giancarlo giorgetti monte dei paschi di siena mps

AVANTI, SI PRIVATIZZA! – IL GOVERNO HA PROMESSO DI INCASSARE VENTI MILIARDI DI EURO IN TRE ANNI DALLA VENDITA DI QUOTE DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE. NEL MIRINO CI SONO FERROVIE, POSTE E MPS. PER FS, I TEMPI SONO LUNGHI (BISOGNA PRIMA RENDERE NEUTRALE LA RETE). PER POSTE, GIÀ QUOTATA, È PIÙ FACILE, E SI PUÒ ARRIVARE A 3,7 MILIARDI – IL NODO DEL “MONTE”: GIORGETTI SPERA SEMPRE IN BANCO BPM PER COSTRUIRE IL TERZO POLO, MA CASTAGNA NICCHIA…

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

GIANCARLO GIORGETTI

Nessuno è in grado di fare previsioni su come andrà a finire la trattativa sulla riforma del Patto di Stabilità. Il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti ha chiare però due cose. La prima: non firmerà un accordo sulle nuove regole che non siano più convenienti di quelle vecchie. Se così fosse, alla proposta di mediazione spagnola preferirà il ritorno all'antico e a tutte le attenuanti garantite negli anni all'Italia. […] La seconda: per essere credibile di fronte agli acquirenti del debito domestico, l'Italia deve riaprire la stagione delle privatizzazioni.

 

LE POSSIBILI PRIVATIZZAZIONI DI FERROVIE, POSTE, MPS E ITA

«Più della Commissione europea mi preoccupano i mercati», aveva detto presentando la Finanziaria per il 2024. Ebbene, negli incontri del mese scorso con le principali agenzie di rating il ministro leghista ha promesso la vendita di parte di tre grandi aziende pubbliche: Ferrovie dello Stato, Poste e Monte dei Paschi di Siena.

 

Nell'aggiornamento del Documento di economia e finanza scritto a ottobre ha messo nero su bianco l'impegno a incassi per circa venti miliardi di euro in un triennio. Ferrovie, al cento per cento nelle mani dello Stato, è allo stesso tempo la società più complicata da privatizzare ma che promette gli incassi migliori.

 

gianluigi aponte

Dopo la fusione con Anas, il gruppo controlla la rete ferroviaria e le strade statali. Prima di mettere sul mercato una quota - si ipotizza il trenta per cento - occorre rendere la rete neutrale e permettere così gli investimenti dei privati. Facile a dirsi, difficile a farsi. Il numero uno Luigi Ferraris ci lavora da settimane. Nei piani del governo per arrivare in fondo al percorso ci vorrà un anno e mezzo, forse due. Non si può escludere che alla fine prevalga l'ipotesi più conservativa che prevede la quotazione della sola Trenitalia.

 

MATTEO DEL FANTE

La differenza sta nelle stime di incassi. Gianluigi Aponte, che ha di recente acquistato il 50 per cento di Italo, ha sborsato due miliardi. Le stime che si fanno al Tesoro vanno da un minimo di due miliardi per una quota di minoranza di Trenitalia ad almeno cinque nel caso in cui sul mercato andasse una parte dell'intero gruppo.

 

[…] Sarà invece più semplice la vendita di un pacchetto di Poste, che è già quotata. Lo Stato oggi è tuttora primo azionista con il 65 per cento delle azioni. Il 35 per cento è controllato da Cassa depositi e prestiti, […] a sua volta controllata dal governo. Il ministero del Tesoro detiene direttamente poco meno del 30. E poiché Poste sul mercato vale 12,5 miliardi, se il Tesoro cedesse per intero la sua partecipazione incasserebbe 3,7 miliardi.

 

LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

L'altra cessione che potrebbe partire in tempi rapidi è quella del Monte dei Paschi di Siena, che il governo pubblicizzò nel 2017 per evitarne il fallimento. Otto anni dopo, grazie anche ai forti aumenti dei tassi, Mps è tornata in utile, e dunque appetibile per gli investitori.

 

Nonostante gli impegni presi con l'Europa dai predecessori, fin qui Giorgetti ha preso tempo: nelle sue intenzioni Mps dovrebbe diventare il polo attorno al quale far nascere una terza grande banca dietro a Intesa e Unicredit. L'acquirente giusto per lui sarebbe Banco Bpm, che però non ha mai creduto fino in fondo all'operazione.

 

LUIGI FERRARIS AD FS

Anche in questo caso il possibile incasso è di facile stima: in Borsa Mps capitalizza 3,3 miliardi di euro. Lo Stato ne controlla poco più del 60 per cento, dunque le sue quote valgono poco più di due miliardi. […]

GIUSEPPE CASTAGNAGIANCARLO GIORGETTI GIORGIA MELONI

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