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MOGLIE E BEUYS DEI PAESI TUOI - PER I CENTO ANNI DELLA SUA NASCITA, LA GERMANIA LO CELEBRA COME UNO DEI PIÙ CELEBRI ARTISTI DEL DOPOGUERRA, VISIONARIO E DISSACRANTE, ECCENTRICO E RIVOLUZIONARIO. MA JOSEPH BEUYS, ALL'INIZIO DEGLI ANNI SETTANTA, QUANDO AVEVA FONDATO L'”ORGANIZZAZIONE PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA E IL REFERENDUM”, SI FACEVA SCRIVERE I DISCORSI DA UN EX UFFICIALE DELLE SS CHE NEGAVA LA SHOAH E DAL QUALE NON HA MAI PRESO LE DISTANZE. DI PIÙ, NEL 1976 BEYUS SI CANDIDÒ COME CAPOLISTA DI UN PICCOLO PARTITO DI ESTREMA DESTRA NAZIONALISTA…

Paolo Valentino per “La Lettura - Corriere della Sera”

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Per i cento anni della sua nascita, la Germania lo sta celebrando come padrino del presente e anche del futuro. Il suo impegno ecologista, che nel 1979 lo portò a essere tra i fondatori dei Verdi, lo rende incredibilmente attuale oggi che i Grünen candidano una donna alla cancelleria federale.

 

Ma soprattutto Joseph Beuys è stato uno dei più celebri artisti tedeschi del dopoguerra, visionario e dissacrante, eccentrico e rivoluzionario nei temi, nei materiai, nello stile di vita. Decine di mostre, manifestazioni e seminari vengono dedicati in questi mesi alla sua figura e ai suoi lavori.

 

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Nei giorni scorsi anche l' ambasciata tedesca a Roma, in collaborazione con l' Accademia Villa Massimo, ha organizzato un panel digitale dal titolo Sguardi incrociati sui 100 anni di Beuys , cui hanno preso parte Tabea Roßner e Rossella Muroni, deputate rispettivamente al Bundestag e a Montecitorio, l' architetto Gustav Düsing, l' artista Leone Contini, con la moderazione di Niklas Maak, che insegna all' Accademica di Belle Arti di Francoforte sul Meno.

 

Ma il secolo di Beuys, considerato da alcuni un artista di importanza almeno pari a quella di Andy Warhol, è anche l' occasione per una rivisitazione storica meno generosa e onorevole per l' uomo in cappello e gilet, che amava provocare con frasi del genere: «Io penso col ginocchio».

Nel mirino non sono solo la sua entusiastica adesione alla Hitlerjugend nel 1936 o il suo arruolamento volontario nella Luftwaffe nel 1941, cose già risapute.

 

A far discutere sono le sue dubbie frequentazioni all' inizio degli anni Settanta, quando aveva fondato l'«Organizzazione per la democrazia diretta e il referendum» e si faceva scrivere i discorsi da un ex ufficiale delle SS, tale Georg Haverbeck, che negava la Shoah e dal quale non ha mai preso le distanze.

 

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 Di più, nel 1976 Beyus si candidò come capolista di un piccolo partito di estrema destra nazionalista, la «Comunità d' Azione dei Tedeschi indipendenti», sia pure senza successo. Grosse perplessità sollevano la sua passione per l' occultismo e le critiche al parlamentarismo, atteggiamenti che secondo Hans Peter Riegel, autore di una biografia di Beuys, ne farebbero un antesignano dei movimenti negazionisti e complottisti come l' attuale Querdenken, pensiero laterale, che accusa il governo federale di aver ordito una finta pandemia. Riegel ricorda che Beuys si è sempre ispirato all' antroposofia di Rudolf Steiner, il cui esoterismo non era estraneo a elementi völkisch , etnici se non addirittura razzisti.

 

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Senza nulla togliere ai meriti artistici, fra gli altri quello di aver fatto dell' arte un tema della conversazione nazionale a ogni livello della società tedesca o di aver trasformato Kassel, con i suoi Documenta, nella città simbolo dell' arte contemporanea, Beuys rimane una figura controversa e piena di contraddizioni. «Illustratore, scultore, artista d' azione, eccentrico e purtroppo anche talentuoso populista», lo definisce «Der Spiegel». Ed è giusto ricordarlo anche nell' anno della sua non infondata glorificazione.

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