daniele de rossi derossi

UNA VITA DA DE ROSSI: “IL CODICE ETICO? DA TECNICO NON LO METTEREI MA DI CERTE GOMITATE MI VERGOGNO, NON CAPITERÀ MAI PIÙ. QUASI MAI PIÙ” - AGLI ULTRÀ ROMANISTI: “RISPETTATE IL TIFOSO DEL NAPOLI” - “IL MONDIALE? SARA’ L’ULTIMO CON PIRLO: SE CI PENSO, MI COMMUOVO”

Emanuela Audisio per “La Repubblica”

La casa guarda il mare. L’atmosfera è tranquilla. Daniele De Rossi ha la faccia (e i tatuaggi) da marine, ma il cuore non è selvaggio. C’è la prima figlia, Gaia, nove anni, che in salotto sta cercando di battere il suo record di 500 palleggi, c’è Olivia, tre mesi, ultima arrivata, con un ciuffo da mohicana, c’è la compagna, Sarah Felberbaum, attrice, ma stavolta impegnata sul set del volley.

De RossiDe Rossi

Si sa, le onde vanno e vengono, hanno una loro serenità. Daniele non si è mai troppo allontanato da questa risacca, e quando ha scelto un’altra dimora, si è trasferito a Campo de’ Fiori. Non è tipo da quartiere isolato. Tutta una vita a Roma, nella Roma. Campione del mondo a Berlino (in finale tirò e segnò il terzo rigore), ora in viaggio verso il Brasile.

A 31 anni che si pensa?

«Che a 20 me ne sarei dovuto andare via dall’Italia, fare esperienza di vita e di calcio all’estero. Avrei giocato più Champions e forse più finali. Allargato i miei confini, e i miei confronti professionali. Ma io solo non ci sono mai stato, sono sempre andato a pranzo da mamma e papà, che abitano a tre minuti da me. Stavo nel brodo, molto coccolato, molto figlio. Difficile cambiare una cuccia comoda, più facile che te la aggiusti. Roma ti strega, da qui è quasi impossibile partire. I tifosi ti amano, ti seguono, se cadi, aspettano il tuo riscatto ».

van19 daniele derossi fidvan19 daniele derossi fid

Lo sciopero del tifo degli ultrà romanisti a favore dello sparatore del ragazzo napoletano?

«Brutta storia, anche se gli ultrà hanno i loro codici. Dico: c’è uno, ancora in ospedale, che lotta tra la vita e la morte e tu non lo rispetti? Ti fai subito giudice, ti schieri sulla pelle di un ragazzo intubato a letto? Sarebbe meglio prima verificare la ricostruzione dei fatti, aspettare che il ferito esca dalla rianimazione. E sono anche preoccupato per quello che potrà succedere nel prossimo Roma-Napoli e anche Roma-Fiorentina, per i rapporti non magnifici tra le due tifoserie».

Suo padre Alberto ha sempre allenato le giovanili.

daniele de rossi daniele de rossi

«Sì. Non mi sono mai chiesto perché. Di sicuro non voleva troppo allontanarsi da mia madre e mia sorella. E non essendo un allenatore di prima fascia avrebbe dovuto magari trasferirsi in posti un po’ lontani. Papà sta bene con i ragazzi, ci perde tempo con loro e non lo considera sprecato, non tiene le distanze, con Florenzi ha un rapporto bellissimo, si preoccupa se per colpa del loro ambiente molti si perdono. A volte lo sento disperato, mi dice: non sono riuscito ad insegnargli niente».

Magari preferisce la gioventù non ancora contaminata.

«Non c’è più questa differenza. Non è che quelli delle giovanili sono sognatori buoni, pieni di valori. Hanno già gli stessi difetti dei grandi, vogliono le stesse cose, anche se ancora devono arrivare. Non generalizzo, né idealizzo. Ma un baby calciatore guarda il campione, vuole essere al suo posto, parlare come lui, avere la stessa macchina. Non è un alternativo, solo un probabile sostituto».

IL PALO DI DE ROSSIIL PALO DI DE ROSSI

Bastardi senza gloria?

«I primi a corromperli sono le loro famiglie che insistono perché facciano carriera. I genitori stressano e guastano, soprattutto quelli che vogliono realizzarsi tramite i figli. A forza di spingere, fanno inciampare. E resta che il calcio non è un ambiente bellissimo, ma inquinato come il resto».

Quindi Gaia e Olivia, le sue figlie, se ne terranno lontano?

«Vorrei qualcosa di meglio per loro, anzi di diverso. Spero abbiano modo di realizzarsi. Gaia ama la pallavolo, a me piacciono gli sport di squadra. Socializzi e crei rapporti. Se ho un rimpianto è quello di non aver viaggiato in posti lontani, America, India, Australia, quando ero un ragazzo meno impegnato».

DANIELE DE ROSSI jpegDANIELE DE ROSSI jpeg

Lei è al suo terzo mondiale.

«È un po’ anche un addio. So che è l’ultima volta che giocherò con Andrea Pirlo, e non ci voglio pensare, sennò mi commuovo. Quando in Germania ero a pezzi, per la squalifica di quattro giornate, Andrea mi ha portato a cena con la sua famiglia e mi ha fatto sentire che non ero un reietto. Allora c’era anche Alessandro Nesta che subì un brutto infortunio e con cui ci siamo fatti compagnia».

Il fallo su McBride la catalogò: l’uomo che alza il gomito.

Sarah Felberbaum e Daniele De RossiSarah Felberbaum e Daniele De Rossi

«Me ne vergogno. Io non sono un killer, né una carogna, non rosico se qualcuno mi supera, non covo vendette, non colleziono cartellini rossi. E da piccolo non ero un attaccabrighe. Ma non sopporto che qualcuno mi stringa, mi trattenga, mi tocchi. È una questione fisica, mi dà fastidio, non ci vedo più, mi si gonfia la vena».

Un aiuto esterno?

«Dallo psicologo non ci sono andato. Non faccio il duro che disprezza quello che passa nella testa, ma voglio tenermi a bada. Reagisco poco, ma quando capita, faccio male. Sono anche sicuro che non capiterà mai più. Oddio: aggiungiamo quasi mai più».

daniele de rossi foto mezzelani gmt daniele de rossi foto mezzelani gmt

Da allenatore metterebbe il codice etico di Prandelli?

«Ci penso un attimo: sicuramente no. Anche il ragazzo più buono del mondo può andare in confusione. Ma se c’è e lo sottoscrivi, devi anche accettarlo con grande serenità. Ho perso delle chiamate in nazionale per il codice etico, ma non posso né voglio fare la vittima. Lo ripeto: gomitate e cazzotti non sono un mio marchio di fabbrica ».

È un’Italia cambiata: per la prima volta con due separati e un divorziato.

daniele de rossi italia georgia lapdaniele de rossi italia georgia lap

«Gigi, Andrea e io. Con Buffon e Pirlo facciamo un bel trio. I tre campioni del mondo superstiti del 2006. Le cose cambiano, nella vita, nella società, nello sport. Se la nazionale di calcio è lo specchio di quello che siamo, giusto sia così, senza troppi commenti morali. Siamo figli di un’altra generazione, ma sì anche i calciatori, non solo si sposano presto, ma divorziano.

Restiamo persone ordinarie che fanno un lavoro straordinario, però i dolori sono uguali per tutti, anche se onestamente un operaio ne ha mille più di noi, e senza le nostre risorse. Forse ai tempi di Bearzot un divorziato non sarebbe stato considerato una brava persona, io ad un allenatore che oggi mi facesse un commento del genere riderei in faccia. Anzi gli direi pure: fatti ricoverare».

Pacco Pirlo Pacco Pirlo

Nell’ultimo mondiale, in Sudafrica, non si è salvato.

«Ringrazio per la delicatezza. Sono andato proprio male. Ma ero fuso, vuoto, bruciato dentro. Con la Roma in campionato avevamo rincorso l’Inter fino all’ultima giornata. Gli stimoli non tornavano.

In più quella spedizione non era proprio ben organizzata, anche perché il Sudafrica non ci dava libertà di spostamento. Dovevamo stare sempre attenti. Sì, dicevamo di essere concentrati sulla partita, ma in realtà avevamo fatto i calcoli, convinti di passare il turno. La testa era già avanti, ma i piedi purtroppo indietro. Non dico fossimo dei bugiardi, è che mentivamo anche a noi stessi».

BUFFON BACIA BUFFON BACIA

Com’è stata questa preparazione mondiale?

«Molto faticosa, scientifica, bella. A Coverciano abbiamo lavorato da matti, ma i preparatori ci hanno sempre spiegato tutto e a cosa servivano i test. L’ho trovato stimolante, non noioso, sarà che sono curioso, soprattutto su come reagisce il mio corpo. “Casetta Manaus”, dove è stata ricreata l’umidità asfissiante dell’Amazzonia, ti ammazzava. Correrci era tosto, ma almeno sappiamo cosa ci aspetta».

L’Italia cresceva mastini: Motta e Paletta, oriundi, sono più votati alla difesa.

prandelli prandelli

«Bisogna anche da noi ricominciare ad insegnare a marcare, a curare l’uomo, la tecnica, l’abilità di non far prendere palla all’avversario, il dribbling non è tutto. Non c’entra la zona, c’entra che sui giovani devi investire. Se poi penso che Paolo Maldini, un vero campione di stile, non lavora né nel Milan né in nessun’altra società, mi dico che è un crimine. Lasciamo stare anche il giorno del suo addio al calcio a San Siro con la contestazione degli ultrà. Come si può essere così beceri con un uomo che ha portato sui campi tanta sportività e bellezza?».

Bè, a lei continuano a rimproverarle lo stipendio.

«Sì. Sono il più pagato della serie A. Sei milioni e mezzo a stagione. Secondo i tifosi mi dovrei vergognare, quando non gioco bene, come se mi facesse piacere non essere sempre all’altezza. Se un cantante gira in Jaguar è figo, se ci gira un calciatore è stronzo. Non l’ho mai nascosto, quando c’era da rinnovare il contratto: gioco per chi mi dà più soldi.

C’è un mercato, c’è un valore, non rubo. Se Madonna guadagna tanto significa che è brava, se lo fa un calciatore è solo un mangiasoldi. Per i tifosi dovresti sempre strisciare e batterti il petto. Ti considerano una loro proprietà: se perdi e giochi male hai rovinato e distrutto la loro vita. Altro che guadagnare, devi pagare. Di una cosa sono fiero, quando sotto la gestione Zeman non giocavo, non ho fatto polemiche, mi sono piaciuto moralmente, non sul campo».

VIDAL-TOTTIVIDAL-TOTTI

Con 15 gol è l’uomo più prolifico di questa nazionale.

«Non lo sapevo. Quest’anno nella Roma ne ho segnato solo uno, all’inizio. È che la mia posizione è cambiata, ora gioco più indietro, e se stai lontano dalla porta avversaria sicuramente hai meno occasioni. Non mi dispiace, non sono mai stato un egoista».

Lei a chi telefona prima della partita?

«Alla mia compagna Sarah, attrice. Le dico: amò, sto entrando in campo. Se non lo faccio mi ritrovo 50 sue chiamate durante i 90 minuti. E la sera del derby la domanda: che hai fatto oggi? Mi piace che abbia un suo mondo, una sua creatività e una sua indipendenza. Ho visto come lavorano gli attori, non è per niente facile: hanno orari, disciplina, ritmi. Certo, se sbagliano una scena, possono rifarla. Noi no».

Sull’uso dei social durante i mondiali?

«Ne abbiamo parlato con Prandelli. Abbiamo la libertà di farlo, possiamo esprimerci, nei limiti del buon senso. Personalmente non capisco l’utilità di stare sempre connessi, di far sapere agli altri cosa pensi di un terremoto, di un incidente, di Mandela, che pure ho sempre ammirato, di una guerra.

Sarah Felberbaum e Daniele De RossiSarah Felberbaum e Daniele De Rossi

A chi frega il tuo pensiero, ammesso che tu ne abbia e ne possa sempre avere uno? Hai un compagno che si è fatto male? Ma che gli twitti a fare? Non è meglio chiamarlo al telefono? Parlarci, sentire cosa lui ha da dire. E magari andarlo a trovare appena puoi? Invece di postare che regali due limoni agli orfani serbi, non è meglio che mandi soldi in silenzio?».

Balotelli ce la farà a essere un azzurro da amare?

«Io non ho brutte sensazioni sul mondiale in Brasile. Soffriremo, ma siamo una nazionale che ha esperienza e sa compattarsi nelle difficoltà. Suderemo, e il girone sarà il nostro banco di prova.

BALOTELLI BALOTELLI

Ah sì, Mario. Esagera, qualche stupidaggine la fa. In un momento di crisi come questo se giri in Ferrari non susciti molte simpatie. Ma ai tifosi dico: com’è che Balotelli è nero solo quando c’è da contestarlo? Perché quando segna nessuno lo scansa e tutti lo vogliono? Scommettiamo che se ai mondiali segnerà un gol a partita nessuno farà più caso al colore della pelle? Anzi, saremo orgogliosi di avere un italiano come lui»

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...