fabrizio pregliasco coronavirus

"NON FINIRÀ PRIMA DELL'ESTATE 2022 MA COL 20% DI IMMUNI SI PUÒ RIPARTIRE" - IL VIROLOGO PREGLIASCO: "IL LOCKDOWN SERVIREBBE MA È IMPRATICABILE, SCATENEREBBE UNA RIVOLTA SOCIALE. LA VARIANTE INGLESE DEL COVID COME QUELLA SUDAFRICANA SONO SENSIBILI ALLA VACCINAZIONE, LA BRASILIANA NON SI SA ANCORA, MA NON È L'ULTIMA. PIÙ IL VIRUS SI RIPRODUCE PIÙ VARIA, PER QUESTO VA FRENATO, MA VA DETTO CHE UNA VARIANTE SU DIECI MILIARDI È DAVVERO NEGATIVA…"

Francesco Rigatelli per "la Stampa"

 

fabrizio pregliasco

«I tamponi antigenici vanno contati a parte perché rischiano di alterare la realtà della situazione». Per Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario del Galeazzi di Milano e ricercatore di virologia all' Università Statale, «servirebbe un lockdown duro e prolungato, ma è impraticabile perché susciterebbe una rivolta sociale».

 

I numeri sembrano in calo, ma sono affidabili?

«I provvedimenti di Natale, la diminuzione dei tamponi e il nuovo conteggio degli antigenici danno come risultato una crescita minore del contagio, non una diminuzione, da verificare nei prossimi 10 giorni».

VACCINO

 

Il conteggio degli antigenici cosa comporta?

«Ulteriore confusione perché aumentano il denominatore e fanno perdere dei casi positivi.

Vanno distinti meglio dai molecolari nel conteggio».

 

Come si esce dallo stallo attuale?

«Non andiamo peggio di altri Paesi, ma siamo nel limbo. Il lockdown duro ha senso dal punto di vista scientifico, ma susciterebbe una rivolta sociale. Si può continuare con zone rosse non troppo stringenti per regolare la velocità del contagio fino al vaccino».

 

FABRIZIO PREGLIASCO

Quando si potranno fare delle riaperture?

«Quando il 20-30 per cento della popolazione, compresa la parte più a rischio, sarà vaccinato».

 

Non è meglio un lockdown duro che abbatta il contagio se bisogna tenere chiuso comunque?

«Si tratta di una scelta politica difficile da prendere a causa dei costi economici e sociali e, in ogni caso, ci vorrebbero mesi per eliminare totalmente il contagio».

 

La Lombardia non accetta neppure la zona rossa.

«Capisco che sia un duro colpo, ma consiglierei alla Regione di approfittarne per migliorare la situazione. Le zone gialle portano guai come dimostrato in Veneto».

vaccino

 

Cosa ne pensa della richiesta di Letizia Moratti di considerare il Pil tra i motivi per dare più vaccini alla Lombardia?

«La vaccinazione come ogni questione di salute deve essere equa, ma, al di là della semplificazione nella comunicazione di una proposta che può essere stata maldestra, va posto un tema: solo i vaccini risolveranno i problemi economici, e gli imprenditori e le partite Iva dovranno correre a farseli per riaprire».

 

La campagna è appesa all' approvazione di AstraZeneca?

«Sì, ma è nell'interesse di Pfizer riorganizzarsi per produrre più vaccini. L'Italia dovrebbe aiutare questo processo mettendo a disposizione un sito industriale come Sanofi in Francia. Bisogna fare come con le mascherine, quando chi poteva si è messo a produrle. E poi non va dimenticato il resto del mondo: se lasceremo correre il virus fuori dai confini, tra varianti sudamericane e africane, avremo casi di importazione».

 

CAMION VACCINO 1

Quanto contano le varianti?

«L'inglese e la sudafricana sono sensibili alla vaccinazione, la brasiliana non si sa ancora, ma non è l'ultima. Più il virus si riproduce più varia, per questo va frenato, ma va detto che una variante su dieci miliardi è davvero negativa. Più probabile che col tempo appaiano varianti indebolite».

 

Intanto a Milano con la sua consulenza è quasi finita la vaccinazione al Pio Albergo Trivulzio. Com' è andata?

«Anch' io lunedì ho fatto la seconda dose ed entro breve spero che tutti concludano la vaccinazione. Significherà non avere più malati gravi e morti nelle Rsa e sarà un esempio per chi ha ancora dei dubbi».

FABRIZIO PREGLIASCO

 

Teme di più le forniture, la disorganizzazione o i negazionisti?

«La vaccinazione è partita bene e con le dosi necessarie continuerà a ritmi crescenti con l'obiettivo ambizioso, ma necessario per coinvolgere tutti, di finire entro l' anno. Il mio timore è che dopo una prima fase dedicata alle categorie a rischio i più giovani non sentano la necessità di vaccinarsi. Non è facile assumere un farmaco quando si sta bene e non si teme la forma grave della malattia».

 

L'obiettivo di fine anno è credibile?

domenico arcuri

«Entro febbraio è realistico completare medici, infermieri e Rsa. Per gli over 80 molto dipende dalle forniture. Pfizer si può fare soprattutto in ospedale, mentre altri vaccini si somministrano anche a casa o dal medico di base. In ogni caso, non penso finiremo prima dell' estate 2022».

 

Quanto influisce la crisi di governo?

«Spero duri poco perché servono indicazioni autorevoli per prendere le misure necessarie ed evitare il disagio e la ribellione sociale».

 

Lei è ricercatore nel pubblico, medico nel privato e fa il volontario dell' Anpas: come va fatta la riforma della sanità lombarda a cui lavora Letizia Moratti?

MILITARI VACCINO

«Si parte da un modello efficientista voluto da Formigoni, che bene o male consente ai cittadini di scegliere dove curarsi creando una competizione pubblico-privato. Ora servirebbe un rammendo tra i fondamentali medici di base e gli ospedali fatto di assistenza territoriale e sociosanitaria. Il 30 per cento di anziani e malati cronici assorbe il 70 per cento dei servizi e spesso senza trarne giovamento».

LETIZIA MORATTI

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?