v510653.vid

 

 

 

Marco Lombardo per “il Giornale”

 

JANNIK SINNER

È il più giovane tennista italiano di sempre. Al massimo il secondo, se capita. E a fare cose, tipo: arrivare in semifinale in un torneo ATP, oppure qualificarsi per il tabellone principale di un Master 1000. O, ancora, a finire la stagione nei primi 100 del mondo, dopo essersi pure giocato un primo turno in uno Slam (e solo qui è arrivato secondo). Insomma: il Predestinato ha ancora la faccia da bambino, ma pensa solo in grande. In questi giorni è a Milano per giocarsi le finali di stagione dei Next Gen, gli Under 23 della racchetta.

 

E quando ti si siede davanti per l' intervista nello store Lavazza di cui è pure diventato brand ambassador (dopo uno come André Agassi, per dire), capisci che non è solo l' età a costruire un campione, nello sport. Certe cose le leggi negli occhi. Che brillano.

 

Jannik Sinner è un italiano con una testa tutta sua, lo ripete con forza, per sfatare miti e stereotipi. Diciotto anni compiuti il 16 agosto, è nato a San Candido e viene da Sesto Pusterla. I suoi genitori si chiamano Siglinde e Hanspeter: Alto Adige in pratica. Da quelle parti Sudtirol. Doveva diventare uno sciatore, ma come sempre alla fine ha fatto la sua scelta: «E di questo devo ringraziare mamma e papà». Perché non è vero che come molti pensano - Jannik abbia la testa tedesca e il cuore un po' più a sud: «Io sono io e basta. E poi da quando vivo a Bordighera per allenarmi mi sento italianissimo.

JANNIK SINNER

Ancor di più».

 

Tranne per il fatto che non gli piace il calcio.

Lavori con Riccardo Piatti, che parla di 3-4 anni per portarti al top. Tu, invece...

«Credo molto in me stesso, ma mi fido molto di lui e del mio team. È importantissimo avere le persone giuste attorno. La serenità aiuta la crescita».

 

«Diventerò numero 1 al mondo». Molti lo sognano, tu invece lo dici.

«Non ho paura a espormi. E non è presunzione. Quando hai intorno le persone giuste sai che puoi mettere a frutto il tuo carattere. Il mio è di cercare di ottenere quello che voglio».

 

Niente dubbi?

«Io so che il potenziale c' è. E Riccardo ci crede: lui di campioni ne ha visti e allenati tanti. Certo, devo impegnarmi a migliorare».

 

In che cosa per esempio?

«In tutti i colpi: servizio e diritto di più».

Quando sei in campo sembri già grande.

JANNIK SINNER

«Cerco di mettere a frutto gli insegnamenti del mio team, ma le scelte le faccio con la mia testa. Se sbaglio, cerco di capire da solo perché. Guardo poco il mio angolo. Poi, ovvio, a fine partita mi confronto con loro. E imparo».

 

Anche dalle sconfitte?

«Soprattutto. Tra le mie partite migliori metto al primo posto il ko in quattro set con Wawrinka al primo turno degli Us Open. È stato un test per capire a che punto fossi. E ho giocato bene».

 

Cosa ti ha insegnato?

«Che i giocatori d' alto livello sanno gestire meglio le partite. Lui aveva contro uno che neanche conosceva, magari si aspettava meno da me, chi può dirlo. Eppure sapeva sempre cosa fare. Mi ha stupito che loro non mollano mai un punto».

JANNIK SINNER

 

Le vittorie, invece?

«Danno fiducia. Quando ho battuto Monfils ad Anversa ho capito dove posso arrivare».

 

E qui il team aiuta.

«Che tu vinca o perda, in ogni match ci sono cose positive. Magari tu non te ne accorgi, l' esperienza di chi è con te serve per quello. Riccardo ne ha da vendere, ed anche con Andrea Volpini, con cui giro il circuito, abbiamo un feeling speciale».

Sei un predestinato.

«Non mi pesa, non leggo quel che dicono. Però lo so, lo sento. Devo saperlo gestire».

 

L' importante è avere testa.

«Quella è l' unica cosa che puoi controllare. Tante volte non controlli i tuoi colpi, oppure l' avversario. Ma la testa è sempre con te».

In questo, forse, sei davvero un po' tedesco.

«Guarda: né tedesco, né italiano. Sono io e basta. È qualcosa che arriva dalla mia famiglia, così come la cultura del lavoro. Mio papà fa il cuoco e mia mamma lavora come cameriera nello stesso rifugio. Ancora oggi».

sinner

 

Non ti seguono?

«Sì, certo, ma da lì. Quand' ero piccolo magari telefonavo dopo una sconfitta e mia mamma a volte rispondeva: «Non chiamarmi adesso, sto lavorando!». Questo insegna a mettere l' impegno davanti a tutto. Loro sono un esempio per me. E quella testa lì non è da tedesco, è da Sinner».

 

Anche Matteo Berrettini può essere un esempio?

«All' inizio dell' anno non lo conoscevo neanche, poi ho imparato ad apprezzarlo. Mi piace molto, e non solo come gioca. Ma come persona: si vede l' armonia che c' è nel suo team, la sua cultura del lavoro. È un punto di riferimento».

A proposito: hai sempre detto che il tuo è Federer. Che ha 20 anni più di te ed è ancora lì in alto.

«Lui è una leggenda. Spero anch' io di essere in campo a quell' età. Per il momento mi godo il presente».

 

sinner

Sì, però: tra vent' anni come sarà Jannik Sinner?

«Spero dove voglio essere. Però nel tennis e nella vita è quasi impossibile sapere cosa succederà in un tempo così lontano. Meglio pensare alla prossima partita. E la voglio vincere».

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....