carlo messina

C'È CHI NON PIANGE SULLA CEDOLA VERSATA - CARLO MESSINA DI INTESA CHIEDE ALLA BCE DI DARE VIA LIBERA AL DIVIDENDO: LA BANCA, NEI PRIMI 9 MESI DEL 2020, REGISTRA UN MAXI UTILE DA 6,37 MILIARDI, RAGGIUNTO ANCHE GRAZIE ALL'AVVIAMENTO NEGATIVO DERIVATO DALLA FUSIONE CON UBI. INTESA HA GIÀ SUPERATO GLI OBIETTIVI PREVISTI PER IL 2020: ''ABBIAMO LE COPERTURE, LIQUIDITÀ IN ECCESSO E CAPACITÀ DI GESTIONE DEI CREDITI DETERIORATI''

Francesco Spini per “la Stampa

 

Al traguardo dei nove mesi Intesa Sanpaolo si presenta con un maxi utile da 6,37 miliardi. Un risultato raggiunto anche grazie all' apporto dell' ultima arrivata nel gruppo, Ubi Banca, e dall' avviamento negativo derivato dalla fusione con essa, pari a 3,3 miliardi di euro, cifra, questa, superiore alle attese. Senza tali poste, il risultato di Ca' de Sass evidenzia comunque un profitto da 3,1 miliardi. «Ciò significa che nei soli primi nove mesi dell' anno abbiamo superato l' impegno previsto per il 2020, ovvero quello di un utile netto di almeno 3 miliardi», ricorda l' ad Carlo Messina. A contribuire ai risultati in particolare la ripresa degli interessi netti, saliti del 3, 9%, e delle commissioni nette, in rialzo del 6,7% rispetto ai tre mesi precedenti.

 

Messina non perde di vista l' obiettivo di tornare a remunerare gli azionisti. «Siamo convinti di essere una delle banche meglio posizionate per poter riprendere la distribuzione di dividendi, una volta avuta l' autorizzazione della Bce». Non solo quelli relativi al 2020, il banchiere punta a distribuire anche quelli precedenti e rimasti in freezer. «Verificheremo il consenso della Bce rispetto alla distribuzione da riserve del dividendo 2019», annuncia.

 

Sarà più difficile che per la cedola dell' anno in corso, ammette, ma ci proverà. Del resto, sbotta Messina con gli analisti, «non possiamo smettere di distribuire dividendi per sempre», anche se, certo, «alcuni settori sono più impattati di altri». Per le banche come la sua, argomenta, non è «una situazione così drammatica: abbiamo le coperture, liquidità in eccesso e capacità di gestione dei crediti deteriorati».

 

Un quadro, tra conti e prospettive, che piace agli investitori i quali acquistano i titoli di Ca' de Sass che segnano un rialzo del 3,71% a 1, 59 euro: Intesa si va così consolidando come la seconda banca dell' Eurozona per valore di Borsa, coi suoi 32 miliardi di capitalizzazione dietro Bnp Paribas e davanti al Santander.

 

La fusione con Ubi Banca, come visto, ha già dato un primo contributo e ora, per come va l' integrazione, «ci aspettiamo di ottenere sinergie significative, anche superiori ai 700 milioni annunciati a giugno». Superiore alle aspettative anche i 3,3 miliardi di avviamento negativo. Tale valore sarà rideterminato in via definitiva col bilancio di fine esercizio. «Lo utilizzeremo per compensare gli oneri di integrazione, migliorare l' efficienza e accelerare la riduzione dei crediti deteriorati».

 

Quanto al covid, la banca ha donato 125 milioni di euro a sostegno dei territori e, tra l' altro, concesso moratorie per 66 miliardi, prestiti garantiti per 24. A bilancio, contro futuri impatti del virus, ha fin qui accantonato 1,3 miliardi: «Siamo ben preparati», dice Messina, «e siamo pronti per continuare ad avere successo nel futuro».

Per il nuovo piano, però, si attende maggior visibilità: arriverà entro fine 2021.

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