MA QUANTO MAGNANO I NOSTRI FIGLI? IN ITALIA UN BAMBINO SU TRE È IN SOVRAPPESO, UNO SU DIECI È OBESO CRONICO: SI MANGIA MALE A PARTIRE DALL'ASILO E QUESTO FATTORE AUMENTA LE POSSIBILITÀ DI DIVENTARE CICCIONI IN ADOLESCENZA - A RISCHIO I RAGAZZINI CHE VIVONO IN FAMIGLIE CON CONDIZIONI SOCIOECONOMICHE DIFFICILI E CON UN LIVELLO BASSO DI ISTRUZIONE. PER EVITARE L'ECCESSO DI PANZA, OCCHIO AI SUCCHI DI FRUTTA E…

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Tiziana Lapelosa per “Libero quotidiano”

 

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La conferma di quel che si vede con gli occhi, soprattutto quando si va in giro per il Sud Italia, è che una buona fetta di bambini è "chiatto". Dove per "chiatto" si intende grasso. Bambini con le guanciotte che vien voglia di tuffarci le dita dentro e girovita da fare invidia a Platinette prima di fare pace con l' alimentazione.

 

La sintesi del bambino obeso è ben rappresentata in un vecchio video - a metà tra una pellicola di Almodòvar e Kusturika - dell' artista napoletana Maria Nazionale che canta "Pens semp à isso" (Pensi sempre a lui), dove si vede, appunto, un bambino in carne che balla e fa il coro.

 

BAMBINI OBESI BAMBINI OBESI

In Italia la situazione è che uno su tre è sovrappeso, uno su dieci obeso cronico. Chili in più che se un tempo certificavano l' appartenenza ad una famiglia benestante, che poteva permettersi cibo a volontà, oggi si traduce in potenziali costi per la sanità italiana, per via delle conseguenze sulla salute che sovrappeso e obesità comportano.

Un bambino "tondo" di oggi è un potenziale malato di domani. Un danno se si pensa che in Italia la spesa sanitaria legata ai problemi con la bilancia rappresenta il 9%.

 

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Ma veniamo ai numeri, quelli raccolti e diffusi ieri dall' Eurispes, l' istituto di ricerca italiano che monitora i cambiamenti del tessuto sociale e politico dell' Italia. Nel confronto con l' Europa, in quanto a obesità, siamo secondi soltanto a Cipro. Con una differenza tra maschietti e femminucce: i primi raggiungono il 21%, le seconde il 14%, piazzandosi al quarto posto.

 

Che significa? Che si mangia male. E chi lo fa già a partire dall' asilo, non certo per colpa sua, ha un rischio 4 volte maggiore di diventare chiatto nel corso dell' adolescenza. E la stessa possibilità di diventare un adulto obeso la hanno pure quei bambini con i chili che superano la linea sottile tra sovrappeso e obesità, che a sei anni faticano a muoversi.

 

OBESITA INFANTILE OBESITA INFANTILE

«Bisogna fare attenzione fin da subito. I bambini grassi da piccoli, da grandi avranno difficoltà a dimagrire perché il numero degli adipociti, ovvero le cellule del grasso, che si sviluppano nel corso della crescita, non variano di numero», osserva Ilaria De Rosa, specializzanda in Scienze della Nutrizione. «Quello che varia è il volume. Una volta adulti, si avrà più facilità ad ingrassare che non a dimagrire». L' alimentazione, dunque, è l' abc per un girovita normale.

 

ADOLESCENTI OBESI ADOLESCENTI OBESI

A rischio sono soprattutto quanti nascono e vivono in famiglie con condizioni socioeconomiche difficili e con un livello basso di istruzione. Per lo più al Sud, quindi. I più non hanno la possibilità di comprare cibo il meno elaborato possibile, e incredibilmente più caro, ma possono mettere mano al portafogli solo per acquistare alimenti industriali spesso di bassissima qualità, che vuol dire un eccesso di zuccheri, grassi saturi, calorie.

 

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L' Oecd, l' Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha calcolato che una riduzione del 20% delle calorie contenute negli alimenti ricchi di "inquinati" (e quindi grassi, zuccheri e via così) potrebbe far risparmiare circa 280 milioni di euro all' anno alla sanità riducendo qualcosa come 700mila patologie.

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Dicevamo dei bambini, e c' è una notizia incoraggiante: i diversi focus fatti dal Sistema nazionale di Sorveglianza (promossi dal ministero della Salute e coordinato dall' Istituto superiore di sanità) hanno evidenziato che dal 2008 ad oggi le percentuali sono in discesa. Come campione, a distanza di due anni, sono stati presi 45mila bambini tra gli 8 e i 9 anni.

 

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Ne è emerso che tra il 2008/9 e il 2016, la prevalenza del sovrappeso è passata dal 44,4 al 39,4%, l' obesità dal 21,2 al 17%. Segno che qualcosa si muove anche se non è abbastanza. «Non bisognerebbe portare i bambini ai fast food, dare loro bibite gassate e perfino succhi di frutta fatti solo di zucchero. Danno subito energia, aumentano la glicemia e creano dipendenza. Meglio la frutta fresca, magari frullata per renderla più appetibile», osserva Ilaria De Rosa.

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Stesso discorso vale per le merendine. «Cellulari, iPad, videogiochi andrebbero banditi ai più piccoli, che invece dovrebbero praticare qualsiasi tipo di sport a partire dai 4-5 anni». Dall' obesità in età evolutiva ne conseguono malattie come ipertensione (un obeso su 4 ne soffre), pre-diabete (un bambino obeso su 20 ne è colpito) fino all' arteriosclerosi. Meglio prevenire.

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