travaglio lerner

VIVA LE MANETTE! TRAVAGLIO MENA DURO SU GAD LERNER: "INELEGANTE, PER UN GIORNALISTA DI UN GRUPPO EDITO DA DUE FAMIGLIE FISCALMENTE A DIR POCO DISCUTIBILI, DARE DEL PERVERTITO A CHI CHIEDE CHE GLI EVASORI VADANO IN GALERA" - SOLO LE MANETTE POSSONO SPAVENTARE GLI EVASORI FINO A INDURLI A RINUNCIARE AI LORO ENORMI GUADAGNI PER VERSARE IL DOVUTO ALLO STATO. QUINDI CONTINUERÒ A PUBBLICARE MANETTE IN PRIMA PAGINA FINCHÉ…"

Marco Travaglio per il Fatto Quotidiano

 

marco travaglio contro renzi a otto e mezzo 2

La nostra copertina dell' altroieri, sulla bozza del ministro della Giustizia per le manette agli evasori, non è piaciuta a Gad Lerner che è personcina sensibile e l' ha riprodotta su Twitter con un commento affranto: "Manette sbattute così in prima pagina, non c' è buona causa che giustifichi questa perversione. Con tutto quel che succede nel mondo e ora datemi pure dell' amico degli evasori".

 

gad lerner

Sotto, come era prevedibile, una raffica di leggiadre contumelie al sottoscritto e al Fatto Quotidiano (i famosi "hater" e "odiatori" che, quando odiano dalla parte giusta, diventano boccioli di rosa). Insulto per insulto, potremmo rispondere che è quantomeno inelegante, per un giornalista di un gruppo edito da due famiglie fiscalmente a dir poco discutibili, dare del pervertito a chi chiede che gli evasori vadano in galera, come in tutto il mondo civile. Ma non ci abbassiamo a tanto, anche perché non pensiamo che sia la sua frequentazione con editori-evasori a suscitare in Lerner cotanta repulsione per le manette a chi le merita. Non è un fatto personale, ma culturale.

 

Che nasce nei due filoni del pensiero purtroppo dominante, molto diversi fra loro, ma accomunati dall' allergia al senso dello Stato e allo Stato di diritto, cioè per il principio di responsabilità: chi sbaglia paga e chi delinque viene punito.

 

marco travaglio

Il primo è quello da cui proviene Gad: quello dei gruppettari di ultrasinistra anni 60 e 70, così abituati a fuggire dalle forze dell' ordine e dai magistrati da non riuscire a liberarsene nemmeno dopo 40-50 anni. L' altro è l' impunitarismo dei ricchi e dei potenti, abituati a una giustizia di classe forte coi deboli e debole coi forti, ai quali Gad è estraneo, ma che nel suo mondo hanno pescato a piene mani per sostenere sui rispettivi giornali le loro battaglie contro la legge uguale per tutti. Queste due culture, che partono dagli antipodi ma si uniscono nella comune avversione alla legalità, si sono saldate negli anni del berlusconismo, quando molti ex-extraparlamentari di sinistra (che già flirtavano con Craxi per la sua guerra ai giudici) si ritrovarono al servizio di B.. Oppure, anche se stavano sulla sponda opposta (come Gad), invocavano continue amnistie e indulti, intimando alla sinistra di guardarsi dalla "via giudiziaria": pareva brutto che un amico dei mafiosi, un frodatore e un corruttore di giudici, finanzieri, senatori, testimoni e minorenni finisse a processo e poi in galera.

gad lerner

 

Ora, confidando nella smemoratezza sulle stragi politico-mafiose e sulle retrostanti trattative, insigni esponenti di quelle due culture applaudono insieme le sentenze di Cedu e Grande Chambre contro l' ergastolo "ostativo".

 

marco travaglio

Quelle che regalano agli stragisti insperate aspettative di resurrezione. Naturalmente ciascuno è liberissimo di pensarla come gli pare. Ma è davvero paradossale che chi difende la legalità e lo Stato di diritto sia chiamato continuamente a giustificarsi dai sedicenti "garantisti" per il sol fatto di chiedere l' applicazione della legge. I "pervertiti", caro Gad, non siamo noi: siete voi. Le manette sono uno strumento previsto dalle norme per assicurare alla giustizia i criminali: quelli di strada e quelli in guanti gialli e colletto bianco.

 

GAD LERNER AI TEMPI DI LOTTA CONTINUA

Ti dirò di più: negli Stati Uniti, e non solo là, gli evasori e i frodatori fiscali, come i corrotti, i corruttori, i bancarottieri e i falsificatori di bilanci, vengono condannati a pene detentive molto pesanti, che regolarmente scontano nei penitenziari di Stato accanto ad assassini, stupratori, terroristi e trafficanti di droga, non solo con le manette ai polsi, ma anche con le catene ai piedi.

Per evitare che scappino o che commettano altri reati (le manette salvano anche vite umane, come ha appena dimostrato la strage alla Questura di Trieste: i due agenti assassinati, se avessero ammanettato il ladro appena fermato, sarebbero ancora vivi).

 

Ma anche perché servano di lezione a chi sta fuori, affinché gli passi la tentazione di delinquere. Perciò, non di rado, arrestati e detenuti - poveracci e white collar - vengono esibiti in manette e in catene: perché le pene, quando sono certe e vere, non finte come da noi, hanno una funzione deterrente prim' ancora che rieducativa. E quella rieducativa dipende anch' essa dalla certezza della pena: se uno sa di poter delinquere facendola franca, non si rieduca mai. Anzi si diseduca vieppiù.

 

MARCO TRAVAGLIO

Quindi no, non penso affatto che Lerner abbia orrore per le manette perché sia un evasore o un amico degli evasori. Penso che Gad e quelli come lui non abbiano senso dello Stato e non abbiano ancora introiettato il principio di responsabilità che regge lo Stato di diritto, cioè l' unica forma di convivenza civile che trattiene i cittadini dal farsi giustizia da soli come nel Far West.

 

Non vorrei beccarmi altri tweet e insulti. Ma confesso che mi prudono le mani quando ogni anno pago fino all' ultimo euro di tasse e poi penso che, grazie al centrosinistra e al centrodestra, milioni di evasori vivono alle mie spalle senza mai rischiare la galera. E neppure un' indagine, se hanno cura di non superare le soglie di impunità gentilmente offerte nel 2015 da Renzi & C.: 250 mila euro di omesso versamento Iva; 1,5 milioni non dichiarati di frode fiscale; 150 mila euro di dichiarazione infedele; 10% di false valutazioni; 50 mila euro di omessa dichiarazione.

 

Ecco, io questi ladri vorrei vederli in manette (e magari pure in catene), come accadrebbe se queste somme, anziché all' erario, le rubassero in un portafogli, in una borsetta, in un' abitazione, in una banca, in un negozio. Solo le manette possono spaventare gli evasori fino a indurli a rinunciare ai loro enormi guadagni per versare il dovuto allo Stato. Quindi continuerò a pubblicare manette in prima pagina finché non troverò un governo che tratta tutti i ladri allo stesso modo. O lascia rubare tutti, o non lascia rubare nessuno.

MARCO TRAVAGLIO

 

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