valentino giammetti claudia schiffer al four seasons

L'ULTIMA STAGIONE DEL FOUR SEASONS - NEW YORK DICE ADDIO AL RISTORANTE DEI PRESIDENTI, LUOGO DI CULTO DI BANCHIERI, STAR E GURU DI WALL STREET: ''DOPO QUASI 60 ANNI CI ARRENDIAMO'' - IL CONCETTO DI ''POWER LUNCH'' ERA NATO LÌ, DOVE SI ATTOVAGLIAVANO TIPINI COME KISSINGER E ANNA WINTOUR, E DOVE UNA PATATA BOLLITA COSTAVA 40 DOLLARI. ENTRANDO TROVAVI UN ARAZZO DI PICASSO, MA LA SUA FINE È INIZIATA CON…

Paolo Mastrolillli per “la Stampa

 

seagram building

Se un giorno a pranzo ti trovavi seduto fra Henry Kissinger, l' architetto Philip Johnson, il banchiere fondatore di Lehman Brothers Peter Peterson, l' editore di Randon House Jason Epstein, la mitica direttrice di Vogue Anna Wintour, la modella Heidi Klum, il designer Oscar de la Renta, e magari il potentissimo e disgraziato produttore cinematografico Harvey Weinstein, in fondo eri stato sfortunato.

 

Perché dall' anno della sua fondazione, 1959, tutti i presidenti degli Stati Uniti eccetto Nixon hanno mangiato almeno una volta al Four Seasons. Ma siccome «tutte le cose buone prima o poi hanno una fine», come ricordava saggiamente il capo del Pentagono Donald Rumsfeld, anche questa leggenda newyorchese ha conosciuto la sua. Domani, infatti, il ristorante che aveva coniato il termine «power lunch», pranzo dei potenti, chiuderà per sempre, dopo il fatuo tentativo di rinascere in una sede diversa dall' originale del Seagram Building.

 

niccolini e kissinger al four seasons

Quando la famiglia Bronfman aveva costruito questo grattacielo progettato dal fondatore della Bauhaus Mies van der Rohe, ancora oggi meta di pellegrinaggio per gli architetti di mezzo mondo che lo considerano il paradigma del modernismo, Jerome Brody aveva convinto i proprietari che un ristorante avrebbe aggiunto prestigio e valore alla proprietà.

 

Ma non un ristorante qualunque. Uno progettato da Philip Johnson, dove entrando passavi davanti all' arazzo di Pablo Picasso «Le Tricorne», e nel menù trovavi stravaganti sofisticatezze, ma anche una semplice patata bollita accompagnata da una bottiglia di olio, al modico prezzo di 40 dollari. In altre parole, un' icona delle città che ambiva a diventare l' icona della modernità globale.

le tricorne picasso

 

Aprire il Four Seasons era costato 4,5 milioni di dollari, l' equivalente di circa 40 milioni di oggi, perché il gestore Joseph Baum non sapeva badare a spese. La sua ambizione era niente di meno che fondare la nuova cucina americana, «perché non siamo francesi». Così aveva introdotto concetti come quello dei prodotti organici forniti da piccole fattorie, allora rivoluzionario. Il menù poi, così come il decoro della «Pool Room» e la «Grill Room», cambiava col mutare delle stagioni.

 

le tricorne picasso

La vera rivoluzione però era avvenuta nel 1973, quando la gestione era passata ai giovani Alex von Bidder e Julian Niccolini. Erano stati loro a trasformare il Four Seasons da ristorante in luogo di culto, dove chiunque volesse contare qualcosa a New York doveva farsi vedere. Per descrivere il concetto, nel 1979 Lee Eisenberg aveva pubblicato un articolo su Esquire intitolato «America' s Most Powerful Lunch», e Michael Korda ne aveva aggiunto uno sul Times in cui spiegava che «Le Plat du Jour is Power».

 

ristorante del four seasons a new york

Il vero piatto servito ogni giorno al Four Seasons era il potere, consumato dai commensali attraverso gli accordi politici, economici, culturali, conclusi a tavola. L' idea del «power lunch» era nata, e tutto il mondo avrebbe cercato di imitarla.

 

Era il tempo migliore e il tempo peggiore, come avrebbe commentato Dickens, e la svolta era avvenuta alla vigilia degli attentati dell' 11 settembre 2001. L' anno prima Aby Rosen aveva comprato il Seagram, decidendo che era venuto il momento di cambiare. Come prima cosa aveva sfrattato «Le Tricorne», spostato alla New York Historical Society, e nel 2016 aveva lasciato scadere il contratto di affitto del Fours Seasons. Von Bidder e Niccolini hanno cercato di riaprirlo sulla 49esima strada, ma non ha funzionato.

julian niccolini

 

 I tempi sono cambiati, e un' accusa di molestie sessuali ha costretto Niccolini a lasciare. Così l' altro giorno von Bidder ha mandato questo messaggio ai dipendenti: «Con rimpianto, dopo quasi 60 anni, il Four Seasons Restaurant chiuderà la settimana del 10 giugno. Purtroppo non ce l' abbiamo fatta. Il mondo della ristorazione è cambiato».

il bar del four seasons

E con esso New York. Come sempre accade, perché questa è insieme la sua natura e la sua grandezza.

seagram building four seasonsristorante del four seasons a new yorkristorante del four seasons a new yorkseagram buildingristorante del four seasons a new yorkvalentino giammetti claudia schiffer al four seasons

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