crisanti vaccino

CHE INVERNO CI ASPETTA? LO SPIEGA IL MICROBIOLOGO CRISANTI: "DOPO SEI MESI LA PROTEZIONE DEL VACCINO CONTRO L'INFEZIONE CALA DAL 95 AL 40% E CONTRO LA MALATTIA GRAVE DAL 90 AL 65 - IL PICCO DELLA CAMPAGNA VACCINALE IN ITALIA C'È STATO TRA APRILE E LUGLIO, DUNQUE DA NOVEMBRE A FEBBRAIO POTREMMO AVERE PROBLEMI. PER QUESTO SERVE LA TERZA DOSE, CHE È IL COMPLETAMENTO DELLA PROTEZIONE. NON SAPPIAMO QUANTO DURI, MA IN ALTRE VACCINAZIONI VALE PER ANNI - IN INVERNO I CONTAGI AUMENTERANNO, MA IL PEGGIO CHE MI ASPETTO È LA SITUAZIONE INGLESE, CON POCHI DECESSI"

Francesco Rigatelli per "la Stampa"

 

andrea crisanti

«L'effetto Green Pass dimostra che è ancora possibile convincere a vaccinarsi, cioè salvare vite, per cui attenzione a non regalare gli impauriti ai No Vax». Per Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova, «bisogna coinvolgere le persone paurose, ansiose e fragili».

 

Il Green Pass è la spinta giusta?

«Sì ed è da sempre il suo obiettivo. L'importante è non regalare ai contestatori, che sono pochi, le persone psicologicamente fragili, che vanno recuperate senza obblighi e imposizioni».

no pass milano 5

 

Cosa pensa della polemica sui tamponi?

«Devono restare a pagamento, ma lascerei le aziende libere di offrirli ai dipendenti per non esasperare il conflitto. Poi sarebbe preferibile fare più molecolari che antigenici».

 

Meglio che niente, no?

«Sì, ma sono meno affidabili e con l'influenza che fa confusione bisogna mettere in sicurezza i luoghi chiusi. In questo senso i nuovi molecolari distinguono tra Sars-Cov-2 e influenza».

 

CODE PER FARE IL TAMPONE

L'81% degli italiani over 12 ha due dosi. È un'immunità sufficiente?

«Arrivare al 90% garantirebbe un equilibrio che con la terza dose potrebbe diventare buono, altrimenti c'è il rischio inglese».

 

Con meno vaccinati e senza mascherine viaggiano sui 40 mila contagi e 150 morti al giorno...

«È un equilibrio anche quello, ma eticamente discutibile. Temo non lo modificheranno a meno di guai sanitari. L'Italia si è vaccinata dopo, ha un'immunità ancora forte e usa le mascherine».

 

no pass milano 6

L'immunità calerà anche qui?

«Certo, studi solidi dimostrano che dopo sei mesi la protezione contro l'infezione cala dal 95 al 40% e contro la malattia grave dal 90 al 65».

 

Terza dose per tutti insomma?

«Sì, il richiamo è il completamento della protezione. Non sappiamo quanto duri, ma in altre vaccinazioni vale per anni. Certo pone ulteriori problemi sociali interni ed etici rispetto al terzo mondo, anche se dubito che questi vaccini siano utilizzabili nei Paesi svantaggiati».

 

LA TERZA DOSE DEL VACCINO ANTI-COVID

Rischiamo dei buchi nell'immunità di comunità?

«Il picco della campagna vaccinale è stato tra aprile e luglio, dunque da novembre a febbraio potremmo avere problemi. Per questo serve la terza dose».

 

In questa situazione si può pensare alla fine dell'emergenza il 31 dicembre?

«Dipende dalla tenuta dell'immunità e da quanti morti vengono ritenuti accettabili. Se l'Inghilterra non rappresenta la nostra situazione ideale bisogna mantenere le mascherine al chiuso e fare il richiamo a tutti».

LA SEDE DELL'AIFA

 

Che inverno ci aspetta?

«I contagi aumenteranno, ma il peggio che mi aspetto è la situazione inglese».

 

Secondo l'ultimo rapporto Aifa su oltre 84 milioni di dosi somministrate meno dello 0,02 per cento ha avuto effetti collaterali gravi, spesso risoltisi, e 16 sono stati i decessi correlabili. Che ne pensa?

«Numeri bassissimi che testimoniano la sicurezza dei vaccini, che non possono essere considerati sperimentali dopo miliardi di dosi».

 

massimo galli 1

Le cure possono essere motivo per non vaccinarsi?

«Le cure sono palliative ed empiriche, tanto che si muore ancora di Covid. I vaccini evitano malattia grave, ospedalizzazione e morte».

 

Un altro tema dibattuto è quello dell'origine del virus, lei che idea si è fatto?

«Non si tratta di un virus geneticamente modificato, poi difficile dire se arrivi direttamente da un animale o abbia fatto un passaggio in laboratorio, ma è indimostrabile e alla fine non cambia molto».

 

AIFA AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

Cosa pensa dell'indagine su Galli per i concorsi universitari?

«È una vicenda che mi addolora per la grande stima che provo per lui. Difficile esprimersi perché nel valutare i candidati entrano tante componenti: il valore scientifico, l'esperienza didattica, la capacità gestionale e l'interazione con i colleghi. Il sistema italiano è ipocrita e non permette di muoversi facilmente tra questi ambiti».

 

Va riformato?

«Bisogna eliminare i concorsi e premiare le università e i dipartimenti che si gestiscono meglio, ricreando quel sistema virtuoso che nel mondo anglosassone porta a cercare i migliori».

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...