katalin kariko

"LA VARIANTE OMICRON? NESSUNO SA COSA ACCADRÀ" - LA VICEPRESIDENTE SENIOR DI PFIZER-BIONTECH, KATALIN KARIKÓ: "UNA COSA PERÒ SI PUÒ DIRE: QUANDO VENNE SCOPERTA LA VARIANTE DELTA, MOLTE PERSONE CORSERO A VACCINARSI E FECERO BENE. PERCHÉ PIÙ PERSONE SI VACCINANO E MENO POSSIBILITÀ HA IL VIRUS DI EVOLVERE E MUTARE. FINO ALLA TERZA DOSE ABBIAMO NOTATO CHE IL LIVELLO DI ANTICORPI NEL SANGUE È PIÙ ALTO DI CINQUE VOLTE, DOPO NON SAPPIAMO COSA SUCCEDA. PER I BAMBINI CREDO SIANO SUFFICIENTI DUE DOSI - I NO VAX? È UNA BATTAGLIA CHE NON VINCEREMO MAI…"

Chiara Baldi per "la Stampa"

 

KATALIN KARIKO

Che nella scienza non sia tutto bianco o nero, Katalin Karikó, classe 1955, origini ungheresi ma da molti anni ormai in Germania, lo ha imparato in quarant' anni di studio da biochimica: è la scienziata che ha regalato al mondo l'Rna messaggero per i vaccini contro il coronavirus, salvando migliaia di vite umane. Dal 2019 è vicepresidente senior di Pfizer-Biontech, dove lavora dal 2013. Per la prima volta nella sua vita è venuta a Milano dove ieri le è stata conferita la laurea honoris causa in medicina dall'Humanitas University, nel corso dell'inaugurazione dell'ottavo anno accademico dell'ateneo.

 

VARIANTE OMICRON

«Ho fatto un giro per la città e ne sono rimasta incantata, chissà perché non ci sono venuta prima», ha detto dal palco mentre, commossa, ringraziava per il riconoscimento. «Nel corso di questi quattro decenni dedicati alla ricerca scientifica ho avuto spesso momenti difficili, giorni in cui ero frustrata e delusa dai risultati. In quei momenti leggevo sempre una frase di Leonardo Da Vinci, scritta sul muro del mio laboratorio. Diceva «l'esperienza non falla, ma sol fallano i nostri giudizi, promettendosi di lei cose che non sono in sua potestà». Questa citazione mi ha sempre obbligato a pensare in modo critico».

KATALIN KARIKO

 

Siamo all'alba di una quarta ondata di Covid-19 in poco meno di due anni, questa dovuta alla variante Omicron. Che sviluppi ci attendono?

«È una situazione in continua evoluzione, molto difficile da prevedere. Vedo molti colleghi fare esternazioni più o meno rassicuranti ma sono solo speculazioni. Nessuno sa con esattezza cosa accadrà. Una cosa però si può dire: quando venne scoperta la variante Delta, molte persone corsero a vaccinarsi e fecero bene. Perché più persone si vaccinano e meno possibilità ha il virus di evolvere e mutare. E quindi di continuare a diffondersi».

 

Il vaccino protegge contro la nuova mutazione del coronavirus?

«Per capire questo serve un numero molto ampio di dati, che ad ora non abbiamo. Lo avremo nelle prossime settimane, in un tempo anche relativamente breve. Ma servono dati veri per capire se i vaccinati si ammalano più o meno dei non vaccinati con Omicron. Nella scienza non c'è bianco o nero, ci sono molte sfumature, linee sottili che si intrecciano.

VARIANTE OMICRON

 

Non si può dire semplicemente "il vaccino protegge". Da cosa protegge? Probabilmente non dall'infezione perché abbiamo avuto dei casi, ma forse protegge dalla terapia intensiva. Ci sono più livelli di protezione: la positività, i sintomi, il ricovero in ospedale, la Rianimazione. Dobbiamo prima raccogliere i dati e poi studiarli per scoprirlo, analizzare quante più persone possibile».

 

Dopo la terza dose, ne servirà una quarta?

«Fino alla terza dose abbiamo notato che il livello di anticorpi nel sangue è più alto di cinque volte, dopo non sappiamo cosa succeda. In linea generale, però, se si hanno anticorpi nel sangue allora si è protetti in tutta l'area della cavità orale, naso compreso. E in questo modo non ci si infetta. Bisogna capire cosa succede dopo la terza somministrazione».

CORONAVIRUS AFRICA

 

L'Ema ha dato l'ok per l'inoculazione del vaccino ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. Quante dosi dovranno fare?

«Innanzitutto bisogna precisare che per un bambino la quantità di vaccino è ridotta rispetto a quella di un adulto, sono solo 10 microgrammi. Poi va valutata l'azione dell'mRna perché il vaccino ne rappresenta solo una piccola parte, mentre il virus è un pezzo ben più grande. Per questo serve una dose di certo per i bambini, io credo che ne serviranno due alla fine».

 

Come si combatte la resistenza, se non l'aperta ostilità, al vaccino? Cosa direbbe a un No Vax?

CORONAVIRUS AFRICA

«Credo, basandomi sulla mia esperienza, che le persone davvero vogliano sapere come funziona il vaccino. In questi anni in molti mi hanno scritto, anche dall'Italia, per sapere cos' è Comirnaty. I livelli di preoccupazione sono diversi: c'è chi chiede come è prodotto, come viene usato, altri vogliono sapere cosa succede a cinque anni dall'inoculazione. Poi c'è chi scrive per dirmi che con il vaccino "il ferro viene incorporato nei cromosomi". A tutte queste persone rispondo, con ragioni scientifiche, che questa cosa non accadrà mai. Ma continueranno a crederlo perché, di base, non sanno cosa fa un biologo molecolare. Non hanno sufficienti conoscenze per sapere se ho ragione o torto. E per questo, continueranno a credere al loro credo. È una battaglia che non vinceremo mai».

 

Che effetto le fa ricevere questi riconoscimenti?

LABORATORIO DI ANALISI COVID

«Sono molto grata. Non sono abituata a stare sotto i riflettori. Se qualcuno vuole diventare scienziato per essere famoso, faccia l'attore. E anche se vuole diventare ricco: non studi scienze. In questi anni mi sono solo preoccupata dei miei esperimenti e non ho mai pensato che a un certo punto sarebbe arrivato qualcuno a riconoscere il merito del mio lavoro».

 

Dal palco ha ringraziato suo marito e si è rivolta alle giovani scienziate. Qual è il suo messaggio per loro?

«Ho sposato mio marito Belà Francia 42 anni fa, l'ho conosciuto mentre eravamo studenti. Mi ha sempre supportato nel mio lavoro, ha sempre accettato che la mia vita fosse dedicata alla scienza e alla ricerca. Per me, per sostenere i miei sogni, si è trasferito in molti paesi diversi: otto anni fa, quando mi sono spostata in Germania, è stato il primo a dirmi di andare. Non mi ha mai detto "smetti di fare ricerca e cucina", non si è mai lamentato per i molti weekend in cui non c'ero perché avevo esperimenti importanti da fare. Per questo alle giovani scienziate oggi dico: trovatevi il compagno giusto per la vita che abbia a cuore i vostri sogni e condivida le vostre scelte, e non dovrete scegliere un solo giorno tra la carriera e i figli».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…