“LA PAURA DI AMMALARCI ALLA FINE CI FA AMMALARE” - ELISA VICENZI, CAPO UNITÀ DI RICERCA PATOGENI VIRALI E BIOSICUREZZA AL “SAN RAFFAELE”: "IL COVID-19 SI TRASMETTE CON LE FAMOSE GOCCIOLINE CHE SI DEPOSITANO ANCHE SULLE SUPERFICI INANIMATE, PLASTICA E ACCIAIO IN PARTICOLARE, E RIMANGONO LI' PER DUE O TRE GIORNI. POTREBBE CIRCOLARE DI MENO CON IL CALDO. LA DISTANZA DI SICUREZZA? DUE METRI L'IDEALE, UN METRO E' IL MINIMO SINDACALE…"

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Da I Lunatici Radio2 https://www.raiplayradio.it/programmi/ilunatici/

 

RICERCATORI SAN RAFFAELE RICERCATORI SAN RAFFAELE

Elisa Vicenzi è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì dalla mezzanotte e trenta alle sei del mattino.

 

Elisa Vicenzi, capo unità di ricerca Patogeni Virali e Biosicurezza dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha parlato di Coronavirus: "Questo è un virus intelligente, ci auguriamo che possa acquisire dei cambiamenti, delle piccole mutazioni, che lo rendano meno virulento. Dico questo per l'esperienza che abbiamo avuto con il virus della Sars".

 

RICERCA CORONAVIRUS VACCINO RICERCA CORONAVIRUS VACCINO

La professoressa Vicenzi ha aggiunto: "Quando tutto tornerà alla normalità? Non ho una risposta. Ci auguriamo che con il caldo e con l'aumentata umidità la diffusione si possa attenuare. Devo però fare una precisazione, sempre riferendomi al virus della Sars, che a primavera ebbe la sua massima trasmissione per poi sparire col caldo. Mi auguro che possa verificarsi questa cosa, anche se non voglio dire che il virus si estinguerà, perché è un virus diverso rispetto a quello della Sars. Potrebbe circolare di meno con il caldo". Q

 

ricercatori al lavoro per il vaccino sul coronavirus ricercatori al lavoro per il vaccino sul coronavirus

Sulle modalità di trasmissione del virus: "Questo virus si trasmette con le famose goccioline che vengono emesse quando si parla, con la tosse o la starnuto. Queste goccioline si depositano sulle superfici inanimate. In particolare quelle poco porose come la plastica e l'acciaio. Queste goccioline rimangono lì per due o tre giorni. Se una persona passa e tocca queste superfici con le mani per poi portarsele alla bocca, al naso o agli occhi, rischia di infettarsi. Con la stagione calda ci auguriamo che il caldo e l'umidità portino ad una maggiore inattivazione del virus. Questo non vuol dire che il virus sparisce, semplicemente viene inattivato".

 

ricercatori al lavoro per il vaccino sul coronavirus 2 ricercatori al lavoro per il vaccino sul coronavirus 2

Sulle polemiche legate alle troppe persone che escono comunque di casa: "Bisogna seguire le regole, ovviamente. Fondamentale è la distanza che dobbiamo tenere. Almeno un metro, un metro è poco, due metri sono meglio. Manteniamo le distanze. Non stiamo in gruppo. Un metro è il minimo sindacale, sarebbe meglio mantenere una distanza di due metri. Quando vedi persone che vanno a correre e sono molto vicine tra loro, non va bene. E' giusto andar fuori per prendere una boccata d'aria, fa bene alla nostra salute e al nostro stress. Non dobbiamo stressarci, cerchiamo di dormire bene, di bere tanta acqua.

 

La paura di ammalarci è pericolosa, alla fine ci fa ammalare. Non dobbiamo sentirci ammalati quando non lo siamo. Il nostro benessere psicologico è fondamentale. Capisco che una boccata d'aria faccia bene. L'importante è non stare vicini ammassati. La distanza è fondamentale, e anche l'igiene. Bisogna lavarsi le mani e non portarsele al naso, al viso e agli occhi. Cerchiamo il benessere personale, cerchiamo di rilassarci il più possibile. Bisogna eliminare la tensione. Se ci si sente ammalati al primo sintomo, si crea un meccanismo che deve essere evitato. L'ansia va combattuta, non giova a nessuno".

 

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