pietro pacciani

COSE DA PAZZI ANZI DA PACCIANI - I DISEGNI DEL CONTADINO DI MERCATALE, ACCUSATO DI ESSERE IL MOSTRO DI FIRENZE, SARANNO ESPOSTI IN UNA GALLERIA PRIVATA A VENEZIA - SONO ILLUSTRATI ANIMALI, SCENE DI CAMPAGNA, UN AUTORITRATTO INTITOLATO "POVERO CRISTO", UN RITRATTO DI SUOR ELISABETTA, LA SUA ASSISTENTE SPIRITUALE - I CURATORI: “SONO DISEGNI GIOCOSI, FANTASIOSI, CARICATURISTICI E POETICI. VOGLIAMO DARE RISALTO A QUESTA POP ART RIFIUTATA…”

Danilo Fastelli per “il Tirreno”

 

pietro pacciani

Giocosi e poetici. Sono definiti così i disegni che saranno esposti in una galleria privata di Venezia: una mostra, come si dice in questi casi, destinata a far discutere. L' autore è Pietro Pacciani, ritenuto il Mostro di Firenze, cioè il serial killer delle coppiette che insanguinò la campagna fiorentina tra il 1968 e il 1985, segnando per sempre la memoria collettiva.

 

Undici tavole realizzate dal presunto maniaco mentre si trovava in carcere. La mostra proposta dalla galleria "Venice Factory", curata da Federica Palmarin, dal 20 settembre espone per la prima volta i disegni originali di Pacciani, quelli che non entrarono a far parte dei fascicoli giudiziari e che furono donati dallo stesso Pacciani a Davide Cannella, un criminologo che assisteva il collegio difensivo del contadino.

I DISEGNI DI PIETRO PACCIANI

 

Animali, scene di campagna, un autoritratto intitolato "Povero cristo" - scelto come manifesto della rassegna - un ritratto di suor Elisabetta, l' assistente spirituale di Pacciani. Insomma, nessun disegno "sconcio", come la maggior parte dei fogli realizzati dal contadino di Mercatale in carcere, poi sequestrati dalla magistratura.

 

«I suoi disegni sono giocosi, fantasiosi, caricaturistici e poetici - così li presenta la galleria - l' impulso è di ricollocarli oggi dove c' è la possibilità di dare risalto a questa pop art rifiutata, un' arte che, per il suo periodo storico non ha avuto la giusta attenzione per via dell' ostacolo morale e della dialettica sociale».

 

PIETRO PACCIANI E I SUOI DISEGNI

Per «ostacolo morale» si intendono probabilmente i 7 (di 8) duplici omicidi del Mostro per cui Pacciani fu condannato in primo grado come unico responsabile: sentenza poi ribaltata in appello. Morì nel 1998 in attesa di giudizio dopo che la Cassazione aveva annullato la sentenza precedente. Mostro a parte, Pacciani passò molti anni in carcere per pagare il prezzo di un antico delitto - l' amante della fidanzata ucciso per gelosia - e delle violenze sessuali sulle figlie.

 

C' è un altro risvolto grottesco: le tavole originali hanno un vincolo di non vendibilità.

Ma ne sono state realizzate 150 copie che saranno messe in vendita, a un prezzo non precisato. Il ricavato, per volontà dello stesso Pacciani, vorrebbe essere devoluto in beneficenza e in particolare all' ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Ma dal Meyer si affrettano a prendere le più secche distanze: «Non siamo a conoscenza di questa iniziativa; tutte le iniziative di raccolta fondi dedicate al Meyer devono essere preventivamente autorizzate».

pietro pacciani circondato dai carabinieri

 

Per la curatrice Palmarin, nei disegni «c' è un rapporto tra arte e criminologia ed è quello che ci interessa sviluppare». «A me - dice - non interessa sapere se Pacciani era o non era il mostro di Firenze. Di certo c' è il fatto che le opere della collezione Cannella saranno esposte per la prima volta al pubblico a Venezia».

 

I DISEGNI DI PIETRO PACCIANI

In realtà non è la prima volta che le tavole di Pacciani finiscono in mostra, sebbene non in originale. Il desiderio lo aveva espresso il loro autore: «Tutti chiedean i mi quadri ma io non li volevo dar via. Allora ho pensato, facciamo una mostra, però non voglio soldi, i guadagni si danno agli orfanelli». Così nel 1996 lo stesso Cannella e gli investigatori dell' agenzia "Falco" di Lucca, che seguiva le indagini difensive, tentarono di realizzare la mostra a Pontedera. La reazione dei parenti delle vittime, in particolare di Renzo Rontini, fece passare la voglia a chi doveva ospitarla. Eppure i sostenitori dell' idea, col fotografo Riccardo Bianchi, non si dettero per vinti e riuscirono nel '98 a esporre all' enoteca Galli di Pontedera 13 serigrafie tratte dai disegni di Pacciani.

pietro pacciani

 

Poi nient' altro fino alla trovata della Venice Faktory, che non è nuova alla provocazione. Pochi mesi fa conquistò le cronache per un ritratto dell' ex ministro dell' Interno Matteo Salvini con in braccio un piccolo migrante. Iniziativa alla quale aveva fatto seguito un controllo della polizia.

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?