sinner 78

THE SINNER TAKES IT ALL – IL TENNISTA AZZURRO DOMINA IN FINALE DE MINAUR (NUMERO 18 AL MONDO) E TRIONFA ALLE NEXT GEN FINALS - MALAGO’: “E’ L’IPOTECA SU UN FUTURO DA NUMERO 1”- IL 18ENNE ALTOATESINO, NUMERO 95 AL MONDO, E' AL SETTIMO CIELO: "SETTIMANA PERFETTA, MAI GIOCATO COSI’ BENE" – IL RINGRAZIAMENTO AI GENITORI PER AVERLO "DOMATO QUANDO ERO PICCOLO E FACEVO DISASTRI IN CASA" - VIDEO

Cristian Sonzogni per gazzetta.it

sinner 78

Il futuro non è mai stato così presente. La terza edizione delle Next Gen Atp Finals parla italiano e premia un giocatore che ormai non andrebbe più nemmeno considerato una promessa. Jannik Sinner chiude la settimana all’Allianz Cloud come una certezza del tennis mondiale. Lo certifica una vittoria chiara contro il numero 18 al mondo Alex De Minaur, uno che fa della difesa la sua forza, ma che stavolta non è riuscito a trovare nessuna chiave per scardinare il gioco dell’avversario. È finita 4-2 4-1 4-2 (in un’ora e 4 minuti) per il 18enne Jannik, che ha impiegato quattro game di studio per capire cosa fare.

 

Sul 3-2 in suo favore nel parziale di apertura ha giocato un game di risposta perfetto, spingendo su ogni palla che passava dalle sue parti e impedendo sostanzialmente al suo avversario di preparare qualsiasi tipo di contromisura. Il secondo è stato un’esibizione di forza e talento come poche volte si è visto di recente. L’azzurro è volato sul 3-0 in pochi minuti mostrando chiaramente quale era la sua tattica, evidentemente preparata alla perfezione con coach Piatti prima del confronto: essere aggressivo dall’inizio alla fine, senza letteralmente lasciar respirare un rivale capace di fare la differenza sulla lunga distanza. Da quel momento è stato un monologo.

 

CAPOLAVORO

sinner 56

Il format Next Gen ha aiutato a rendere tutto più rapido, ma il merito di questo capolavoro è solo di Sinner. Capace, da numero 95 Atp, di arrivare a Milano e far innamorare un palazzetto, una città, un Paese, in un torneo nel quale in teoria era l’ultimo dei qualificati. De Minaur, che nel suo girone aveva chiuso imbattuto e anche in semifinale contro Tiafoe era sembrato in ottima condizione, ha fatto la figura del comprimario, cedendo persino a una certa frustrazione, lui che fa della solidità mentale la sua prima arma.

ORTISEI

 

sinner

Da domani per Jannik, che potrebbe giocare il torneo altri tre anni e che succede nell’albo d’oro all’attuale numero 6 Atp Stefanos Tsitsipas (pure lui vincitore su De Minaur), parte una nuova sfida: preparare la prossima stagione, destinata a essere quella della consacrazione. Prima il Challenger di Ortisei, poi l’avvicinamento agli Australian Open, con gli allenamenti a Bordighera, in quel Piatti Tennis Center che lo ha accolto per farlo diventare grande. Una gioia per tutti, compresi coloro che nel torneo hanno creduto e investito. “Siamo lieti di aver trovato un nuovo terreno di gioco nella sponsorizzazione delle Next Gen Atp Finals 2019, un torneo che ha riscosso un grande successo” - ha dichiarato il Vice Presidente del Gruppo Lavazza, Marco Lavazza, – “In questi anni il nostro impegno nel tennis è cresciuto in modo significativo, conquistando anno dopo anno i tanti appassionati in tutto il mondo. Crediamo molto nel talento dei giovani e siamo orgogliosi della finale fra Sinner e De Minaur, nostri nuovi brand ambassador che rappresentano il futuro di questo sport”.

 

SINNER

CLAUDIO GIUA  per la Repubblica

 

JANNIK SINNER

Mi spiazza e perfino sgomenta un ragazzo che, appena può, ringrazia mamma e papà per “avermi domato quand’ero piccolo” perché “facevo disastri in casa”. Genitori così aperti e coraggiosi, Hans Peter e Siglinde della Val Pusteria, da consegnare il figlio quattordicenne a signori fidati ma sconosciuti che se lo sono portati a Bordighera per farlo diventare un tennista professionista: anche questo spiazza un po’. E mi sgomenta quando, rileggendo le sue prime interviste, scopro che un anno fa, da numero 760 al mondo, Jannik aveva già tutto chiaro in testa e immaginava di essere in campo oggi a contendere il titolo di campione ATP Next Gen a qualcuno come Alex de Minaur, allora appena sconfitto in finale da Stefanos Tsitsipas. 

 

Gli strateghi della comunicazione direbbero che “buca il video” anche quando sta zitto. O quando dice cose troppo sensate del tipo “non credo di poter andare a Madrid per la Coppa Davis la prossima settimana. Sono ancora giovane, devo lavorare con il mio team per la stagione che inizia a breve”. Se parla, è affilato come i suoi vincenti lungolinea, dopo i quali alza il pugno e torna lento dietro la linea di fondo campo. 

JANNIK SINNER

 

Ci sono tanti buoni tennisti banali, però i migliori - da Federer e Nadal, da Djokovic a Del Potro - hanno qualcosa che va al di là delle eccellenze tecniche e consente loro un costante dialogo con il pubblico: “Adoro che la gente giochi insieme a me”, dice infatti Jannik, ma potrebbe essere una frase di Nole. Lo confermano gli oltre quattromila che lo seguono dagli spalti della Allianz Cloud in una serata di tennis che Milano sognava da troppi anni. Impazziscono quando lo vedono nel primo set ottenere il break all’ultima occasione utile, non concedendo nemmeno un quindici all’australiano. O quando, subito dopo, si trova sotto 15-40 ma recupera grazie ai passanti di diritto che Alex può solo seguire con lo sguardo. Sullo slancio, incassa altri quattro punti e conquista il break che gli basta per mettere al sicuro il secondo set. Il terzo set ripete lo schema: break e turni di servizio con rischi ridotti al minimo. Finisce 4-2 4-1 4-2 in 64 minuti, poi è l’apoteosi.

 

JANNIK SINNER

Che Sinner sarà uno del mattatori del futuro è scritto nelle cronache di questi giorni: le due partite delle Finals che ha dominato sono quelle con le teste di serie 1 e 2, de Minaur e Tiafoe, giocatori ormai esperti e abituati a frequentare la parte alta del ranking mondiale (il ragazzo nato a Sydney nel 1999 è 18 ATP, l’americano è stato 29). Questo significa che la  concentrazione e la grinta del giovane sudtirolese si adeguano alla qualità dell’avversario. Non è necessariamente un dato positivo, perché i tornei sono fatti di tanti turni sulla carta facili e poi insidiosi. Ma è comunque un eccellente punto di partenza. 

 

Mi ha scritto via Twitter @75gabbiano - che è Alessandro nella vita non digitale - per sapere come giudico l’aumento last minute dei prezzi dei biglietti dell’Allianz Cloud alla vigilia della finale. La domanda sottintende due considerazioni preliminari: sono troppi 242 euro per un’ora di match tra i numeri 18 e 95 al mondo; non ci sarebbero stati ritocchi verso l’alto se ad affrontare de Minaur ci fosse stato oggi non Sinner ma uno qualsiasi degli altri sei protagonisti delle Finals. 

 

JANNIK SINNER

Ad Alessandro e ai tanti che avanzano legittime critiche faccio notare che il rialzo dei prezzi via via che diminuisce la disponibilità di un bene è prassi comune: se volessi volare domattina da Malpensa a Londra con Ryanair pagherei 212 euro, mentre se riuscissi a posticipare a domenica 24 novembre sborserei, oggi, un dodicesimo della stessa cifra, 18 euro. I biglietti delle Finals furono messi in vendita tre mesi fa a prezzi assai popolari e il 16 settembre fu annunciato che Jannik avrebbe ricevuto una wild card per il torneo: si trattava di scommettere sulla possibilità che un ragazzo di 18 anni appena compiuti avesse i numeri per approdare alla finale e magari vincerla, com’è accaduto. Se Alessandro/@75gabbiano me l’avesse chiesto quel giorno, gli avrei detto che sì, quei numeri ce li ha tutti. 

 

Infine, consentitemi una domanda: chi, con il senno di poi, non avrebbe pagato chissà quanto per vedere, il 5 febbraio 2001, Roger Federer trionfare per la prima volta in un torneo ATP proprio qui, al Palalido? Sinner non era nemmeno nato, quel giorno: adesso forse può ambire a prendere almeno in parte l’eredità del più grande di tutti. Insomma, i 242 euro vanno considerati un investimento, perché chi li ha spesi potrà sempre dire: “Io c’ero quella sera”

sinnersinnerJANNIK SINNER

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO