philippe daverio

MA CHE, DAVERIO? – NON C’ERA UN MODO PER RICORDARE MEGLIO PHILIPPE? DAL 20 AL 23 APRILE LA CASA D’ASTE MILANESE “IL PONTE” METTE ALL’INCANTO I BENI DI CESARE ROMITI E DELLO STORICO DELL’ARTE. MA SI STENTA A CREDERE CHE DAVERIO AVESSE IN CASA SOLO QUANTO VIENE MESSO IN ASTA: UN FLIPPER ANNI SETTANTA ARRUGGINO E NON FUNZIONANTE, UN SOFA’ CHE ANDREBBE BENE PER ERDOGAN, VETRI DI MURANO E LAMPADE DI SOTTSASS CHE, EVIDENTEMENTE NON PIACCIONO AGLI EREDI. POI LA BAMBOLONA DI PATRIZIA MEDAIL VALUTATA 11 MILA EURO. TIRATE FUORI IL VERO GRANDE PHILIPPE!

 

 

Erica Roccella per www.exibart.com

i beni della collezione daverio all'asta

I papillon, gli occhiali tondi, quel modo unico di parlare di arte e di trasmetterla così, con la sua innata, elegante schiettezza; e ancora il carisma, la stravaganza, quella che rende chic anche il tratto più kitsch.

 

Non ha bisogno di presentazioni l’indimenticabile Philippe Daverio, tra i protagonisti dell’incanto di Arredi e Dipinti Antichi che dal 20 al 23 aprile animerà le sale di Palazzo Crivelli, la storica sede de Il Ponte Casa d’Aste.

philippe daverio striscia

 

«Era molto curioso», racconta di lui Elena Daverio, in un flusso di immagini sulla sua vita e sulla sua collezione. «Si definiva antropologo culturale e la sua curiosità rifletteva la sua gioia di vivere ed il suo particolarissimo approccio con l’arte.

 

daverio biliardino

Aveva grande disponibilità con chiunque lo avesse avvicinato, da tutti traeva qualche spunto, aveva una bulimia anche nell’acquisto di ogni oggetto che potesse suscitargli un interesse, fosse un quadro, un libro, una scultura, un abito o un souvenir…

 

l eleganza di philippe daverio (3)

Amava molto le botteghe degli antiquari, le visitava ovunque andasse, ma amava anche i mercatini minimi, dove trovava la “storia dell’uomo”. Da questa bulimia è nata la sua folle collezione.

 

Era attorniato da oggetti curiosi, importanti, enigmatici, insoliti… che ora vanno all’incanto per sostenere la sua immensa biblioteca, che rispecchia la personalità oltre che la cultura che Philippe impersonava».

 

Bulimia dell’acquisto, istinto, curiosità in ogni cosa. Ed eccola quindi la joie de vivre di Philippe Daverio, che non ha mai avuto paura di osare. Ci sono vasi colorati ed eterogenei accostati agli oggetti in vetro, marmo e ceramica di Ettore Sottsass, come il portafrutta modello Gaya (stima: 1.200 – 1.500 euro); ci sono un ritratto realizzato da Panciroli, un Jukebox del 1957, l’Automobile in bronzo dell’artista Armando Riva; e ancora le vetrine in legno provenienti dall’arredo di Piero Portaluppi per Casa Gadda (stima: 4.500 – 5.500 euro), che il critico ha sapientemente mescolato con gli arredi Liberty di inizio ’900 e con i mobili di gusto francese.

daverio varie2

 

C’è tutto un universo, tra gli oggetti di Daverio, ci sono quegli azzardi di mondi lontani che si incontrano, collidono e poi, chissà come, si incastrano alla perfezione. «Amo il gioco, l’amore, i libri, la musica, la città e la campagna, infine tutto!», questa frase di Jean de la Fontaine lo descrive davvero alla perfezione.

 

Non solo Daverio: le collezioni di Cesare e Gina Romiti e del Capitano di Fregata Giuseppe Orlando

Ma le sorprese de Il Ponte non finiscono qui. Tra gli arredi e i dipinti antichi che sfileranno a Palazzo Crivelli, anche la ricchissima collezione di Cesare e Gina Romiti. Lui, ex amministratore delegato della Fiat e presidente di Rcs, lei, carattere forte e deciso, sempre pronta ad aiutare i meno fortunati. Una coppia devota alla raffinatezza e all’armonia, da ricercare in parte nel passato – tra gli obelischi, le colonne e gli arredi intarsiati – e poi qui, nel presente, con quei dipinti che incontreremo anche all’asta di Arte Moderna e Contemporanea, a fine maggio.

 

pseudo salini natura morta collezione romiti

«Le case di Roma, Milano e Cetona erano, per la coppia, come fogli bianchi in cui lasciare di volta in volta traccia di ciò che andava incontro al loro gusto», spiegano da Il Ponte, «sia che provenisse dal suggerimento dell’amico antiquario, che dalla visita alla galleria nota e abituale». Qualche esempio? L’olio su tela di Pietro Barucci dal titolo Fori romani (stima: 1.800 – 2.200 euro), due preziosi obelischi attribuiti a Wilhelm Hopfgarten e Benjamin Ludwig Jollage (stima: 5.000 – 6.000 euro) e una natura morta di Pseudo Salini (stima: 14.000 – 16.000 euro), tutti pronti a passare di mano con l’incanto di aprile.

PHILIPPE DAVERIO

 

 

versatoio con bacile in argento e vermeille con stemma degli zar

daverio patrizia medaildaverio varie1

 

 

l eleganza di philippe daverio (2)PHILIPPE DAVERIOphilippe daverio

daverio sottsassobelischi in bronzo cesellato e dorato di hopfgarten e jollage, colelzione romiti ettore sottsass, vaso erinna ettore sottsass portafrutta modello gaya piero portaluppi, coppa di vetrine in legno di rovere collezione daverio

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...