giuseppe remuzzi

“UNA CURA PER IL COVID C'È GIÀ E SI PUÒ USARE DA SUBITO” - GIUSEPPE REMUZZI, DIRETTORE DELL'ISTITUTO MARIO NEGRI: “IL NOSTRO TRATTAMENTO CON ANTINFIAMMATORI RIDUCE LE OSPEDALIZZAZIONI DEL 90%. GLI STUDI SONO PUBBLICATI, I MEDICI POSSONO APPLICARLI A PRESCINDERE DALLE LINEE GUIDA. LE EVIDENZE A FAVORE DEGLI ANTINFIAMMATORI COMINCIANO A ESSERE TANTE ANCHE SE NON GIUSTIFICANO ANCORA IL CAMBIO DELLE RACCOMANDAZIONI DA PARTE DI AIFA. L'UNICO SCETTICO CHE ABBIAMO INCONTRATO? UN ITALIANO…”

Francesco Borgonovo per “la Verità”

 

GIUSEPPE REMUZZI

Il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, lo ripete con implacabile costanza: «Non voglio assolutamente polemizzare con l'Aifa o con il ministero della Salute, a cui non ho nulla da rimproverare». Poi, più e più volte, ribadisce una cosa molto, molto interessante: «Il nostro protocollo di cura si può utilizzare, il primo dei nostri studi è stato pubblicato, e se un lavoro è stato pubblicato i medici possono andare a vederlo, e se sono convinti possono utilizzarlo. A questo serve la letteratura».

 

L'affermazione è particolarmente importante perché, come noto, Remuzzi assieme a stimati colleghi ha realizzato due lavori scientifici di altro profilo in cui viene presentato un trattamento anti Covid che riduce le ospedalizzazioni del 90%, utilizzando non stravaganti rimedi sciamanici, ma aspirina oppure celecoxib e nimesulide. Ne abbiamo parlato con il professore approfittando dell'uscita del bel libro che ha firmato assieme a Antonio Clavenna e Arrigo Schieppati. Esce ora per Vallardi e s' intitola Covid: Prevenire, curare, conviverci. Tutte le risposte dell'Istituto Mario Negri.

CORONAVIRUS - PAZIENTE IN TERAPIA INTENSIVA CON IL RESPIRATORE

 

«È un volume che contiene tutte le risposte alle domande che ci sono state poste dai pazienti a proposito del virus, e credo che sia esaustivo. Da quando abbiamo iniziato, nel 1975, abbiamo questo vizio: rispondiamo a tutte le domande».

 

Allora cominciamo con le domande. Nel titolo del vostro libro si parla di «curare». A quanto pare il vostro protocollo di cura funziona.

«Il primo lavoro è stato pubblicato. Il secondo è stato depositato su MedrXiv, che è una sorta di archivio in cui vengono depositati gli studi, e chi è interessato a leggerli prima della pubblicazione ufficiale lo può fare. Il limite di questo nuovo lavoro è lo stesso che aveva il precedente: i pazienti che hanno avuto il trattamento sono stati sottoposti agli stessi controlli fatti a quelli che non lo hanno ricevuto. Però i pazienti sono stati studiati in tempi diversi».

GIUSEPPE REMUZZI

 

In pratica avete confrontato i dati ottenuti dai pazienti sottoposti al protocollo con quelli di pazienti che, in precedenza, si sono trovati nella stesse condizioni ma non hanno ricevuto il trattamento. E che cosa avete riscontrato?

«Abbiamo notato di nuovo, come nel primo studio, una differenza molto importante. Su 108 pazienti con trattamento attivo, c'è stata una riduzione del 90% dell'ospedalizzazione».

 

Mi pare una riduzione molto significativa.

«Questi due studi non sono perfetti, però mostrano la stessa cosa. La prima volta i risultati potevano persino essere arrivati per caso, anche se era difficile. Ma che sia un caso pure la seconda volta».

 

LA SEDE DELL'AIFA

C'è chi tende a ridimensionare i suoi lavori dicendo che sono stati fatti su pochi pazienti.

«Sono il primo a dire che questi due studi non sono sufficienti a cambiare la pratica clinica, e ripeto che non ho nulla da rimproverare a ministero e Aifa, così evitiamo da subito le polemiche. Che però i pazienti siano pochi…Erano 90 prima e sono 108 adesso. Certo, se fossero 4.000 sarebbero molti di più, ma i risultati che abbiamo ottenuto non sono indifferenti. E soprattutto questi sono i primi studi pubblicati e controllati in Italia».

 

Mi pare che lei voglia uscire dalla diatriba sulle cure domiciliari.

«Ripeto, una cosa sono gli studi pubblicati, un'altra le impressioni dei singoli medici. Io posso credere che queste impressioni siano giuste e vadano bene: vengano pubblicate, così eventualmente si aggiungeranno altre evidenze».

remuzzi 9

 

Capito. Intanto, però, sembra che le conclusioni a cui siete giunti voi del Mario Negri non siano poi così isolate

«Nel frattempo c'è stato uno studio indiano simile al nostro. In quel caso si usa indometacina. I risultati mostrano che nessuno dei pazienti che la utilizzavano ha avuto bisogno di ossigeno. Mentre nel 20% dei pazienti che non la usavano la malattia è evoluta e l'uso dell'ossigeno è stato necessario. Poi c'è un altro lavoro uscito su Lancet, uno studio prospettico di Oxford. In quel caso si utilizza un preparato per l'asma che contiene una piccola quantità di cortisone. I risultati sono gli stessi nostri: 90% di ospedalizzazioni in meno. Infine c'è un altro studio israeliano sull'aspirina».

 

E anche lì si riduce l'ospedalizzazione.

«Guardi, ormai le evidenze a favore degli antinfiammatori cominciano a essere tante. Non giustificano ancora il cambio delle raccomandazioni da parte di Aifa. Noi intanto abbiamo proposto all'Agenzia del farmaco un protocollo prospettico con 400 pazienti per tipo, il cui obiettivo primario è proprio la riduzione dell'ospedalizzazione.

AIFA AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

 

Riguardo alle critiche mosse ai nostri studi, io sono il primo a dire che sono giuste. Però dico anche che sono gli unici due studi controllati e sono supportati da una serie di altri lavori che dimostrano la stessa cosa: l'utilizzo precoce di antinfiammatori porta risultati. Quando potremo fare il nuovo studio metteremo la parola fine alla questione. Ora però i pazienti per fare questo studio non ci sono».

 

giuseppe remuzzi

Non ci sono perché mancano i malati di Covid?

«Sì. Però vogliamo essere pronti se l'epidemia dovesse riprendere. Se invece non riprende tanto meglio».

 

Mi permetta però di farle qualche altra domanda sulle linee guida

«No, guardi, io vorrei portare la discussione su un altro piano».

 

Portiamocela, allora.

«Se i lavori scientifici sono pubblicati, il medico li può andare a vedere, e se lo convincono può applicarli».

 

Quindi lei sta dicendo che il suo studio può essere utilizzato già adesso?

Aspirina

«Non è una cosa vietata. Se un lavoro è pubblicato si può usare. Il primo studio ha affrontato una seria revisione prima della pubblicazione. Un revisore ne era entusiasta, ad altri tre andava bene, mentre un altro revisore è stato fortemente negativo. Era italiano, l'ho dedotto dall'inglese traballante e da vari errori che non avevo mai visto commettere... Tra le varie cose chiedeva come avessimo potuto fare questo lavoro dato che le indicazioni prevedevano tachipirina e vigile attesa Ma lasciamo stare. Alcune delle indicazioni fatte in sede di revisione, in ogni caso, sono state estremamente utili e le abbiamo messe in pratica».

giuseppe remuzzi a piazzapulita 4

 

Giusto per capire bene: gli studi pubblicati possono essere utilizzati dai medici?

«Quando io devo curare un paziente non vado a vedere le raccomandazioni, ma cerco nella letteratura, e se trovo cose interessanti le utilizzo. Se si aspettano le linee guida Le linee guida sono sempre vecchie, perché richiedono tantissime evidenze, arrivano in ritardo. Poi c'è la letteratura, che ovviamente si può accettare o non accettare. Ci sono farmaci che si possono usare con vari tipi di formule».

 

I farmaci indicati nel suo lavoro si possono usare?

«Certo, sono farmaci che si usano per febbre, dolori Comunque anche l'Aifa da qualche tempo ha inserito i fans nelle sue linee guida. Noi però abbiamo messo a punto un protocollo preciso, che prevede antinfiammatori per un certo periodo, quindi piccole dosi di cortisone. Il cortisone però non deve essere utilizzato subito, se no peggiora la situazione».

 

Che i vostri lavori si possano utilizzare già ora mi sembra molto rilevante.

Aspirina 2

«Sono inseriti nella letteratura: convinceranno qualcuno e magari non qualcun altro. Ma chi è aggiornato i pazienti li cura con le conoscenze che emergono dalla letteratura. La letteratura serve a questo: a dare indicazioni per curare i pazienti. Noi abbiamo due lavori che fanno vedere la stessa cosa, e nel nostro caso il fatto che i pazienti trattati siano pochi è discutibile Poi, ripeto, sono il primo a dire che serve uno studio prospettico. Le dico questo: è molto raro che n medicina si trovi qualcosa di veramente trasformativo. È molto raro, ma c'è. Quando hai un farmaco che funziona lo vedi subito, ci sono grandi differenze fra chi lo riceve e chi no. È quando le differenze sono piccole che c'è bisogno di testare su tanti pazienti».

giuseppe remuzzi a piazzapulita 1

 

In che momento somministrate i farmaci?

«Ai primi sintomi. All'inizio dicevamo: non aspettate il tampone, chiedete al medico. Ma va tenuto presente che prima per un tampone ci volevano dieci giorni, ora è tutto molto più rapido. Comunque diamo gli antinfiammatori ai primi sintomi come si è sempre fatto per altre malattie respiratorie. Credo che il successo di certe terapie precoci fatte a casa sia dipeso dal fatto che i medici si occupavano dei pazienti. Bisogna sempre essere in contatto con i pazienti. Come dicono due colleghi israeliani: "La casa è la nuova frontiera". Questo è il futuro».

 

Proprio da Israele arrivano studi interessanti sull'aspirina.

Aspirina 4

«Anche noi stiamo lavorando sugli effetti dell'aspirina. In Israele hanno studiato persone che prendevano già l'aspirina per i fatti loro, ad esempio quelli che assumevano cardioaspirina. Si è visto che costoro avevano una probabilità 29 volte minore di infettarsi con il virus. E chi comunque si ammalava guariva 2-3 giorni prima degli altri. Sono osservazioni preliminari, ma molto promettenti. Le evidenze sono tante, noi comunque siamo i primi a essere prudenti».

Ultimi Dagoreport

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...