zenga

TRE MOGLI, CINQUE FIGLI, L’INTER E LA FATICA DI ESSERE UN BUON PADRE - WALTER ZENGA SI RACCONTA IN UN LIBRO: “LA FOLLIA DELLE FOLLIE? CON ELVIRA (CARFAGNA, LA PRIMA MOGLIE) CI SIAMO SPOSATI A 20 ANNI. POI CI SEPARIAMO, SENZA FIGLI. DOPO SEI MESI ANNULLIAMO LA SEPARAZIONE E FACCIAMO UN FIGLIO. QUALCHE MESE DOPO…" - "LE ACCUSE DEI MIEI FIGLI? E’ STATO DEVASTANTE. PERÒ LI CAPISCO E DICO.." – LA PUGNALATA DELL’INTER, MIHAJLOVIC CHE “VESTE MALE”, LA FIDANZATA DI VIALLI - VIDEO

 

Roberta Scorranese per il Corriere della Sera

 

zenga elvira carfagna 3

Zenga, che cosa sarebbe disposto a fare pur di allenare l’Inter?

«Tante cose. Ma so che c’è un percorso, mica facile. Però l’Inter è la mia casa, mi sento una bandiera nerazzurra. Ventidue anni con quella maglia non si cancellano. Nonostante la mia irruenza».

 

Troppi addii burrascosi?

«Sì, ho sbagliato almeno due volte, come allenatore: quella volta che me ne sono andato dal Catania e quando ho detto addio alla Stella Rossa di Belgrado».

 

Zenga cover

E perché lo ha fatto?

«Per soldi. Maledetti soldi. Ho scelto di rompere con delle squadre perché dall’altra parte mi offrivano di più, ma oggi riconosco che ho sbagliato. Avrei dovuto restare, maturare, crescere, magari sbagliare anche, come allenatore e come uomo».

 

Tre mogli, cinque figli, burrasche varie. La sua autobiografia («Ero l’uomo ragno», Cairo Editore), che esce domani, sembra un romanzo.

«Be’ ma allora le racconto la follia delle follie. Con Elvira (Carfagna, la prima moglie, ndr) ci siamo sposati a vent’anni, troppo giovani, lo so bene. Poi ci separiamo, senza figli. Dopo sei mesi ci rimettiamo insieme, annulliamo la separazione e facciamo un figlio. Qualche mese dopo ci separiamo definitivamente».

 

Lei è stato figlio di genitori separati, all’epoca una condizione inusuale.

walter zenga e diego armando maradona

«Sì, e poi c’è la ferita ancora aperta con mio padre Alfonso. Non ci siamo parlati per anni, troppe incomprensioni, troppa distanza. Io ho giocato agli Europei e ai Mondiali e lui non si è nemmeno fatto sentire. Poi lui si è ammalato. Io ero a Bucarest, mi sono precipitato a Milano. È stato allora, qualche giorno prima di morire, che mi ha detto “Ti voglio bene” per la prima volta».

 

Come lo ha fatto?

ZENGA RALUCA

«Mi ha consegnato una lettera. Leggendola, non credevo ai miei occhi: siamo stati lontani per una vita intera e in quelle righe, mentre si preparava a salutarmi per sempre, mi diceva che lui mi era sempre stato accanto, che aveva seguito passo dopo passo la mia carriera, che si era appuntato successi e critiche, che era fiero di me e che mi voleva bene. Ero distrutto».

 

Come ha vissuto le parole che i suoi figli Nicolò e Andrea le hanno rivolto in tv e sui social, accusandola di essere stato poco presente?

zenga raluca

«In modo devastante. Però li capisco e dico questo: quando ci si separa non ci sono vincitori né vinti, al massimo si pareggia la sconfitta. Il mio lavoro mi ha portato in giro per il mondo. Non sempre ho potuto essere accanto a loro, ma ho preso un aereo per vederli ogni volta che ho potuto. Guardi il mio braccio: mi sono tatuato i nomi dei figli».

 

Ma con Andrea e Nicolò vi siete chiariti?

«Sì, ci siamo parlati a lungo e ci siamo visti».

 

I due più piccoli, Samira e Walter jr sono a Dubai con sua moglie Raluca Rebedea.

walter andrea zenga 1

«Quando mi chiamarono ad allenare il Cagliari feci quattro giorni di lavoro e poi il mondo si chiuse per la pandemia. Da marzo ad agosto ho potuto vedere i miei bambini solo per sette giorni e sa come ho fatto? Ho preso un aereo privato, sono atterrato a Dubai, mi hanno chiuso in un albergo per aspettare i risultati del test anti-Covid, quindi sono potuto andare da loro. Qualche giorno e poi di nuovo in Italia, aereo privato, eccetera. Capisce perché quando mi guardo allo specchio e mi domando se sono stato un buon padre la risposta che mi do ogni volta è sempre “sì”».

walter zenga roberta termali e figli

E in campo, le «pugnalate» più feroci?

«Be’, di certo quando l’Inter decise per lo scambio con Pagliuca. Non è che io sia contrario ad allontanare una bandiera, per carità. Però i termini devono essere chiari. Non una cosa del tipo “Vediamo se va in porto, sennò resti”. No, quello no. Me ne andai, ma dissi “Tornerò”».

 

Grandi amicizie?

zenga roberta 2

«Luca Vialli prima di tutto, per me un fratello. Pensi che quando giocavamo nell’under 21 lui aveva una fidanzata di Cremona che gli firmava le giustificazioni a scuola. E poi Mancini, con quel piglio presidentesco. Ma potrei dirle Bergomi, Gullit, Sinisa».

 

Com’è Mihajlovic?

«Veste male. Ma non glielo dica, sennò s’incazza. Anzi, gli mando un messaggio qui: Sinisa, ti voglio bene».

 

Tanti amici milanisti.

«Eccome. Ma io, Billy Costacurta, Paolo Maldini e tanti altri siamo cresciuti assieme. Giochiamo da quando eravamo bambini. C’era e c’è un grandissimo rispetto tra di noi e sa perché? Perché ci prendevamo le colpe. Una volta l’interista o il milanista allo stadio sapevano bene chi insultare. Oggi il tifoso è disorientato. Certo, te la puoi prendere con una stella di prima categoria, ma la bandiera di una squadra è altra cosa».

 

«There is one ball», c’è un solo pallone, dice il grande Giovanni Trapattoni.

walter andrea zenga 1

«Il Trap è un gigante. Alla vigilia delle partite, alle dieci di sera faceva i blitz e veniva a bussare in camera: “Tutto bene ragazzi?”. Io però ho vissuto anche l’era Bearzot».

 

E com’era «il vecio»?

«Lo innervosiva tutto quello che era raduno, vita del villaggio, controlli. Lui era alla vecchia maniera: ritiro, albergo, allenamento rigoroso».

 

Ha mai giocato una partita con la morte nel cuore?

«Be’, ci può essere un ragazzo triste dietro al portiere che vince la Coppa Uefa contro il Salisburgo, perché sa bene che dovrà lasciare la sua amata Inter. Eccomi. Il calcio per me rimane la vita stessa».

nicolò zenga marina crialesiandrea zenga e stefania orlandoandrea zenga e rosalinda cannavo' 9walter zenga 1walter andrea zenga 1andrea zenga e rosalinda cannavo' 8ZENGA RALUCA 9zenga de filippiZENGA RALUCA 4zengaroberta termali fazio zengaZENGA RALUCA 1ZENGA RALUCA 5roberta termali zengazengazengazengaWALTER ZENGA 76SALGADO - TOLDO - MARADONA - INFANTINO - ZENGA - BOBAN - BATISTUTA - TREZEGUETzenga bergomi maldini boniperti viciniZENGAZENGAil look di walter zenga versione legospalletti zengaandrea zengaWALTER ZENGAmancini zengasamp roma ferrero zenga edercecchi paone zenga

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?