monet duchamp pop art

DA CHE ARTE STAI? IL LIBRO DI LUCA BEATRICE: QUALE PUÒ ESSERE CONSIDERATO L’INIZIO DELL'ARTE CONTEMPORANEA? IL VECCHIO MANUALE DELL’ARGAN CHE LA FA COMINCIARE NELL'OTTOCENTO? IMPRESSIONISMO O POST-IMPRESSIONISMO? LE AVANGUARDIE DI INIZIO SECOLO? L'ARTE DEL DOPOGUERRA O ADDIRITTURA LA POP ART? SONO IPOTESI TUTTE VALIDE PER ALIMENTARE UN DIBATTITO CHE NON HA ANCORA TROVATO LA RISPOSTA DEFINITIVA E SUL QUALE CONTINUIAMO ANCORA A INTERROGARCI…"

Stralci del primo capitolo di “Da che arte stai?”, di Luca Beatrice (ed. Rizzoli), pubblicati da “Libero quotidiano”

 

monet cattedrale di rouen

Nei vecchi programmi ministeriali (...) l' inizio della modernità coincideva con la scoperta dell' America, dunque con il 1492, a sancire la fine del Medioevo e aprire una diversa idea di società e di cultura, segnata dal Rinascimento e dall' Umanesimo, per concludersi nel 1789, anno della Rivoluzione francese. (...)

 

Gli "Argan", tre volumi con la copertina verde, editi da Sansoni nel 1968, compilati dal più importante storico e critico nell' Italia del dopoguerra, Giulio Carlo Argan (...) facevano cominciare l' arte contemporanea esattamente alla fine della Rivoluzione francese, quindi agli esordi del XIX secolo.

 

Per noi che viviamo nel Terzo millennio è davvero difficile pensare il contemporaneo in questi termini, poiché intendiamo il termine come qualcosa i cui effetti si vedono ancora nel presente, qualcosa che ha a che fare con il nostro mondo e con la nostra vita. Il 1800, dunque, è davvero lontano, ma soprattutto è lontana la pittura ottocentesca dal nostro gusto. (...) Il 1800 non può essere considerato oggi l' inizio dell' arte contemporanea. Dalla metà del XIX secolo accadono fatti nuovi, diversi, che ci fanno pensare che l' epoca del contemporaneo si stia avvicinando.

monet cattedrale di rouen

 

Per esempio nasce la fotografia, che è a tutti gli effetti un linguaggio inedito di rappresentazione della realtà capace di mandare in crisi la pittura, di invecchiarla di colpo. (...) La fotografia provoca un' accelerazione affinché la pittura diventi altro, non più verosimiglianza o saggio di bravura, ma attenta riflessione sul linguaggio.

 

Ecco giungere la stagione degli Impressionisti, che comincia intorno al 1860, ed è a tutti gli effetti una delle prime avvisaglie di contemporaneità, perché questi nuovi pittori non si limitano soltanto a dipingere en plein air o a lavorare sui soggetti tipici dei generi - ritratto, nudo, scena di interni, paesaggio, natura morta - ma ragionano in termini di linguaggio, di luce, di struttura del dipinto. Pensiamo alle Cattedrali di Rouen di Claude Monet che costituiscono un vero e proprio ciclo di trentuno dipinti realizzato tra il 1892 e il 1894 e raffigurano il portale della chiesa dallo stesso punto di osservazione, mentre ciò che cambia è l' effetto della luce a seconda delle ore del giorno.

(...)

 

gauguin

ARRIVANO GLI IMPRESSIONISTI

La stagione successiva all' Impressionismo viene dunque chiamata Postimpressionismo. (...) Non è precisamente datata (in genere viene compresa tra 1880 e 1900) né contraddistinta da un movimento o da un gruppo, da una sola città (Parigi prevale, ma non è l' unica).

 

Consiste più che altro nello sviluppo da parte di alcuni singoli artisti di quella sensibilità e di quelle tematiche che gli Impressionisti avevano in parte intuito. Tra questi Paul Cézanne, tra i primi autentici sperimentatori della pittura come linguaggio. Nel ciclo della Montagna Sainte-Victoire, a cui lavorò per oltre vent' anni realizzando numerosi dipinti e acquerelli, ha portato alle estreme conseguenze la scelta di non interessarsi più al soggetto o all' immagine, ma di guardare dentro la struttura del quadro, di ripetere lo stesso motivo più volte, abbozzarlo, sintetizzando il più possibile l' impatto con la realtà e ragionare sulla struttura portante dell' opera.

van gogh

 

Cézanne è un pittore completo: la sua produzione annovera paesaggi, interni, figure. Assoluto anticipatore di tante soluzioni che avverranno dopo, butta i primi semi per una pittura davvero contemporanea.(...)

 

Figure straordinarie e rimaste popolarissime fino a oggi sono Vincent Van Gogh e Paul Gauguin. Il primo un pittore di assoluto talento non addomesticabile, dal destino sfortunato. Van Gogh presenta tutti i tratti della rock star di fine Ottocento, compresi gli atteggiamenti che sfociano nella follia, tradotta nella ricerca di una pittura esasperata che riflette la sua drammatica e infelice biografia.

 

luca beatrice

Diventa così lo stereotipo dell' artista che deriva dagli ultimi bagliori del Romanticismo e allo stesso tempo è l' anticipatore di un atteggiamento che per buona parte del XX secolo si trasferirà soprattutto in altre forme d' arte, penso proprio alla musica rock, dove genio e sregolatezza, autodistruttività e una vena di follia caratterizza il profilo di personaggi molto amati soprattutto dai giovani che tendono a identificarsi molto più con tipi così che con un ragioniere o un impiegato di banca.

 

Paul Gauguin, peraltro, ha la capacità di guardare oltre, verso un mondo lontano da Parigi (...). Tormentato il suo rapporto con Van Gogh, un' amicizia difficile che non esclude la competizione. Poi Gauguin parte, fugge verso Tahiti e le isole Marchesi, dall' altra parte dell' Oceano, da dove non riuscì a tornare perché non aveva soldi ed era malato. Nel 1903 Gauguin scompare, lasciando un' eredità contemporanea: è il primo pittore a immaginare che ci sia qualcosa oltre l' Occidente, un altro tipo di cultura a cui far riferimento. (...)

 

FOTOGRAFIA E CINEMA

Siamo così arrivati alle soglie del Novecento, la fotografia e il cinema sono i linguaggi attraverso i quali l' arte si affaccia alla scoperta di una nuova sensibilità. Eppure oggi non riusciamo comunque a sostenere che ciò rappresenti effettivamente l' inizio dell' arte contemporanea per la ragione di cui abbiamo già ragionato: troppo lontano nel tempo. (...) Forse con le avanguardie storiche, intendendo tutte quelle esperienze che fioriscono dal 1909, con la pubblicazione del Manifesto futurista e si sviluppano durante i primi due decenni del XX secolo. (...)

 

duchamp

Prima del Novecento noi conoscevamo l' arte attraverso la pittura, la scultura, il disegno, l' architettura che Leonardo considerava la summa di tutte le arti. Dal Futurismo, quindi dal Dadaismo, passando attraverso i Surrealisti e il Suprematismo sovietico, l' arte introduce diverse novità, materiali anomali che non appartengono alla tradizione accademica e sono molto più vicini alla vita reale.

 

Nel 1917 abbiamo il coup de théâtre clamoroso, Fontaine R. Mutt, il più irriverente ready-made di Marcel Duchamp, un oggetto di uso quotidiano, che può essere un orinatoio, una ruota di bicicletta, lo scolabottiglie.

 

salvador dalì

Se collocato all' interno di un museo, di una galleria, di una mostra, di uno spazio destinato all' arte - gesto cosi provocatorio e inusuale per i tempi -, avvalora la cosiddetta teoria del contesto, secondo la quale ciò che sta dentro un luogo autorizzato a certificarne l' esistenza in quanto opera è sicuramente arte, che sia pittura, scultura o altro, persino un orinatoio. (...) Duchamp ha aperto un corridoio gigantesco, che dal 1917 arriva fino a noi. Questo è sicuramente uno snodo fondamentale nel percorso verso l' arte contemporanea. (...)

 

DA PARIGI A NEW YORK

Nel frattempo, complici la guerra e i regimi totalitari, la capitale dell' arte si sposta da Parigi a New York e dunque la bilancia comincia a pendere verso l' America. Immaginiamo invece il panorama culturale tra gli anni Dieci e Venti: chiunque volesse fare l' artista andava a Parigi, dove incontravi Picasso, Apollinaire, Braque, Dalì, i registi di cinema, i mercanti d' arte, les italiens: Modigliani, de Chirico, de Pisis; la crème dell' intellettualità artistica europea. Un periodo intenso e breve perché presto sopraggiungono le dittature, il fascismo in Italia, il franchismo in Spagna, il comunismo in Unione Sovietica, il nazismo in Germania.

 

salvador dali 4

Molti intellettuali e artisti capiscono che è il caso di lasciare l' Europa e trasferirsi in America. Marcel Duchamp era già stato tante volte a New York e già nel 1916-17 sosteneva che Manhattan sarebbe stata la città del nuovo con i suoi grattacieli, le vetrate, incarnazione della "città che sale" immaginata dai Futuristi. In America sta nascendo un nuovo sistema, nuovi musei pubblici e privati, un nuovo collezionismo, e New York diventa così la città più interessante del mondo dell' arte. (...) Il secondo dopoguerra si può, in tal senso, considerare dunque l' inizio della stagione dell' arte contemporanea: New York spinge con una nuova generazione, definita appunto la scuola di New -York, i pittori dell' Espressionismo Astratto, mentre a Londra per la prima volta compare la parola "Pop", nel 1956.

pop art

 

 In Italia, invece, l' espressione più interessante di quegli anni è il cinema neorealista di Rossellini, Visconti, De Sica, del primo Fellini. Parigi non ha perso del tutto il suo primato, l' arte si continua a produrre lungo la Senna e a Montmartre, con la pittura informale negli anni Quaranta e Cinquanta. Tuttavia la spinta che arriva da New York è più forte, decisamente più fresca e grintosa. Questo periodo storico davvero si può leggere come il momento chiave, il passaggio definitivo verso la sensibilità contemporanea.

 

luca beatrice cover

Potremmo prenderlo come il punto di partenza per la nostra riflessione: l' arte contemporanea comincia lì, o forse addirittura più avanti, dando ragione agli ultimi esegeti e critici che individuano la scintilla negli anni Sessanta con il successo e il consolidamento della Pop Art, primo movimento davvero globale a New York, Londra, Parigi, Roma, ma anche in luoghi che non conosciamo bene come il Sudamerica o l' Est europeo.

 

In conclusione: quale di queste teorie scegliere per iniziare a studiare l' arte contemporanea? Il vecchio manuale che la fa cominciare nell' Ottocento? Impressionismo o Post -Impressionismo? Le avanguardie di inizio secolo? L' arte del dopoguerra o addirittura la Pop Art? Sono ipotesi tutte valide per alimentare un dibattito che non ha ancora trovato la risposta definitiva e sul quale continuiamo ancora a interrogarci.

PAUL GAUGUIN

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