fregata emilio bianchi

L'ITALIA VENDE DUE FREGATE MILITARI ALL'EGITTO? NESSUNA SMENTITA DA PARTE DI FINCANTIERI, MENTRE IN FRANCIA MACRON FINISCE SOTTO ATTACCO PER AVER ROVINATO I RAPPORTI CON AL SISI ED ESSERSI FATTO SFUGGIRE L'AFFARE, CHE DA NOI È STATO GESTITO RISERVATAMENTE DA CDP E PALAZZO CHIGI

 

 

 

 

Michele Arnese per www.startmag.com

 

la fremm fregata spartaco schergat

Nessuna conferma e dunque nessuna smentita da parte di Fincantieri sulla vendita in fieri di due navi Fremm all’Egitto, come svelato da Start Magazine nei giorni scorsi dopo i lanci dell’agenzia Radiocor-Il Sole 24 Ore che ha dato conto dell’ok del cda di Cdp-Sace all’operazione di finanziamento e garanzia della vendita di due navi militari di Fincantieri (controllata da Cdp Industria) all’Egitto.

 

2 FREMM DI FINCANTIERI ALL’EGITTO. FATTI E RUMORS

Le indiscrezioni di Start Magazine sono state corroborate dalla testata specializzata nel settore Rivista Italiana Difesa (Rid). Ieri il direttore di Rid, Pietro Batacchi, ha scritto: “Al momento, a quanto risulta a Rid, la commessa per la fornitura di 2 fregate tipo Fremm all’Egitto sembra confermata, anche se non è ancora scontato che si finalizzi. Le navi in questione sarebbero la nona e la decima per la Marina Militare – SPARTACO SCHERGAT ed EMILIO BIANCHI, entrambe General Purpose – che verrebbero a questo punto trasferite alla Marina Egiziana.

 

fregata emilio bianchi

Fincantieri e la Marina Militare non hanno tuttavia confermato la notizia. Vedremo se e come la Marina Militare verrebbe compensata qualora la commessa dovesse effettivamente concretizzarsi. Un’ipotesi, che circola da tempo, potrebbe essere l’integrazione della flotta con l’acquisizione di 2 nuove Fremm in configurazione ASW (Anti Submarine Warfare) – visto anche l’esponenziale incremento della minaccia sottomarina nel Mediterraneo, e non solo – tenendo pure presente il fatto che la Marina Militare deve ancora esercitare l’opzione per gli ulteriori 3 PPA. Nessuna conferma ufficiale però a riguardo”.

 

CHE COSA DICONO GLI ESPERTI SULLE FREMM ALL’EGITTO

Ma che cosa dice la Marina?

fregata emilio bianchi

Fonti anonime vicine al vertice della Marina Militare sottolineano che in molti, nella Forza Armata, non vedono di buon occhio l’operazione egiziana: non disconoscono la bontà dell’occasione di conquistare un’importante quota di mercato, altrimenti appannaggio dei francesi (da qui gli strepitii a Parigi e dintorni), ma sono preoccupati dall’avere due unità in meno anche perché le Fremm sono di fatto centrali per la Marina Militare.

Dunque cedere le ultime due navi significa privarsi di un progresso tecnologico acquisito e che costituisce un vantaggio tattico ed operativo, sottolinea un analista che chiede l’anonimato.

 

Altri rumor di addetti ai lavori dicono che uno degli orientamenti sia di vendere la Fremm 8 (Marceglia) e la 10 (Bianchi), quest’ultima della sua versione “base”.

 

COME STREPITA LA FRANCIA DI MACRON PER LE FREMM DI FINCANTIERI ALL’EGITTO

In ambienti della Marina si conoscono già le eventuali “compensazioni” che la forza armata dovrebbe ottenere se la vendita si realizzasse: in cambio della cessione di due unità in configurazione GP (general purpose – utilizzi generali) si otterrebbero – come scritto dal direttore di Rid – due unità in configurazione ASW (Anti som warfare – antisommergibile). “Ma questa seconda configurazione è più costosa. Il problema è che potrebbero entrare in servizio tra circa 4 anni, lasciando la linea sguarnita di 2 unità”, chiosa un esperto del ramo.

AL SISIconte macronputin al sisi

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...