LA VITA D’AZZARDO DI PETER SHILTON – IL LEGGENDARIO PORTIERE DELLA NAZIONALE INGLESE E’ STATO PER 45 ANNI DIPENDENTE DALLE SCOMMESSE. “QUANTO HO PERSO? NON LO SO. MILIONI. SOLO CON UNA SOCIETÀ HO SPESO PIÙ 950.000 EURO” – A SALVARLO E’ STATA LA MOGLIE CHE RIVELA: "PENSAVO AVESSE UN’ALTRA: USCIVA SPESSO DALLA STANZA PER USARE IL TELEFONO, ERA MOLTO MISTERIOSO. UNA NOTTE, PERÒ, L’HO TROVATO A…" - GLI ESTRATTI CONTO CON USCITE DA 20MILA EURO SOLO PER LE SCOMMESSE E L’ABORTO SPONTANEO PER LO CHOC...

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Maria Strada per corriere.it

 

SHILTON E LA MOGLIE 3 SHILTON E LA MOGLIE 3

Più di ventimila euro al mese in scommesse. Senza vincere mai. Peter Shilton , leggendario portiere della Nazionale inglese, era dipendente dalle scommesse: lo è stato — lo aveva ammesso — per 45 anni, cioè dai suoi 20 anni fino al 2015 , ma non ne era consapevole. Spendendo una fortuna che, nell’ultima fase, gli costava circa 250mila euro l’anno. Aveva iniziato con i cavalli, è arrivato a puntare su tutto.

 

Il 72enne ex campione — autentica leggenda con più di mille gare di campionato e altre 125 con la maglia dell’Inghilterra, compresa quella famosa al Mondiale 1986 in cui subì il gol di Maradona con la «mano di Dio» — ha percorso un calvario dal quale è riuscito a tirarsi fuori grazie all’aiuto della sua seconda moglie Stephanie «Steph» Hayward, sposata nel 2016.

 

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Nel 2020, quattro anni dopo il matrimonio, era stato proprio Shilton a raccontare — in una intervista al Daily Mail — di questa sua dipendenza durata 45 anni, peggiorata naturalmente con l’avvento della possibilità di scommettere anche online, con anche le squadre di calcio (e le leghe, e le federazioni) sponsorizzate da società dedite al gioco. «Vorrei potervi dire quando ho perso, ma la verità è che non lo so. Milioni. Solo con una società ho speso più di 800mila sterline (950.000 euro, ndr). Negli anni a volte ho vinto qualcosa: una volta ho puntato mille sterline e ne ho vinte 40.000, ma il bookmaker non si è rattristato. Ho giocato di nuovo tutto in una settimana: ogni penny vinto lo restituivo in puntate»

 

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Domenica 7 agosto Steph — che con Shilton collabora con Gambling with Lives, «azzardo con le vite», un’associazione fondata dalle famiglie di persone dipendenti dal gioco d’azzardo — ha raccontato in una lunga intervista alla Bbc, l’emittente di Stato inglese, di come si fosse accorta della dipendenza dell’allora fidanzato offrendo ulteriori dettagli sulla sua malattia: «Pensavo avesse un’altra: usciva spesso dalla stanza per usare il telefono, era molto misterioso. Poi ho pensato che fosse un comportamento da gentiluomo e che non volesse puntare davanti a me, che fosse solo un hobby», ha raccontato la ex cantante. «Una notte, però, l’ho trovato a scommettere sulle corse di cavallo australiane e ho capito che non era un hobby, che c’era qualcosa di molto sbagliato: era sulla difensiva e negava la sua condizione».

 

Era il 2015, e quello stesso anno Peter chiese a Steph, di 18 anni più giovane, di sposarlo. Lei, inizialmente, rifiutò proprio per questa sua dipendenza. Aveva scoperto che l’estratto conto riportava uscite da 18mila sterline al mese, appunto oltre 20mila euro, solo per le scommesse. E a nulla era servito contattare la società — una delle più importanti sulla scena britannica e non solo — in cui Shilton aveva aperto il conto chiedendo di limitarlo, all’epoca fu ignorata.

 

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Lo choc le avrebbe causato anche un aborto spontaneo. Di fronte alla minaccia di iniziare a dormire in camere separate, e alla minaccia l’ex portiere ha preso la decisione di cercare aiuto: «Sto perdendo, e ho paura di perdere anche te. So di avere un problema, ho intenzione di smettere, ma ho bisogno che tu lo faccia con me», le disse.

 

Peter Shilton, Tom Cruise, Christopher McQuarrie e Boris Johnson Peter Shilton, Tom Cruise, Christopher McQuarrie e Boris Johnson

Shilton ha sofferto di sintomi da astinenza «durati mesi», poi nel 2016 la coppia si è sposata e Steph ha addirittura acquisito una specializzazione come terapista sulle dipendenze, e lavora anche per la Ara, l’agenzia di recupero dalle dipendenze, nei progetti dedicati proprio al gioco d’azzardo. Insieme hanno scritto un libro: «Saved: Overcoming A 45 year Gambling Addiction», con un gioco di parole tra salvato e parato.

 

 

Naturalmente, anche Pete lavora per aiutare il Governo a combattere il problema. «Quando ha smesso di scommettere è ringiovanito di dieci anni, ha imparato a godersi la vita — ha concluso Steph — E quell’agenzia di scommesse ha cambiato le sue politiche sul tema, e sospenderà gli account quando avrà dubbi su clienti “fuori controllo”».

 

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