tumore al cervello-10

I MALATI DIMENTICATI – I PAZIENTI ONCOLOGICI SI SONO SENTITI ABBANDONATI NELLA FASE 1 DELLA PANDEMIA DURANTE LA QUALE SI SONO VISTI SPOSTARE TRATTAMENTI, VISITE E INTERVENTI PER EVITARE IL CONTAGIO – MA SE AL 6 APRILE I DECESSI PER CORONAVIRUS ERANO 16.523, QUELLI PER TUMORI GIÀ SUPERAVANO QUOTA 46.000: SOMMANDO ANCHE LA PERCENTUALE DI QUANTI AVEVANO UN CARCINOMA E SONO MORTI PER COVID-19 ARRIVIAMO A…

Patrizia Floder Reitter per “la Verità”

 

malati tumore 7

«Non è che il malato di tumore non c' è più», faceva notare il ministro della Salute, Roberto Speranza, illustrando il piano sanitario per convivere con il coronavirus. Eppure era stata la stessa Aiom, l' Associazione italiana di oncologia medica, a sottolineare a marzo la necessità di posticipare in alcuni casi i trattamenti anticancro programmati. «È opportuno che venga valutato e discusso caso per caso l' eventuale rinvio», invitava a fare, «in base al rapporto tra i rischi (per il singolo e per la collettività) legati all' accesso in ospedale e i benefici attesi dal trattamento stesso».

malati tumore 5

 

Molti pazienti si sono sentiti abbandonati, le diverse realtà che operano sul territorio nazionale e offrono assistenza raccontano di continuare a ricevere «richieste di informazioni e supporto», da tante persone «preoccupate per il rinvio o la cancellazione di appuntamenti, il rinvio di cure chemioterapiche, di radioterapia, interventi chirurgici e chiusura di laboratori diagnostici», come informa «Codice Viola», impegnata a migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas.

covid tumore torino

 

Da un questionario rivolto a tutti i sofferenti di tumore (e di cui parliamo diffusamente nell' articolo sottostante), l' associazione ha riscontrato che in questo periodo gli interventi chirurgici sono stati rinviati a data da destinarsi nel 64% dei casi.

 

«Pensiamo ai tumori più comuni: quello alla mammella, al colon retto», quindi necessità di esami quali «mammografia, ricerca del sangue occulto nelle feci e poi colonscopia. Le persone da un lato hanno vissuto la paura del contagio dentro i nosocomi, dall' altra sono state bersagliate da informazioni spesso sommarie o contraddittorie; alla fine sono rimaste a casa coi propri sintomi e arriveranno nei prossimi mesi», ha dichiarato il professor Giuseppe Navarra, direttore di chirurgia generale a indirizzo oncologico al Policlinico di Messina.

malati tumore 2

 

Il rischio più alto di complicanze e decesso ha certamente influito nelle decisioni di non esporre i pazienti all' accesso in ospedale in piena pandemia, se non nei casi strettamente necessari per gravità della neoplasia o della terapia richiesta, ma anche qui i dati aiutano a far luce prima delle statistiche, che tarderanno mesi ad arrivare.

 

malati tumore 1

mancanza di posti Le nuove diagnosi di cancro sono circa mille ogni giorno in tutta Italia, 3.460.000 persone continuano a vivere dopo una diagnosi di tumore, 179.000 sono stati i morti nel 2016 (ultimo dato disponibile). In quell' anno, 3 decessi ogni 1.000 persone erano per cancro, oltre 485 persone al giorno. Veniamo alle stragi causate dal Covid-19. Secondo l' Istituto superiore della sanità, i tumori diagnosticati negli ultimi 5 anni rappresentano tra il 16 e il 20 % delle patologie preesistenti all' infezione, che ha provocato i decessi da coronavirus.

malati tumore 6

 

Un paziente su cinque aveva un carcinoma, prima di morire per il coronavirus, risultato fatale perché era immunodepresso, perché non aveva abbastanza difese per reagire a un virus così violento e «forse anche perché nei momenti più critici, quando mancano posti in terapia intensiva, la scelta non è a favore dei malati oncologici», afferma Elisabetta Iannelli, avvocato, vice presidente dell' Aimac, l' associazione italiana malati di cancro, e segretario generale della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo). «Con pochi respiratori a disposizione, nell' emergenza il criterio di privilegiare persone con maggiori aspettative di vita è doloroso, forse inevitabile, certo non commentabile».

 

malati tumore 4

Se consideriamo sempre i numeri al 6 aprile, i decessi per coronavirus erano 16.523 ma quelli per tumori già superavano quota 46.000. Sommando anche la percentuale di quanti avevano un carcinoma e sono morti per Covid-19 (1 paziente su 5), arriviamo a quasi 50.000 decessi per tumore nel primo trimestre 2020.

 

E non sappiamo ancora il numero di coloro che, non curati, avranno ridotte speranze di sopravvivenza. «Il panico, il senso di abbandono è cresciuto molto in chi si è trovato a dover affrontare, oltre all' enorme problema del cancro, anche l' emergenza coronavirus», fa presente l' avvocato.

malati tumore 8

 

«È stato difficile far capire che per contenere il rischio in alcuni casi era necessario, ragionevole spostare in altra data esami, visite, terapie. Ma adesso il problema diventa la fase due, non si può più rinviare sine die. Bisogna pensare a dei percorsi Covid free, accelerare soluzioni come terapie a domicilio, occorre potenziare i servizi di telemedicina, di sostegno psicologico a distanza. Servono linee guida, semplificazioni che possano essere utili al sistema sanitario pure per altre patologie e nello scenario post coronavirus».

 

malati tumore 9

Per chi resta in vita, oltre alla lotta contro il cancro c' è pure quella per la sopravvivenza economica. Il governo forse correggerà il tiro, intanto con l' attuale formulazione del Cura Italia sono stati penalizzati i disabili e un milione di pazienti oncologi che continuano a lavorare, pur convivendo con una neoplasia che richiede cure e visite continue.

 

Fino a quando non sarà chiarito che dal bonus di 600 euro, erogato a lavori autonomi e liberi professionisti, sono esclusi i lavoratori titolari di pensione di anzianità o di vecchiaia, ma non di invalidità, il decreto continuerà a discriminare chi si trova in condizione di maggiore fragilità. «Stiamo parlando di persone che traggono il loro sostentamento dal lavoro, che sono danneggiate dalla riduzione di attività dovuta al Covid-19, ma che a parità di condizione di tutela "di ultima istanza" non possono accedere al bonus.

malati tumore 3

 

Perché ricevono già assegni di invalidità parziale, ai quali però hanno diritto in quanto pagano i contributi e sono integrazione di un reddito, ridotto per la capacità lavorativa diminuita ma comunque prodotta», spiega Iannelli, che con un tumore mammario metastatico convive da 27 anni, in trattamento cronico.

 

tripla certificazione Non va meglio per i lavoratori dipendenti con patologie a rischio, che potevano rimanere a casa dal lavoro con assenza equiparata al ricovero ospedaliero. Una tutela vanificata dal decreto Cura Italia perché non basta autocertificare la propria condizione di malato oncologico, già nota all' amministrazione sanitaria, ma al datore di lavoro bisogna presentare una tripla certificazione, «forse dei medici legali delle Asl e dove comunque le persone a rischio sarebbero costrette a spostarsi per ottenere l' attestazione della condizione di rischio, di "autorità sanità competenti", pure non precisate e dei medici di assistenza primaria.

covid tumore torino

 

Era un diritto fruibile fino al 30 aprile, non è stato al momento utilizzabile, non lo sarà mai», commenta l' avvocato.

tumori 4tumori 3tumori 1tumori 2tumori 6

Ultimi Dagoreport

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?