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HAPPY HOUR, POCO HAPPY – L’ALCOL E LE CALORIE DELL’APERITIVO CI STANNO ROVINANDO LA SALUTE: CIBO TROPPO “PASTICCIATO” E BEVANDE ZUCCHERINE O ALCOLICHE SONO UN ATTENTATO ALLA LINEA E CREANO IL RISCHIO DI DIABETE, IPERTENSIONE, MALATTIE CARDIOVASCOLARI E OBESITÀ – L'ALLARME NON RIGUARDA SOLO I RAGAZZI: GLI ANZIANI DEVONO TENERE CONTO DELLA RIDOTTA CAPACITÀ DI METABOLIZZARE L’ALCOL E…

1 - TROPPO ALCOL E CALORIE “ROVINANO” IL RITO DELL’APERITIVO

Vera Martinella per “Salute - Corriere della sera”

 

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È una moda che non accenna a passare. L' aperitivo, soprattutto serale e in città, è un modo sempre più diffuso per far quattro chiacchiere in relax con amici e colleghi dopo l' ufficio, prima di rincasare. Sfruttato ormai anche come incontro di lavoro, finisce spesso per essere un' alternativa alla cena.

 

A farne le spese, però, potrebbe essere la salute: cibo troppo «pasticciato» e bevande troppo zuccherine o alcoliche. E, peggio del peggio, a stomaco vuoto: così i danni dell' alcol si moltiplicano e il rischio di mangiare troppo (oltre che male) lievita, insieme al peso degli italiani sulla bilancia.

 

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Lungi dal voler demonizzare l' aperitivo in sé, l' importante è fare un po' di attenzione a quello che si sceglie per piatto e bicchiere, usando il proverbiale buon senso, senza esagerare. «Bere a stomaco vuoto dimezza i tempi di assorbimento -ricorda Emanuele Scafato, direttore dell' Osservatorio Nazionale Alcol dell' Istituto superiore di sanità (Iss) -. Significa, in pratica, avvertire gli effetti dell' alcol molto più velocemente ed è più probabile sentirsi male.

 

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Qualunque cibo andrà bene se l' alternativa è rimanere digiuni, ma sarebbe preferibile optare (prima di bere alcolici) per alimenti nutrienti ricchi di carboidrati e proteine che aiutano ad assorbire l' alcol».

 

Secondo le linee guida dell' Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non esistono livelli sicuri o da raccomandare, ma a livello nazionale esistono linee guida che indicano per gli uomini la soglia delle due unità standard al giorno da non superare mai (due bicchieri di vino al giorno o boccali/lattine di birra o due bicchierini di superalcolico). Per le donne, invece, il limite corrisponde a metà dose.

 

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Divieto assoluto prima dei quindici anni attenzione con l' avanzare dell' età a non superare il singolo bicchiere al giorno, ciò perché il modo in cui l' organismo assorbe cibo e bevande, infatti, cambia quando invecchiamo e gli effetti nocivi si fanno sentire più in fretta e in modo più pesante.

 

«Ben 8,6 milioni di italiani sono considerati consumatori "a rischio" - sottolinea Scafato, riportando gli ultimi dati presentati dall' Iss nel corso dell' Alcohol Prevention Day 2019 - tra i quali oltre 2,7 milioni di anziani e 700 mila minori (in particolare aumento tra le ragazze). Non si arresta la tendenza al bere sino a ubriacarsi che caratterizza il 12 per cento circa della popolazione maschile e il 3,5 di quella femminile, con circa 4 milioni di binge drinkers e 39 mila accessi annui registrati in Pronto Soccorso per intossicazione etilica.

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Diminuiscono invece gli astemi e crescono complessivamente i consumatori (poco oltre il 65 per cento della popolazione), specie occasionali (45 per cento circa) e al di fuori dei pasti (30 per cento), mentre non si riducono i consumi medi pro-capite».

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Le conseguenze? Restano stabili, da anni, i 17 mila decessi legati all' alcol, dovuti soprattutto a cirrosi epatica, tumori, malattie cardiovascolari e incidenti stradali per guida in stato d' ebbrezza. Ma crescono le spese, pagate in salute dalle singole persone, ma anche dalla comunità: stando alle stime dell' Oms, l' alcol «costa» ogni anno in Italia 25 miliardi di euro, in prestazioni sanitarie e problematiche sociali (sottostimate), specie legate al lavoro (assenteismo e perdita di produttività) e agli atti di violenza.

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Quando si decide di ordinare un drink, poi, è bene ricordare che l' alcol è anche una sostanza tra le più caloriche. D' altro canto è stata ben documentata pure la relazione tra bibite zuccherate (come, ad esempio, quelle a base di cola, limonate, energy drink o i succhi di frutta) e diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, sovrappeso e obesità, un grande fattore di rischio per l' insorgenza di un tumore.

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«Come sempre quando si parla di alimentazione è importante la moderazione - sottolinea Riccardo Caccialanza, direttore dell' Unità di Dietetica e Nutrizione Clinica al Policlinico San Matteo di Pavia -. Con la giusta nutrizione si può prevenire almeno il 30 per cento dei tumori, ma non esistono alimenti che in assoluto fanno bene o fanno male e (da soli) provocano il cancro.

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Le variabili sono moltissime e ciascuna dev' essere presa in considerazione prima di arrivare al giudizio finale. Certo è che gli eccessi, come in tutte le cose, sono nocivi. Questo non significa però che nessuno debba più bere un succo di frutta, una bibita zuccherina o un bicchiere di vino: quello che conta, per restare in salute, è l' equilibrio».

 

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Drink senza zuccheri e «diet», però, non possono essere considerati «dietetici»: soft drink, bevande dal sapore fruttato e bibite energetiche, come quelle spesso utilizzate da chi fa sport, sono create soprattutto per i ragazzi, perché incontrano di più il loro gusto e sono sempre più diffuse fra i teenager , ignari di come il loro consumo porti molte calorie e pochi nutrienti.

 

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Già dal 2015 l' Oms ha invitato le Istituzioni competenti per la tutela della salute a mettere in atto strategie efficaci per limitare il consumo di zuccheri, alcolici e bevande zuccherine. L' obiettivo è mettere un freno a un' epidemia a livello globale, che riguarda soprattutto i Paesi più sviluppati: ovvero il numero crescente di casi di diabete, obesità e sovrappeso.

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E di conseguenza, delle patologie direttamente collegate ai chili di troppo: tumori e malattie cardiovascolari in primis. In pratica le patologie più diffuse al mondo e quelle, ancora oggi, responsabili del maggior numero di morti.

 

«Il messaggio che merita di essere ribadito - conclude Saverio Cinieri, direttore dell' Oncologia Medica all' Ospedale Perrino di Brindisi e presidente eletto dell' Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) - è che le attitudini alimentari e lo stile di vita rimangono i determinanti principali del rischio di contrarre molte malattie, anche gravi, inclusi i tumori: un' alimentazione equilibrata, in cui gli zuccheri vengano immessi prevalentemente attraverso il consumo di cibi strutturati e non di bibite zuccherate o cibi altamente raffinati (come le merendine o i tanti dolciumi confezionati), il mantenimento di un giusto peso corporeo e l' attività fisica configurano un modello di stile di vita la cui adozione su larga scala ridurrebbe in maniera significativa l' incidenza di tumori nella popolazione».

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2 - NEGLI ANZIANI MAGGIORI RISCHI PER RIDOTTA CAPACITÀ DI SMALTIRE E PIÙ INTERFERENZE CON I FARMACI

Vera Martinella per “Salute - Corriere della sera”

 

Si pensa sempre ai ragazzini e ai loro eccessi. Ma il consumo sovrabbondante di alcolici è un problema che, numeri alla mano, riguarda soprattutto gli anziani: sono quasi tre milioni gli over 65enni italiani a rischio, in gran parte uomini.

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Il fatto è che quando ci si siede al bar bisogna sempre tenere a mente che la capacità di metabolizzare l' alcol varia in base a fattori diversi come il sesso, l' età, la corporatura. E fare attenzione all' interazione tra farmaci e alcol, un aspetto a cui non pensano molte persone che seguono delle terapie per i vari disturbi, più o meno gravi, legati all' avanzare degli anni.

 

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«A parità di consumo alcolico, gli anziani raggiungono più elevati livelli di concentrazione di alcol nel sangue e hanno una minore tolleranza agli effetti negativi legati all' assunzione - ricorda Emanuele Scafato, direttore dell' Osservatorio Nazionale Alcol dell' Istituto superiore di sanità (Iss) -. Così, ad esempio, sono più esposti a problemi di coordinazione o movimento o cadute.

 

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Dopo i 60-65 anni, poi, diventa più difficile la completa eliminazione dell' alcol dall' organismo perché la quantità d' acqua presente nel corpo e il funzionamento di alcuni organi (come fegato e reni) si riducono, pregiudicando la metabolizzazione dell' etanolo. Il problema è che pochissime persone sanno che, invecchiando, il limite nel consumo di alcolici è al massimo di un singolo bicchiere di vino o birra (10-12 grammi di alcol puro) ai pasti, per non incorrere in maggiori problemi con la salute.

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Anche per la frequente assunzione di farmaci che controindicano l' uso di qualunque quantità di alcol». Insomma il pericolo arriva principalmente perché si mantengono comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli degli aumentati rischi per la salute dovuti all' avanzare dell' età.

 

Per comprendere meglio i danni che possono derivare dal consumo eccessivo di alcolici basta seguire il percorso che fa un drink all' interno del nostro corpo dopo averlo ingerito, cioè come viene assorbito e distribuito, come avvengono il suo metabolismo e la sua eliminazione.

 

«L' etanolo, dopo essere stato ingerito, passa dal tubo digerente alla corrente sanguigna, viene assorbito totalmente e in modo estremamente veloce (si completa in un tempo variabile dai 15 ai 40 minuti), specialmente nel cervello dove raggiunge una concentrazione simile a quella ematica e ha quindi una rapida azione - spiega Riccardo Caccialanza, direttore dell' Unità di Dietetica e Nutrizione Clinica al Policlinico San Matteo di Pavia -. Oltre il 90 per cento dell' alcol ingerito viene degradato, soprattutto a livello del fegato, e questo processo causa la formazione di composti dannosi per l' organismo».

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Il passaggio nel sangue è tanto più rapido quanto più elevata è la concentrazione alcolica, mentre la presenza di cibo nello stomaco determina un rallentamento dell' assorbimento (ecco perché durante i pasti il tasso alcolico si normalizza più velocemente).

«La molecola di etanolo viaggia libera e attiva nel sangue - continua Caccialanza -: quanto maggiore è la vascolarizzazione di un organo, tanto più immediati saranno gli effetti dell' alcol.

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Per questo i primi distretti "colpiti" sono il sistema nervoso centrale e, subito dopo, fegato, reni e cuore. In un secondo tempo vengono interessati anche i muscoli e il tessuto adiposo, nel quale l' etanolo tende a depositarsi.

Motivo per cui le persone sovrappeso possono aver una maggior resistenza nell' ubriacarsi rispetto a quelle magre.

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