2020riello

ART DRIVE-IN OVVERO L'ARTE DEL PARCHEGGIO: A BRESCIA UNA MOSTRA CON OPERE DI 18 ARTISTI NEL GARAGE DELLE ASSICURAZIONI GENERALI - UNA RICETTA TUTTA ITALIANA PER COLONIZZARE GLI SPAZI URBANI AL TEMPO DEL DISTANZIAMENTO SOCIALE – DA MIMMO PALADINO A ANTONIO RIELLO, CHE  HA REALIZZATO "SURSUM CORDA", UNA SPIETATA SFILATA DI CAPPI DA FORCA CHE RISPETTANO I CANONI DEL GLAMOUR: PIUME DI STRUZZO, ORO, ARGENTO, PELLI (FINTE) DI LEOPARDO, DIAMANTI (SWAROWSKI). E' NATA PRIMA L'ETICA O L'ESTETICA?

Dagoreport

 

art drive in massimo minini

I parcheggi sotterranei nell'immaginario letterario e cinematografico sono sempre stati i luoghi preferiti di agguati e scambi illeciti. Questa volta non  passano di mano cocaina e segreti industriali. E' l'Arte Contemporanea la merce in questione (a suo modo comunque sempre un po' pericolosa...).

 

L'idea è venuta durante la quarantena al gallerista bresciano Massimo Minini che ha subito coinvolto la giovane, ma agguerrita, Associazione "BelleArti" (composta da suoi colleghi e da appassionati d'arte). Già il fatto che in Italia delle gallerie collaborino con entusiasmo e senso di squadra è, di per sè, un fatto decisamente notevole se non addirittura epocale.

 

antonio marras vista

Sta di fatto che in tempi eccezionalmente veloci e con un budget quasi inesistente (senza piangere miseria e battere cassa alle istituzioni regionali o governative) l'idea è stata trasformata in realtà: una mostra d'arte visitabile solo in auto e quindi totalmente e automaticamente rispettosa delle attuali norme che regolano/affliggono le visite ai musei. Come dicono i francesi: "c'est génial".

 

mimmo paladino lr

Ogni gallerista ha chiesto ai propri artisti un idea site-specific, ne sono state rapidamente selezionate alla fine 17 (in effetti pare sia il numero 19 a portare davvero sfortuna e non il povero 17....). Gli artisti coinvolti (il più senior è nato nel 1948, il più giovane nel 1996, alcuni sono decisamente affermati altri invece appartengono alla categoria degli esordienti di talento) si sono prontamente attivati senza perdere troppo tempo, qualcuno appellandosi alla fantasia, qualcun'altro al rigore, ma tutti ansiosi di poter dare, in un clima di solidale complicità, qualche possibile  forma di risposta artistica all'emergenza. E così il tanto evocato e sognato "Museo Diffuso" esce finalmente dalla teoria per diventare prassi.

 

Mimmo Paladino non ha bisogno di presentazioni, "Shine" la sua brillante  installazione sa davvero (anche da sola) trasformare un umile garage in un suntuoso museo.

 

Leonardo Anker Vandal, danese, con la sua installazione "Smoke and Morrors" invita il visitatore a posizionare il veicolo ad un certo punto e ad farlo interagire con lo spazio attraverso i fumi di scappamento e le luci dell'auto.

 

ozmo

Il lavoro "False Carrara Marble" della giovane Linda Carrara propone, come da titolo-menu', una finta parete marmorea di intrigante credibilità.

 

Il torinese Enrico T. De Paris con "Multitudine" apparecchia una sorta di quinta teatrale che ha la leggerezza caustica del graffito urbano. Visivamente molto ricco e avvincente.

Stefano Arienti sorprende i visitatori con un paesaggio campestre e mucche al pascolo che sembrano coabitare con le muffe e le macchie del vecchio garage. L'intervento si chiama "Vitellini".

 

Thomas Braida, veneziano, propone "Tiny Tunnel" e suggerisce giocose  atmosfere da cartoon (il famoso buco nella parete del topolino Jerry). Si sa che niente è più serio del gioco.

 

gabriele picco

"Senza Titolo" di Antonio Marras, riporta ad atmosfere mediterranee di natura prettamente archeologica. Complesso ed essenziale nel contempo, merita di essere gustato con una certa calma (fermata caldamente suggerita).

 

Antonio Riello, londinese di adozione,  ha realizzato "Sursum Corda", una spietata sfilata di cappi da forca che rispettano i canoni del glamour: piume di struzzo, oro, argento, pelli (finte) di leopardo, diamanti (Swarowski). E' nata prima l'Etica o l'Estetica ?

OZMO (nome d'arte di Gionata Gesi), figura riconosciuta della Street Art, ha realizzato per l'occasione una grande ed impressionante "Vittoria Alata",  opportunamente riveduta e corretta secondo il suo personalissimo stile.

 

L'artista di origine etiope Muna Mussie è invece l'autrice di una installazione estremamente elegante e sofisticata. La luce ne è l'elemento decisivo.

 

Ludovica Anversa e Ambra Castagnetti (sì, ci sono 18 artisti in tutto, questa in effetti è un'opera a 4 mani) hanno preparato un grande stampa su pvc dal nome "Lawns of Dawns".

 

Gabriele Picco, bresciano doc,  utilizza una piccola nicchia destinata ad un ascensore e ricrea un antro fatato di notevole suggestione.

 

sursum corda 2020 antonio riello b3 lr

Il fotografo Olivo Barbieri ha piazzato una sua grande fotografia del 2018 dal titolo "Doubtful", appunto precisa e piena di dubbi al tempo stesso, come i tempi che si vivono.

 

Giovanni Gastel realizza un'epica ultima cena con ben 35 commensali che celebrano il "Gotha" del design italiano. Anche qui meglio fermarsi un po' per godersi completamente l'opera (e cercare di riconoscere magari i personaggi).

 

Davide Mancini Zanchi, marchigiano di Urbino, decora con effetti maculati piuttosto curiosi una parete del garage. "Superliquidator" è il divertente nome di questa installazione.

 

C'è anche un Giapponese, Osamu Kobayashi, che con il suo "Seaside Serpent recupera una colorata dimensione Jap-Pop che gli altri artisti avevano trascurato.

giovanni gastel

"Untitled" di Michele Lombardelli fluttua leggero come un velo agitato dal passaggio delle auto.

 

Minini definisce questa mostra come una "esperimento" e, come tutti gli esperimenti, nessuno sa bene quando finirà. L'idea è che Art Drive-In abbia un "finale aperto", cioè si protragga nel tempo e possa arricchirsi in futuro di nuovi interventi artistici.

 

 

ART DRIVE-IN

GARAGE AGENZIA GENERALI

Via Pusterla 45, Brescia

dal 21 Giugno 2020

da lunedí a domenica,  ore 10 – 21; sabato e domenica, ore 15 - 21

 

 

mimmo paladinopeople art drive in lr

 

 

vista drive inANTONIO RIELLO ALLA MARCIA ANTI BREXIT

 

antonio riello in indiaANTONIO RIELLOantonio marras vista lr

 

 

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…