wilson big

ROBERT WILSON, OGGI COME 44 ANNI FA - PER CELEBRARE I SUOI 80 ANNI, IL FOLLE E GENIALE VIDEOARTISTA AMERICANO RIPORTERÀ AL TEATRO GOLDONI DI VENEZIA UNO DEI MITI DELLA SUA LEGGENDARIA CARRIERA, "I WAS SITTING ON MY PATIO" DEL 1977: "IL PRODOTTO RESTA LO STESSO MA, AL CONTEMPO, È ANCHE DIVERSO. NOI ARTISTI DI TEATRO SIAMO COSTRUTTORI DI TEMPO E DI SPAZIO. NON HO LA MINIMA IDEA SE I MIEI SPETTACOLI SCANDALIZZINO QUALCUNO. SE NON COPI GLI ALTRI NON SARAI MAI IN GRADO DI REALIZZARE CIÒ CHE SEI"

Paolo Scotti per “il Giornale”

 

robert wilson 5

Lo spettacolo che lo rivelò, Einstein on the Beach, durava cinque ore e mezza. Civil Wars dodici, Ka Mountain addirittura 24, ma moltiplicato per sette (e fu allestito in cima ad una montagna in Iran).

 

Gli spettacoli di Robert Wilson non sono spettacoli, sono esperienze. Non si possono raccontare. E questo è forse il massimo complimento che si possa far loro: è stato infatti questo folle e geniale videoartista americano ad inventare performance che non sono prosa, né arte, né danza ma tutto questo assieme, in un mix d'imponderabile originalità, perché frutto d'una visione soltanto sua.

 

robert wilson 4

Enorme interesse, quindi, ha suscitato la notizia che, per celebrare i suoi 80 anni, dal'11 al 14 Wilson riporterà al teatro Goldoni di Venezia diretto da Giorgio Ferrara uno dei miti della sua leggendaria carriera: quel I was sitting on my patio che lo stesso regista interpretò nel 1977 assieme a Lucinda Childs, e che oggi ha affidato a Christopher Nell, del prestigioso Berliner Ensemble, e a Julie Shanahan, del celebre Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch.

 

Mister Wilson: come ha fatto a ricostruire uno spettacolo che nel 1977 fu definito «magico e irripetibile»?

«Sulla base di una pessima registrazione in videocassetta, e su vari appunti tratti dal mio archivio. Il protagonista, Christopher Nell, fa praticamente le stesse cose che facevo io, ma è un interprete molto diverso da me. Così ho cercato di adattare il materiale originale alla sua personalità. Anche Julie Shanahan ha lavorato ai videotape assieme a Lucinda, e insieme hanno ricostruito, adattandoli, tutti i suoi movimenti».

 

robert wilson 3

Riprendere uno spettacolo di quarant'anni fa significa che le convenzioni teatrali contro cui lei si scagliava allora ancora resistono? E che la sua forza di rottura è rimasta intatta?

«Significa solo che abbiamo interpreti odierni per un lavoro di quarant'anni fa. Quindi il prodotto resta lo stesso ma, al contempo, è anche completamente diverso».

 

La visualità è fondamentale nei suoi spettacoli. C'è un artista che più di altri ha ispirato il suo stile?

«Anche se siamo completamente diversi, il grande coreografo George Balanchine mi ha ispirato molto. E poi sono sempre suggestionato dai film in bianco e nero anni '30 e '40».

 

Le sue opere si basano spesso sulla dilatazione del tempo - azioni eseguite come al rallentatore - e sull'assenza pressoché totale di dialoghi, solo effetti sonori e musicali. Si dice che quest'attitudine le derivi dall'insegnamento di teatro che guarì la sua balbuzie di ragazzino proprio grazie allo slow motion.

«Noi artisti di teatro siamo costruttori di tempo e di spazio. Sono due elementi essenziali: ad essi ricorrono tutti, in teatro».

 

robert wilson 2

Nel suo lavoro sull'Inferno di Dante cosa l'ha più sedotta di più dell'immaginario visivo del sommo poeta?

«Quello che ho percepito leggendolo. Il mio lavoro è sempre basato su qualcosa che sento, o che vedo, davanti a un soggetto».

 

Nel tempo lei ha collaborato con interpreti molto diversi: da star come Michail Barysnikov, Brad Pitt o Lady Gaga, ad attori letteralmente «presi dalla strada». Con chi si è trovato meglio?

«Chiunque sia in confidenza con sé stesso può entrare in relazione con un pubblico».

 

robert wilson 6

Gli italiani la conobbero nel 74, a Spoleto, con A letter for Queen Victoria. Dopo sei ore di spettacolo metà platea applaudiva in delirio, l'altra metà dormiva. Le sue esibizioni scandalizzano ancora qualcuno, oggi?

«Non ho la minima idea se i miei spettacoli scandalizzino qualcuno. In realtà non ci penso mai».

 

Quarant'anni fa di Robert Wilson ce n'era uno solo. Oggi molti registi cercano di essere Robert Wilson. Conosce i lavori di Robert Carsen, Damiano Michieletto, Emma Dante?

«Conosco il lavoro di Robert Carsen. È un amico, e ammiro quello che fa. Del resto copiare è un modo per imparare. Lo faceva anche Matisse. Se non copi gli altri non sarai mai in grado di realizzare ciò che sei».

Ultimi Dagoreport

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)