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CI FACCIAMO TRACCIARE DA GOOGLE E FACEBOOK, SIAMO PRONTI A FARCI TRACCIARE DAL GOVERNO PER FERMARE IL VIRUS? - POCHE STORIE, QUANDO FINIRÀ LA QUARANTENA NON FINIRANNO I CONTAGI: TRA I MODI PER LIMITARLI  CI SONO I TAMPONI A TAPPETO E LA MAPPATURA DEI CONTAGIATI, COME STA FACENDO ISRAELE E COME HA FATTO LA COREA DEL SUD. MA CI SONO ANCHE STORIE HORROR CON GLI ''UNTORI'' PERSEGUITATI (AMANTI SCOPERTI, VITE ROVINATE)

1. ISRAELE TRACCIA GLI SPOSTAMENTI DELLE PERSONE CON I TELEFONINI

Giordano Stabile per ''La Stampa''

 

netanyahu

In Israele l' epidemia accelera, il numero dei contagiati passa da 127 a 193 in un solo giorno e Netanyahu interviene, parla alla nazione per prepararla alla battaglia, mentre il capo dell' opposizione Gantz annuncia che è pronto a entrare in un governo di unità nazionale guidato dal rivale. La curva del contagio indica che presto lo Stato ebraico potrebbe trovarsi in una situazione simile a quella italiana.

 

Il premier promette che «non solo supereremo questa crisi, sconfiggeremo il virus». Soprattutto con l' uso di «una tecnologia invasiva», cioè un software per la difesa antiterrorismo, di concezione militare, per tracciare il diffondersi del contagio e stroncarlo, anche attraverso il controllo degli spostamenti attraverso i cellulari, con l' appoggio dello Shin Bet. Una guerra cibernetica «al nemico invisibile».

 

coronavirus intelligenza artificiale mappatura

Il primo passo è però cercare di «non infettarsi e non infettare altre persone». Per questo il governo ha annunciato nuove misure. Scuole e università rimarranno chiuse fino a dopo il Passover, tutte le attività ricreative sospese e gli assembramenti oltre le 10 persone proibiti. Ci saranno anche controlli della temperatura nei supermercati. Netanyahu ha valutato tre scenari per il futuro. In quello più drastico chiuderanno tutte le aziende a parte quelle che forniscono servizi essenziali: acqua, carburanti, elettricità, gas, sanità, sicurezza. Ai militari di leva è stato ordinato di tornare in caserma, dove dovranno restare «fino a un mese».

 

Israele non ha ancora imposto il blocco dei voli, come l' Arabia Saudita, ma le norme imposte ai visitatori stranieri, che devono dimostrare di avere un posto dove stare per 14 giorni in quarantena, hanno di fatto bloccato gli arrivi.

 

coronavirus mappatura tracciatura intelligenza artificiale

Nei Paesi vicini, il Libano si prepara a una chiusura totale in stile Italia, che sarà annunciata oggi, mentre il principale focolaio di contagio resta l' Iran. Ieri i casi sono saliti a 12.729, i morti a 611. Ma la realtà potrebbe essere peggiore. Foto satellitari hanno mostrato come il cimitero di Qom abbia allestito una nuova area grande come un campo da calcio, medici parlano di «centinaia di morti al giorno», mentre le autorità hanno arrestato un noto calciatore, Mohammad Mokhtari, per aver scritto su Instagram che «le cifre ufficiali sono una piccola percentuale della verità». Anche i contagi nel Golfo stanno esplodendo: 337 in Qatar, 211 in Bahrein, 104 in Kuwait, 103 in Arabia Saudita, 85 negli Emirati.

 

 

2. CORONAVIRUS, GLI SMS DELLA COREA DEL SUD SULLE TRACCE DEI CONTAGIATI. UN GRANDE FRATELLO CHE SPAVENTA PIÙ DEL VIRUS

Katia Riccardi per www.repubblica.it del 6 marzo 2020

 

naomi campbell coronavirus

Nel tentativo di prevenire e contenere la diffusione del virus, il governo della Corea del Sud ha preso misure contestabili. Manda sms, in continuazione, dalla mattina alla sera. Un sovraccarico di informazioni sotto forma di avvisi di sms d'emergenza che oltrepassano ogni limite di privacy, includendo rivelazioni sulla vita privata delle persone infette. Un grande fratello malato e imbarazzante che sta spaventando ancora più del coronavirus.

 

Sono "messaggi di orientamento sulla sicurezza" inviati dalle autorità sanitarie e dagli uffici distrettuali di tutto il Paese. Ricordano alle persone di lavarsi accuratamente le mani, di non toccarsi il viso. Ma non solo. Tracciano i movimenti degli infetti utilizzando dati Gps, riprese delle telecamere di sorveglianza e le transazioni con carta di credito per ricreare i loro percorsi già dal giorno prima della manifestazione dei primi sintomi. Una specie di caccia al contagiato.

 

"Una donna di sessant'anni è appena risultata positiva" si legge in un sms. "Clicca sul link per vedere i luoghi che ha visitato prima di essere ricoverata in ospedale". Chi lo fa viene reindirizzato al sito di un ufficio distrettuale che elenca gli spostamenti. Gli sms non forniscono un nome ma un numero di caso, il genere e la fascia di età del contagiato. Cercando online però le query correlate includono "dettagli personali", "volto", "foto", "famiglia" o persino "adulterio". E lo stigma social ha superato la paura dell'epidemia.

coronavirus spagna 1

Il grande fratello e le storie private

Le storie sono tantissime. Un uomo sulla cinquantina, per esempio, tornato dalla provincia di Wuhan in Cina, focolaio iniziale del virus, insieme alla sua segretaria trentenne. Entrambi sono stati infettati nei primi giorni dell'epidemia. Peggio di questo però, sono stati ricoperti di insulti e accusati di adulterio. In un altro caso, riportato dalla Bbc, un sms ha riferito di un uomo di 43 anni residente nel distretto di Nowon contagiato dal suo istruttore durante un corso sulle molestie sessuali. La notifica diceva: "Era al lavoro nel distretto di Mapo e frequentava un corso di molestie sessuali. Ha contratto il virus dall'istruttore della classe". Poi una serie di messaggi a indicare i posti dove i due uomini si erano recati insieme, compreso un bar nell'area dove erano rimasti "fino alle 11,03 di notte".

 

coronavirus corea del sud tamponi a tutti

 

La donna "scoperta" e accusata di frode

In un altro sms una donna sulla sessantina, poi risultata positiva, nei suoi spostamenti avrebbe partecipato a un matrimonio e pranzato in un ristorante con gli amici nonostante risultasse recentemente ricoverata in ospedale con lesioni per un incidente d'auto. Gli utenti hanno cominciato a perseguitarla accusandola di frode assicurativa. I giornalisti le hanno dato la caccia e infine rintracciata, lei ha negato. Una persecuzione su ogni fronte. Secondo il team del professor You Myoung-soon, per i sudcoreani "le critiche e gli ulteriori danni" sono più temuti che avere il virus. Lee Su-young, psichiatra dell'ospedale Myongji di Goyang, Gyeonggi, ha dichiarato alla Bbc coreana che alcuni dei suoi pazienti "avevano più paura di essere incolpati che di morire del virus".

coronavirus corea del sud

L'uomo bersagliato di insulti per prostituzione

Un uomo di 30 anni, positivo al coronavirus, è diventato il bersaglio di insulti online per il suo comportamento sessuale dopo che le autorità hanno dichiarato in un sms che non erano stati in grado di seguirlo oltre la stazione ferroviaria principale di Seul, un'area nota per la prostituzione. L'uomo è stato preso di mira. In effetti aveva semplicemente mangiato in un ristorante nelle vicinanze, hanno poi chiarito le autorità sanitarie, scusandosi per la precedente informazione sbagliata e dovuta a un problema tecnico. Troppo tardi.

test anche ai guidatori

 

 

La persecuzione della ragazza della setta

Un messaggio riguardava una ragazza 27 anni che lavora nello stabilimento Samsung di Gumi. Diceva che alle 18,30 di sera del 18 febbraio aveva partecipato al raduno della setta religiosa Shincheonji, la più grande causa di infezioni nel paese. Il sindaco della città Jang Se-yong ha rivelato il suo cognome su Facebook. Centinaia di commenti subito dopo, residenti di Gumi nel panico: "Dicci il nome del suo condominio". Lei ha cercato di difendersi: "Per favore, non divulgate le mie informazioni personali", ha scritto in un post Fb, dicendo di essere spaventata.

sanificazione in corea del sud

I ristoranti minacciati: "Falliremo"

Gli sms non identificano i pazienti ma rivelano i nomi dei negozi e dei ristoranti che hanno visitato prima di essere testati. I ristoranti nominati vengono quindi temporaneamente chiusi, perdono i clienti, rischiando il fallimento. C'è chi se ne approfitta. Un uomo che affermava di essere stato infettato da Covid-19 ha contattato diversi ristoranti nel distretto di Mapo di Seul avvertendo che avrebbe detto di aver mangiato lì alle autorità sanitarie, e chiedendo soldi in cambio del silenzio.

 

La preghiera del padre di famiglia

in corea del sud tutti con le mascherine

Un uomo che ha contratto il virus insieme a sua madre, sua moglie e i suoi due figli ha scritto un lungo e emozionante post su Facebook chiedendo alle persone di smettere di incolparli. "Non sapevo che mia madre fosse una seguace di Shincheonji", scrive. Poi difende la moglie, un'infermiera, criticata per aver visitato così tanti posti durante il periodo di incubazione. "È vero che mia moglie si è spostata molto, ma per favore smettetela di maledirla. La sua unica colpa è quella di aver sposato uno come me, che per lavoro accompagno persone con disalibità e mi prendo cura dei bambini". "Come potevo sapere del coronavirus?". Commenti online virali più del virus, più dolorosi. Senza cura.

in corea del sud controlli anche drive in

 

paziente sospetto a daegu, corea del suddisinfestazione nella metro di seul

 

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