camping glamping campeggio campeggi

IL CAMPEGGIO È DIVENTATO UN LUSSO – IN FRANCIA I CAMPING POPOLARI SONO SEMPRE MENO E VENGONO SOSTITUITI DA HOTEL EN PLEIN AIR DOTATI DI TUTTI I COMFORT – LO CHIAMANO “GLAMPLING”, DALL’UNIONE DI GLAMOUR E CAMPING, E LA QUESTIONE STA DIVENTANDO POLITICA, COMPLICI I GILET GIALLI: I POVERI RINUNCIANO AD ANDARE IN VACANZA MENTRE I RICCHI SI PAPPANO ANCHE L’ULTIMO RESIDUO DI ALLOGGIO POPOLARE – LA PRIMA PAGINA DE “LE PARISIEN”

 

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

franck dubosc camping 1

«Allora, aperitivo per tutti? ». È il re del campeggio, con la sua maglietta attillata sopra allo slip e alle infradito, il Pastis sempre a portata di mano da servire nelle stoviglie di plastica sui tavolini pieghevoli davanti alla tenda. L' attore Franck Dubosc, protagonista della fortunata commedia Camping , incarna il prototipo del francese che passa le sue vacanze tra sacchi a pelo, nuvole di fumo del barbecue, file per le docce collettive, borse del ghiaccio trascinate in spiaggia, liti con i vicini per un metro di ombra, senza mai perdere il buonumore.

 

la prima pagina de le parisien sulla fine dei campeggi popolari

Una passione nazionale come dimostra il successo del film uscito nel 2006, poi replicato in vari sequel. Dubosc, alias Patrick Chirac, ha però trovato un nemico: il glamping , neologismo tra camping e glamour, ovvero la tendenza a trasformare le semplici piazzole per sosta libera in "hotel en plein air", alberghi all' aria aperta. I gestori dei 7.800 campeggi - la Francia ha il parco più numeroso in Europa - si sono lanciati in una corsa a offrire nuovi servizi, dagli acquapark ai bungalow ecologici, diventando dei villaggi vacanze, aumentando i prezzi e quindi escludendo buona parte della storica clientela. «È la fine del campeggio popolare» titola in prima pagina le Parisien .

franck dubosc camping 3

 

A lanciare l' allarme è l' istituto di ricerca Fondation Jean Jaurès, dal nome di uno dei fondatori del socialismo francese, segno che si tratta di un problema tutt' altro che futile. Nel rapporto annuale appena pubblicato l' istituto spiega come la maggioranza dei francesi delle classi medie e basse non potrà partire in vacanza quest' estate. Colpa anche dell' imborghesimento dei campeggi che da qualche anno hanno diminuito le piazzole in libera sosta, glorioso simbolo del turismo all' aria aperta.

glamping 8

 

Dati alla mano, il rapporto censisce il declino dei campeggi più economici, quelli con una o due stelle, dove si può pagare la postazione anche meno di venti euro a notte. Oggi rappresentano meno del 25 per cento dell' offerta complessiva, rispetto al 60 per cento di qualche anno fa. Altro duro colpo è l' obbligo imposto da molti gestori di pernottare almeno una settimana, cancellando il mito del campeggiatore nomade che si sposta liberamente tra amene località. Insomma, anche in questo caso si rafforza l' opposizione tra popolo ed élite. «Vediamo una frattura sociologica molto profonda » spiega Jérémie Peltier che ha realizzato la ricerca per la fondazione Jean Jaurès.

glamping 9

 

Il popolare "Camping Flots Bleus" vicino alle spiagge di Arcachon dove Dubosc passava le sue vacanze con poche centinaia di euro sta scomparendo, vittima non solo dell' imborghesimento degli standard ma anche della concorrenza globale. Le offerte "all inclusive" per andare su un' isola in Grecia o sul litorale spagnolo possono diventare più convenienti che passare una settimana in tenda sulla Costa Azzurra.

 

camping flots bleus 3

La questione è molto più politica di quel che sembra. Nelle disparità sulle vacanze si ritrovano anche divisioni della cartina elettorale, come la contrapposizione tra gli abitanti delle grandi città, dove quasi il 40 per cento si permette il lusso di andare all' estero durante l' estate, contro appena il 25 per cento nelle zone rurali. Secondo la fondazione Jean Jaurès la rinuncia alle vacanze è più forte nel movimento dei gilet gialli che ha protestato contro Emmanuel Macron negli ultimi mesi.

 

franck dubosc camping 2

Il rapporto cita alcune testimonianze di manifestanti, come quella di Joseph, un idraulico del Sud, sceso in piazza con la casacca gialla perché è in profondo rosso già a metà del mese e «non fa vacanze da anni». Danielle, operaia in pensione in Lorena, racconta: «Con mio marito, una volta che abbiamo pagato le bollette non ci resta niente. Alle vacanze non ci pensiamo nemmeno. Per fortuna abbiamo un giardino». Forse anche per questo Macron ha promesso vacanze brevi quest' estate.

camping flots bleus 4glamping 4glamping 11glamping 10franck dubosc campingcamping flots bleus 1camping flots bleus 2glamping 3glamping 2glamping 6glamping 7campeggioglamping 5

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…