galleria borghese lucio fontana

UN MARZIANI A ROMA - ORO E CERAMICA SI BACIANO ALLA GALLERIA BORGHESE GRAZIE A LUCIO FONTANA: CI SONO TAGLI E BUCHI DEL MAESTRO ITALOARGENTINO CHE NEL DOPOGUERRA CAPÌ LA QUARTA DIMENSIONE DEL QUADRO: QUELLA OLTRE LA TELA, OLTRE LA SUPERFICIE DELLE APPARENZE - ORO E GALLERIA BORGHESE:  NULLA VARCA IL TEMPO E LO SPAZIO COME LA LEGA DELLE LEGHE, L’UNICA CHE IN LINGUA INGLESE (GOLD) CONTIENE LA PAROLA DIO (GOD)…

Gianluca Marziani per Dagospia

 

galleria borghese lucio fontana

 

Andare alla Galleria Borghese un sabato mattina di maggio, quando la Roma storica ti circuisce con una stramba primavera che si fa desiderare come diva capricciosa. Tornare, per l’ennesima e mai identica volta, nella più totale delle opere totali, una (ex) dimora privata che dal 1902 è installazione di pubblico respiro, anatomia muscolare che si esprime su pavimenti, pareti, soffitti, porte e mobilio, praticamente un’opera unica senza zone indecise, senza bianco legittimo. E poi, dulcis non certo in fundo, vagare davanti ad una quadreria spaventosamente qualitativa, parente legittima del complesso scultoreo che carezza la pelle del Paradiso quando a parlare sono Bernini e Canova, i divini chirurghi plastici del marmo bianco, i maestosi artefici del battito cardiaco dentro la pietra scolpita.

 

galleria borghese lucio fontana 9

Entrare alla Galleria Borghese con mia moglie Elena, zigzagando tipo doppia elica del DNA, io e lei come flussi andamentali di quattro occhi che montano la propria sequenza ideale, scelgono dettagli, aggregano emozioni. Avvicinarsi a distanza di close-up e captare il sostenibile fascino del frammento: il piede berniniano che calza un sandalo già moderno, le pieghe gommose del materassino sotto le natiche della Paolina, le foglie attorno alla Dafne berniniana, gli spunti da fantascienza di due piccoli Canaletto, il quid anatomico di un ermafrodito dormiente… dettagli su dettagli che ti attendono, silenti e borgesiani (da Borges scrittore e non Borghese), per essere captati da occhi investigativi tra il Simenon urbano e il Proust olfattivo, allarme e vigilanza permettendo.

galleria borghese lucio fontana 4

 

Vagare, come mercurio sul vetro, tra i due piani di un percorso museale perfetto, un rapimento dei sensi che definisce le atmosfere di questo teatro olistico delle arti antiche. L’architettura che si fa scultura, la pittura che si fa scultura del paesaggio, la scultura che si fa carne viva… a dirigere l’orchestra, senza bacchetta ma con spiccata empatia, c’è Anna Coliva dei miracoli professionali, madame strategica e amorevole che ha portato sentori di perfezione in uno dei patrimoni del Pianeta.

 

Scovare, tra le quadrerie esistenti, gli inserti temporanei di un Lucio Fontana nelle tinte dell’oro. Ci sono tagli e buchi del maestro italoargentino (1899-1968) che nel Dopoguerra capì la cosa più importante di tutte, ovvero, la quarta dimensione del quadro: quella oltre la tela, oltre la superficie delle apparenze, dimensione simbolica in cui il cosmo apriva l’occhio alle risposte senza domande, ai misteri oltre le risposte, alla trascendenza dentro ogni domanda.

 

galleria borghese lucio fontana 23

Cresce da tempo la combinazione tra edifici antichi e arte contemporanea, un modello curatoriale portato avanti da musei come Castello di Rivoli o Palazzo delle Papesse, nonché dal sottoscritto nel Piano Nobile di Palazzo Collicola Arti Visive, il museo spoletino (che ho diretto dal 2009 al 2019) in cui ho collegato le sale aristocratiche alle spirito installativo del presente. Qui alla Galleria Borghese il caro Fontana non è il primo e non sarà certo l’ultimo incontro tra gli esiti di un passato megalitico e l’eccellenza di un Novecento d’avanguardia. Signore e Signori, a Voi cinque tagli, taglio singolo, tagli e buchi, tagli su telaio tondo, buchi come voragini, tagli su formati tipici e atipici, tipologie variabili con le gamme d’oro come corollario metaforico dell’ultraterreno.  

 

Oro: la lega più amata dalle aristocrazie e dai potenti, il colore tematico del Barocco, la cromia degli arredi sacri, tinta che connette le figurazioni secolari all’intuizione milanese di Fontana. Oro oltre l’ora: perché nulla varca il tempo e lo spazio come la lega delle leghe, l’unica che in lingua inglese (gold) contiene la parola Dio (God). Oro e Galleria Borghese: un matrimonio finché apocalisse non li separi, racconto dei racconti che ci fa giocare con il tempo mentre inventiamo i nostri spazi dentro la geometria euclidea del luogo.

 

galleria borghese lucio fontana 22

Assieme ai quadri in oro anche diversi crocifissi in ceramica, pensati come solo Fontana e Leoncillo sapevano fare negli anni Cinquanta e Sessanta. Il tema iconico produce drammaturgia espressiva: Cristo si fonde con la croce, la materia unisce corpo e simbolo, un flusso atomico che somiglia ai video di Chris Cunningham (realizzati per Aphex Twin) in cui si deformano i corpi sotto l’effetto di velocità lisergiche. Fontana ha oltrepassato le barriere della figurazione, sfibrando la forma d’origine, superando le soglie della percezione. Oro e ceramica si baciano alla Galleria Borghese: per un breve periodo assumono la natura policroma del posto, disponendosi con mimesi e generosità, in modo elegante e sinuoso, senza innervosire uomini e dei che qui vivono con fissa dimora.   

 

galleria borghese lucio fontana 2

Scipione Borghese, se avesse posseduto una macchina del tempo, si sarebbe innamorato del contrappunto pittorico in esclusivo oro. Mi immagino una scena del genere: il Cardinale che subito storce la bocca, indeciso se far internare l’artista o studiarlo come fenomeno alieno; poi Fontana che spiega l’andamento delle arti nell’Ottocento, l’arrivo dei futuristi e di Duchamp ad inizio Novecento, l’invenzione di Metafisica e Surrealismo, la diffusione delle astrazioni e della cultura informale, per arrivare agli esiti di un quadro tagliato, in proiezione verso luoghi utopici che si connettono ai culti esoterici tanto amati dalle aristocrazie.

 

Quadri che non raccontano generi, che non ritraggono nobili o figure sacre, che alle nature morte preferiscono le nature del mondo interiore. Opere di metafisica vertigine e universale energia alchemica, quasi a ricongiungersi con l’uovo di Piero della Francesca, con le aureole minimaliste di Caravaggio, coi pavimenti geometrici del Perugino, con le architetture alchemiche di Raffaello…

galleria borghese lucio fontana 1

 

Seguire Scipione mentre si lascia convincere da Fontana ad allestire diversi concetti spaziali nella sua villa delle meraviglie. Uscire dalla Galleria Borghese assieme ai due, camminando dietro di loro, spiando le loro (im)possibili elucubrazioni… seguirli fino alla Casa del Cinema, ascoltando Fontana che parla prima di fotografie e poi di film su pellicola, al punto da far tremare il passo del Cardinale, ormai sgomento davanti alla previsione di un futuro già nostro. Voglio immaginare Scipione rapito dal progresso, talmente ubriaco di novità da chiamare a corte Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Ettore Scola, Mario Monicelli, Luigi Comencini, Dino Risi, Marco Ferreri…  

 

Tornare verso casa, io ed Elena, uguali a prima ma un pochino diversi, appena migliori di qualche ora fa. Perché la Bellezza è semplicemente così: non te ne accorgi ma ti lavora dall’interno, circola tra sensi ed emozioni, rilasciando frammenti di luce e scie di colore. Scusate ma ora devo proprio andare, vedo che Elena sta parlando con Fontana e non voglio perdermi cosa ci dirà su Scipione Borghese…

Gianluca MarzianiGianluca Marzianigalleria borghese lucio fontana 30

 

Ultimi Dagoreport

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO YANKEE A ROMA DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE”, IL “MAGA”-FONO IN ARRIVO IN ITALIA NEL 2027, CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO E SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE ROMA ALEGGIANO NUVOLONI NERI. IL MOTIVO? TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...