inferno scuderie quirinale

FATEVI UN GIRONE ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE - AL VIA LA MOSTRA "INFERNO" CON DUECENTO OPERE D’ARTE SELEZIONATE DA JEAN CLAIR ISPIRATE A DANTE ALIGHIERI, E NON SOLO. DA RODIN A BEATO ANGELICO, FINO A BALLA, BRUEGHEL E GUSTAVE DORÉ, UN VIAGGIO NEGLI INFERI SCANDITO DA UN’ANTOLOGIA DI CITAZIONI LETTERARIE…

 

 

 

 

Edoardo Sassi per il "Corriere della Sera - Edizione Roma"

 

inferno mostra alle scuderie del quirinale

C'è una frase celebre - nel tempo attribuita a tanti, da Oscar Wilde a Mark Twain, ma che pare sia stata pronunciata per primo dal politico americano Benjamin Wade - che recita: «Scelgo il paradiso per il miglior clima, ma l'inferno per la compagnia». Un aforisma che torna in mente aggirandosi per i due piani delle Scuderie del Quirinale dove ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato la mostra Inferno .

jean clair

 

La compagnia - eccellente, in questo caso - è quella composta da duecento opere d'arte scelte da un gigante della storia e della critica, Jean Clair, saggista e accademico di Francia che ha curato l'esposizione insieme a sua moglie, Laura Bossi.

giudizio finale di beato angelico

 

Un'esposizione che attraversa i secoli, dal Medioevo a oggi, che parte sì da Dante - obiettivo ufficiale è quello di rendere omaggio al Sommo Poeta nell'anno delle celebrazioni - ma che va molto oltre l'Alighieri e la sua sfera d'influenza/ispirazione, con un salto metonimico che arriva ad abbracciare i tanti «inferni» della contemporaneità: guerre (con le incisioni dai Disastri di Goya), manicomi, lavoro alienante, stermini...

 

muerte gil de ronza

«Una mostra concettuale», l'ha definita Clair, il quale su un tema tanto vasto ha saputo impaginare un percorso di grande impatto visivo, capace di «parlare» tanto al visitatore medio quanto all'erudito.

 

Non solo pittura, scultura, manoscritti e splenditi codici miniati (tra i prestatori, oltre ai musei, Bibliothèque Nationale de France, British Library, Biblioteca Apostolica Vaticana, che ha concesso, per le prime due settimane di esposizione, la Voragine infernale di Sandro Botticelli, dipinto su pergamena per illustrare la Divina Commedia ); bensì anche fotografia e rare testimonianze della cinematografia delle origini.

 

porte de l'enfer di rodin

Il tutto per comporre un affresco in cui il singolo capolavoro «parla» tanto quanto la testimonianza «minore» (si fa per dire). Prima sala ad alto impatto, anche scenografico, con il recente calco in gesso (1989) della monumentale Porte de l'Enfer di Rodin (sette metri di altezza) a «vegliare» su alcune delle opere più stupefacenti del percorso: la virtuosistica Caduta degli angeli ribelli di Francesco Bertos, già attribuita ad Agostino Fasolato, in marmo di Carrara (1725-1735 circa), la seicentesca tela, con lo stesso titolo, di Andrea Commodi, dagli Uffizi, il Giudizio Finale di Beato Angelico, e una Muerte (1522 circa) scolpita in legno policromo dallo spagnolo Gil de Ronza.

 

caduta degli angeli ribelli di francesco bertos

Ultima sala intitolata «e quindi uscimmo a riveder le stelle», celebre verso che chiude la Cantica dantesca, con i lavori di due acclamati nomi della contemporaneità, Anselm Kiefer e Gerhard Richter.

 

In mezzo, scandito da un'ampia antologia di citazioni letterarie d'ogni tempo, dalle Metamorfosi a Calvino, un viaggio agli inferi dove si incontra di tutto: Jan Brueghel, tardoromanticismo e simbolismi, von Stuck e Balla, antichi burattini o i Fratelli Chapman, Gustave Doré o Otto Dix, Doisneau e annotazioni autografe di Primo Levi. E, dal 19 ottobre, «Infernauti»: serie di incontri con personalità di rilievo, dal cardinal Gianfranco Ravasi a Walter Siti.

caduta degli angeli ribelli andrea commodi jose benliure gil la barca di caronte william adolphe bouguereau dante and virgil in hellhuys inferno scuderie del quirinalesandro botticelli la divina commediainferno scuderie del quirinale

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...