pollock lee krasner

NON CHIAMATELA SIGNORA POLLOCK – LEE KRASNER, MOGLIE DELL'ARTISTA, È STATA ESPONENTE DI SPICCO DELL'ESPRESSIONISMO ASTRATTO: “ERO UNA DONNA, EBREA, VEDOVA, UNA FANTASTICA PITTRICE, E FORSE UN PO' TROPPO INDIPENDENTE. L'UNICO ASPETTO CHE NON AVEVO CONTRO ERA DI NON ESSERE NERA..." - BONAMI: "SE POLLOCK APPARTIENE AL GRUPPO DEI “POLVEROSI”, LA MOGLIE E’ STATA CAPACE DI RESISTERE AL TEMPO..."

Francesco Bonami per “la Repubblica”

 

pollock

In occasione della sua prima mostra in un museo americano, il Whitney di New York, nel 1973 all' età di 65 anni, la pittrice Lee Krasner diceva: «Mi è capitato di essere la "signora Jackson Pollock", una cosa impegnativa. L' unico aspetto che non avevo contro era di non essere nera. Ero una donna, ebrea, vedova, una fantastica pittrice, e forse un po' troppo indipendente».

 

Per una donna, finché non arrivò il femminismo, essere un' artista non era un mestiere semplice. Se ancora oggi il machismo, nonostante il tornado #metoo, nel mondo dell' arte funziona abbastanza efficacemente figuriamoci negli anni '50 o '60. Essere la signora Jackson Pollock, ovvero la moglie di colui che aveva inventato la tecnica del "dripping" - sbrodolature di colore sulla tela appiccicata direttamente al pavimento - , era allora per una pittrice il miglior cavallo di Troia per farsi notare da galleristi, critici e collezionisti.

 

pollock krasner

Un meccanismo che, va detto, ancora oggi purtroppo funziona. Lee Krasner, nata nel 1908 a Brooklyn, nel 1936, durante un ballo organizzato da una scuola d' arte, incontra un giovane artista ubriacone: Jackson Pollock che tredici anni dopo, nel 1949, comparirà sulla copertina della rivista Life , a soli 37 anni.

 

Una consacrazione, la sua, se è vero che, in quegli anni, comparire su Life era come essere invitati oggi ad Amici della De Filippi: un vero e proprio picco di notorietà. Lee Krasner capì subito che il giovanotto alcolizzato aveva talento e, realista più del re, decise di mettersi al suo servizio tentando di controllarne gli eccessi e spronandolo a concentrarsi sulle gocce di colore da buttare sulla tela anziché su quelle rimaste nella bottiglia di whisky.

 

pollock e lee krasner

Per trascinarlo via dalla Cedar Tavern dove Pollock andava ad ubriacarsi con i colleghi dell' espressionismo astratto americano - Rothko, De Kooning, Newman - la Krasner lo convinse ad andare a vivere negli Hamptons, oggi luogo molto glamour, ma in quegli anni sorta di esilio sperduto lontano dalle tentazioni di Manhattan.

 

Anche Lee Krasner avrebbe dovuto, di diritto, fare parte del movimento dell' espressionismo astratto, ma era appunto una donna e quel club di soli maschi gliene vietò l' accesso. E questo nonostante la sua pittura, carica di spiritualità e di energia, ovvero degli elementi tipici del movimento, fosse di ispirazione allo stesso Pollock, come sostengono alcuni.

 

POLLOCK 1

Oggi il Barbican Art Center di Londra dedica a questa artista una grande e bellissima mostra curata da Elaine Dairne (fino al primo settembre) che corregge le ingiustizie della storia e fa capire come la signora Pollock fosse un' originale e potente artista che nulla aveva da invidiare ai compagni maschi. La storia dell' arte contemporanea, oltre ad essere fatta principalmente da uomini, è una storia dove alcune singole idee, anche una sola come quella di Pollock, sono spesso maggiormente riconosciute rispetto a energie e visioni meno immediate, ma forse più durature.

lee krasner

 

La Krasner aveva questo tipo di energia ed il tempo ora le rende giustizia mettendo le sue opere in quella categoria che io definisco "Patina" salvandole da quella che invece si chiama "Polvere". Ci sono grandissimi artisti, Pollock in primis, che pur essendo stati fondamentali per la storia dell' arte, appartengono al gruppo dei "polverosi". Ovvero quelli le cui opere sono strettamente legate al periodo in cui sono state realizzate.

 

lee krasner 5

Oggi un' opera di Pollock ci appare datata. Altri artisti invece creano opere forse meno efficaci nell' immediato, ma che con il tempo accumulano un patina capace di liberarle dal tempo. È il caso di Lee Krasner. Un suo quadro potrebbe essere stato dipinto ai tempi del futurismo di Balla, e infatti lo ricorda, come lo scorso mese. C' è in Lee Krasner una freschezza che molte opere dei suoi contemporanei non hanno più. Peccato che la povera Krasner abbia potuto godersi poco la sua "patina" dovendo subire, fino al 1956, la prepotenza, le angherie e i tradimenti del marito. Pollock, l' 11 agosto di quell' anno, dopo qualche bevuta di troppo, andò a schiantarsi con l' auto uccidendo nell' incidente se stesso e anche una passeggera.

 

lee krasner 3POLLOCK

Tragedia e benedizione per Lee Krasner che, a quel punto, potè trasferire il proprio studio dalla soffitta di casa nel famoso fienile dove l' ormai defunto marito aveva composto i propri capolavori. Lì le sue pitture aumenteranno di dimensioni e diventeranno ancora più potenti. Insonne, lavorerà solo di notte con la luce artificiale ed è per questo che i colori utilizzati saranno sempre pochi: nero, bianco, qualche rosso e molte variazioni di marrone, non volendo essere legata alla schiavitù della luce naturale. Oggi Lee Krasner è una delle figure essenziali di quel periodo della storia dell' arte che ha messo gli Stati Uniti nella mappa del mondo dominato, fino alla fine degli anni '50, dall' Europa ed in particolare da Parigi. Grazie a lei il tempo da galantuomo è diventato nobildonna.

Francesco Bonamifrancesco bonami

lee krasner 20pollock drip paintingPOLLOCKmosaico di pollockpollocklee krasner 1

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...